Decessi e cause di morte: cosa produce l’Istat

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L’Istat produce e diffonde statistiche di mortalità sulla base di fonti diverse, ognuna con peculiarità e finalità proprie.
Riguardo alle statistiche demografiche relative ai decessi, vengono prodotti e diffusi dati sia da fonte stato civile sia da fonte anagrafica, con cadenza mensile ed annuale.
I decessi di fonte anagrafica fanno riferimento alla popolazione iscritta in Anagrafe, cioè alla ‘popolazione residente’, indipendentemente da dove il decesso sia avvenuto (Italia o estero). I decessi di fonte stato civile si riferiscono invece alla ‘popolazione presente’, quindi ai decessi avvenuti in Italia di qualsiasi cittadino italiano o straniero, residente e non.
Le statistiche di mortalità per causa derivano dalla “Indagine su decessi e cause di morte” e si basano sulle certificazioni delle cause di morte effettuate dai medici (DPR 285 del 1990), che devono essere fatte pervenire agli Uffici di Stato Civile dei Comuni.

Decessi anni 2015-2020

L’Istat, grazie alle sinergie attivate con il Ministero dell’Interno per l’acquisizione tempestiva dei dati dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) è in grado di contribuire alla diffusione di informazioni utili alla comprensione della situazione legata all’emergenza sanitaria da COVID-19.

La diffusione di dati giornalieri di mortalità per la quasi totalità dei comuni italiani richiede uno sforzo straordinario all’Istat e al Sistema statistico nazionale. L’Istat diffonde il 10 agosto 2020 i dati di 7.357 comuni (su un totale di 7.904, il 93,1%), per i quali è stato possibile un consolidamento fino al 30 giugno 2020, anche grazie all’integrazione della fonte anagrafica (ANPR e comuni) con i dati dell’Anagrafe tributaria. L’ampia base dati, che copre il 95% della popolazione residente in Italia, consente di valutare gli effetti dell’impatto della diffusione di Covid-19 sulla mortalità per genere ed età.

10 agosto 2020

Attenzione: Relativamente ai sottoinsiemi di Comuni considerati, si rammenta che essi non costituiscono un campione statistico dell’universo dei comuni italiani, la cui copertura di popolazione a livello provinciale e regionale è variabile.

9 luglio 2020

Attenzione: Relativamente ai sottoinsiemi di Comuni considerati, si rammenta che essi non costituiscono un campione statistico dell’universo dei comuni italiani, la cui copertura di popolazione a livello provinciale e regionale è variabile.

18 giugno 2020

  • Tavola decessi per 7.270 comuni nel periodo 1 gennaio-15 maggio per la media degli anni 2015-2019 e per l’anno 2020 per comune di residenza, con approfondimenti per sesso ed età sul periodo 1 marzo- 15 maggio
  • Dataset analitico con i decessi giornalieri in ogni singolo comune di residenza per sesso e classi di età quinquennali (per il periodo che va dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2019 per tutti i 7.904 comuni dell’ Italia, per il periodo che va dal 1 gennaio 2020 al 15 maggio 2020 per 7.270 Comuni)
  • Nota metodologica

Attenzione: Relativamente ai sottoinsiemi di Comuni considerati, si rammenta che essi non costituiscono un campione statistico dell’universo dei comuni italiani, la cui copertura di popolazione a livello provinciale e regionale è variabile.

4 giugno 2020

Attenzione: Relativamente ai sottoinsiemi di Comuni considerati, si rammenta che essi non costituiscono un campione statistico dell’universo dei comuni italiani, la cui copertura di popolazione a livello provinciale e regionale è variabile.

4 maggio 2020

Cause di morte per regione

16 Luglio 2020

27 maggio 2020
Vengono diffuse alcune tavole con i decessi per regione per le principali cause di morte e con malattie del sistema respiratorio nel periodo 1 marzo-15 maggio 2017 confrontati con i decessi Covid-19 nello stesso periodo nel 2020

Rilevazioni in dettaglio

  • La Rilevazione degli eventi demografici di stato civile (modello Istat D.7.A) fornisce mensilmente i dati per comune relativi al numero dei decessi dichiarati presso gli uffici di stato civile del comune in cui è avvenuto l’evento, oltre ad altre informazioni demografiche.
    Per maggiori informazioni: www.istat.it/it/archivio/217048
    Per accedere ai dati: POPOLAZIONE/Movimento naturale della popolazione presente
  • La Rilevazione del movimento e calcolo mensile e annuale della popolazione residente riepiloga i movimenti anagrafici mensili (modello Istat D.7.b) relativi alla popolazione residente in ciascun comune. Contiene quindi anche i dati relativi cancellazioni per decesso. I dati fanno riferimento alla data di registrazione dell’atto in anagrafe e non alla data effettiva di morte. I dati della rilevazione mensile sono da considerarsi provvisori fino alla pubblicazione della rilevazione annuale, che avviene nel mese di giugno dell’anno successivo a quello di riferimento (modello Istat P.2).
    Per maggiori informazioni visita la pagina web dedicata
    Per accedere ai dati consulta I.Stat  ‘Popolazione e famiglia/Popolazione/Popolazione residente e bilancio’. I dati sono in formato aperto e riutilizzabile.
  • La Rilevazione sui cancellati dall’anagrafe per decesso (modello Istat P.5) raccoglie, per ogni evento, le principali caratteristiche individuali dei deceduti che permettono il calcolo delle principali misure di sopravvivenza della popolazione residente. La rilevazione riguarda tutti i decessi registrati presso l’Anagrafe nel corso del periodo di riferimento ed è un’indagine totale, a cadenza mensile. La diffusione dei dati è annuale avviene nel mese di ottobre successivo all’anno di riferimento.
    I dati sono disponibili sul datawarehouse I.Stat attraverso il percorso ‘Popolazione e famiglie\Mortalità’. I dati sono in formato aperto e riutilizzabile.
    I dati di mortalità mensili sono generalmente diffusi con quattro mesi di scarto, dovuti alla raccolta dei dati presso i Comuni che ancora non sono subentrati nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR). I dati relativi al numero dei decessi nel 2020 dovrebbero pertanto essere disponibili a partire dal mese di maggio 2020, per i dati di gennaio e così via.
    A fronte dell’emergenza sanitaria in corso, l’Istat sta operando per ottenere un’accelerazione della produzione dei dati di mortalità relativi ai Comuni già subentrati in ANPR e, parallelamente – in condivisione con il Ministero dell’Interno -, sta sollecitando i Comuni non subentrati in ANPR (che si trovano in comprensibile difficoltà organizzativa in questo momento) a fornire nel più breve tempo possibile i dati relativi ai decessi dei primi tre mesi del 2020.
  • La Rilevazione delle cause di morte. Le statistiche di mortalità per causa prodotte dall’Istat si riferiscono alla “Indagine su decessi e cause di morte” e si basano sui modelli individuali (modelli Istat D4 e D4bis). La scheda è in doppia copia per permettere l’invio ai due flussi diversi, statistico (Istat) e sanitario (ASL), così come previsto dalla normativa vigente (DPR 285 del 1990). Sulle schede di morte il medico deve indicare la sequenza morbosa che ha condotto alla morte e gli eventuali altri stati morbosi rilevanti. Una volta compilata la scheda dal medico, essa viene inviata all’ufficio di stato civile del Comune.
    Per la produzione del dato statistico, l’Istat effettua la codifica delle patologie e individua la “causa iniziale di morte”, ovvero quella direttamente responsabile del decesso. A tal fine, l’Istat si avvale delle regole dettate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; la causa iniziale di morte viene poi utilizzata per le statistiche ufficiali a livello nazionale e internazionale.
    Ad esempio, nel caso dell’Influenza, essa risulta conteggiata in queste statistiche se e solo se è stata certificata dal medico e se risulta essere la “causa iniziale di morte” in base alle regole internazionali di codifica. Se l’Influenza è presente sul certificato ma non è selezionata come causa iniziale di morte, viene codificata come “ causa multipla” ovvero tra le cause che hanno contributo al decesso.
    L’indagine è sottoposta a normativa comunitaria che prevede la diffusione del dato entro 24 mesi dall’anno di riferimento: a dicembre 2019 sono state prodotte le statistiche di mortalità relative ai decessi verificatisi nel 2017, entro la fine del 2020 verrà diffuso il dato relativo al 2018.
    Si sottolinea che i tempi per il rilascio dei dati potranno essere ulteriormente ridotti quando sarà stata attivata la possibilità per i medici di effettuare la certificazione online. Ciò è stato previsto dal DPCM 194/2014 “Regolamento recante modalità di attuazione e di funzionamento dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR) e di definizione del piano per il graduale subentro dell’ANPR alle anagrafi della popolazione residente”, per l’attuazione del quale deve ancora essere predisposto un apposito decreto del Ministro dell’Interno che definirà le modalità tecniche per l’attuazione delle innovazioni introdotte.
    Per maggiori informazioni visita la pagina web dedicata o ascolta le video-lezioni sulla compilazione delle schede sulle cause di morte da covid-19
    I dati sono disponibili sul datawarehouse I.Stat attraverso il percorso ‘Salute e sanità/Cause di morte’. I dati sono in formato aperto e riutilizzabile.

Normativa comunitaria

Certificazione e Classificazione ICD-10 del COVID-19

Certificazione del COVID-19

Classificazione ICD-10 del COVID-19

(aggiornamento al 7 maggio 2019)
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha aggiornato la classificazione ICD-10 fornendo due categorie (testo integrale on line www.who.int/classifications/icd/covid19/en/ www.who.int/classifications/icd/icd10updates/en/):

  • U07.1 COVID-19, virus identificato
    COVID-19 S.A.I.
    Utilizzare questo codice quando il COVID-19 è stato confermato da test di laboratorio indipendentemente dalla severità dei segni e sintomi clinici.
    Utilizzare un codice aggiuntivo se si desidera identificare la polmonite o altre manifestazioni.
    Esclude:

    • Infezione da coronavirus, sede non specificata (B34.2)
    • Coronavirus come causa di malattie classificate in altri capitoli (B97.2)
    • Sindrome respiratoria acuta grave [SARS], non specificata (U04.9)
  • U07.2 COVID-19, virus non identificato
    Utilizzare questo codice quando il COVID-19 è diagnosticato su base clinica o epidemiologica ma i test di laboratorio sono dubbi o inconcludenti o non disponibili.Utilizzare un codice aggiuntivo se si desidera identificare la polmonite o altre manifestazioni.
    Esclude:

    • Infezione da coronavirus, sede non specificata (B34.2)
    • Covid-19:
      • Confermato da test di laboratorio (U07.1)
      • Esame speciale di screening (Z11.5)
      • Sospetto ma escluso in seguito a risultato negativo al test di laboratorio (Z03.8)

Per quanto riguarda la selezione della causa iniziale, l’Istat utilizza il sistema di codifica Iris.
L’Iris Institute ha pubblicato le tavole di decisione utilizzate dal sistema che gestiscono anche i codici per il COVID-19.
In accordo con quanto previsto dall’ICD-10, per entrambi i codici di COVID-19 (U07.1 e U07.2), è previsto che la selezione della causa iniziale segua le stesse regole delle infezioni virali respiratorie (come l’influenza, la MERS o la SARS).

Informazioni sulla mortalità per influenza e polmoniti

Con riferimento alle numerose richieste di informazioni pervenute all’Istat a seguito della emergenza sanitaria in corso, si precisa che:

  • i dati elaborati dalla fonte Istat “Indagine sui decessi e cause di morte” fanno riferimento a quanto riportato dai medici sulle schede per la certificazione delle cause di morte, che devono essere compilate per legge per ogni deceduto sul territorio italiano; la scelta della “causa iniziale di morte”, la causa che viene utilizzata nelle statistiche ufficiali, viene effettuata applicando le regole di selezione definite dalla ICD-10.
  • la sorveglianza sanitaria presso la Protezione Civile registra invece tutti e soli i casi di COVID-19 diagnosticati dai laboratori di riferimento regionali, come indicato dalla Circolare del Ministero della Salute n. 0005443 del 22 febbraio 2020. Quindi la mortalità per influenza, bronchite, polmonite, tumori, malattie cardiovascolari e per ogni altra causa, di soggetti che non hanno la diagnosi di COVID-19 non viene conteggiata dai dati di sorveglianza.

Un confronto diretto tra i dati delle due fonti non sarebbe pertanto corretto.

 

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