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Censimento della popolazione: dati regionali - Anno 2024
Disponibili una serie completa di fascicoli regionali per presentare il quadro territoriale che emerge dai risultati dell’edizione 2023 del Censimento della popolazione.
In ciascun fascicolo (per regione e per le Province autonome di Trento e Bolzano) sono presenti approfondimenti su: dinamica demografica, struttura e composizione della popolazione, distribuzione degli stranieri nei diversi territori.
La popolazione residente in Piemonte, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta
a 4.251.868 residenti, stabile rispetto al 2023 (+245 individui; 0,0%). Poco più della metà della popolazione
vive nella sola provincia di Torino (51,8%).
Gli stranieri censiti sono 442.819 (+13.914 rispetto al 2023), il 10,4% della popolazione regionale.
Provengono da 178 Paesi, prevalentemente da Romania (28,6%), Marocco (11,5%) e Albania (8,7%).
L’invarianza della popolazione rispetto al 2023 è frutto dei valori positivi del saldo migratorio interno
ed estero, cui si contrappongono i valori negativi del saldo naturale e dell’aggiustamento statistico.
In Piemonte, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 24.583
(-494 rispetto al 2023). Anche i nati stranieri sono in diminuzione (-84).
Nel 2024 si è ridotta la mortalità (-1.314 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità è
diminuito dal 12,7 al 12,4 per mille. Il maggior decremento si registra nella provincia di Vercelli.
Le donne sono il 51,1% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 91mila unità,
prevalentemente in ragione della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 47,9 a 48,1 anni. Cuneo è la provincia più giovane (46,9 anni),
Biella quella più anziana (50,4 anni). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della
popolazione.
Poco meno di un quarto della popolazione (22,6%) vive in comuni di ampiezza demografica tra i 1.001 e
5.000 abitanti. Analogo ammontare (il 22,5%) vive nei due comuni con oltre 100.000 abitanti (Torino e
Novara) e poco meno di un quinto in quelli con popolazione tra i 20.001 e 50.000 abitanti (19,3%).
La popolazione residente in Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2023, ammonta a 122.877 residenti, in calo rispetto al 2022 (-253 individui; -0,2%); più di un quarto della popolazione vive nella sola città di Aosta (26,9%).
La popolazione residente in Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 122.532 residenti, in calo rispetto al 2023 (-345 individui; -0,3%). Più di un quarto della popolazione vive nella sola città di Aosta (27,0%).
Gli stranieri censiti sono 8.821 (+253 rispetto al 2023), il 7,2% della popolazione regionale. Provengono da 121 Paesi, prevalentemente da Romania (24,8%), Marocco (17,3%) e Albania (8,1%).
La diminuzione rispetto al 2023 è il risultato della sommatoria dei valori negativi del saldo naturale e dell’aggiustamento statistico e dei valori positivi del saldo migratorio interno e il saldo migratorio con l’estero.
In Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 639 (-79 rispetto al 2023). I nati stranieri, al contrario, sono in leggero aumento.
Il tasso di mortalità è aumentato dall’11,2 nel 2023 all’11,6 per mille nel 2024, con un picco del 36,4 per mille nel comune di Chamois.
Le donne sono il 50,9% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 2.200 unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 47,4 a 47,7 anni. Gressoney-La-Trinité e Ayas sono i comuni più giovani (rispettivamente 42,5 e 44,9), Rêmes-Notre-Dame e Valsavarenche quelli più anziani (54,7 e 53,3). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
Il 15,7% della popolazione vive nei comuni più piccoli della regione (+0,3% rispetto al 2023), il 57,3% in quelli medi (-0,6% sull’anno precedente). La classe di ampiezza 20.001-50.000, in cui ricade il solo comune di Aosta, registra una sostanziale stabilità.
La popolazione residente in Lombardia, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 033.918 residenti, in aumento rispetto al 2023 (+21.864 individui; +0,2%). Oltre la metà della popolazione vive nelle province di Milano, Brescia e Bergamo (56,1%).
Gli stranieri censiti sono 1.221.520 (+18.382 rispetto al 2023), il 12,2% della popolazione regionale. Provengono da 188 Paesi, prevalentemente da Romania (13,8%), Egitto (9,0%) e Marocco (7,1%).
L’aumento rispetto al 2023 è frutto dei valori positivi del saldo migratorio interno e del saldo migratorio con l’estero, che superano la perdita dovuta al saldo naturale e all’aggiustamento statistico.
In Lombardia, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 64.711
(-948 rispetto al 2023). Anche i nati stranieri sono in diminuzione.
Nel 2024 si è ridotta la mortalità (-1.217 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità è leggermente diminuito dal 10,4 al 10,3 per mille. Il maggior decremento si registra nelle province di Mantova e Milano, Cremona e Sondrio sono in controtendenza.
Le donne sono il 50,7% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 145mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 46,2 a 46,4 anni. Brescia, Bergamo e Lodi sono le province più giovani (45,7 anni la prima e 45,9 le altre due), Pavia e Sondrio quelle più anziane (47,5 e 47,4 anni). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
Il 19,5% dei residenti vive nei 279 comuni con popolazione tra 5.001 e 10.000 abitanti e il 18,0% nei quattro comuni (Milano, Brescia, Monza e Bergamo) con oltre 100.000 abitanti.
La popolazione residente in Toscana, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 3.657.716 residenti, in lieve calo rispetto al 2023 (-2.814 individui; -0,1%). Circa la metà della popolazione vive nelle province di Firenze, Pisa e Lucca (48,9%).
Gli stranieri censiti sono 433.381 (+9.315 rispetto al 2023), l’11,8% della popolazione regionale. Provengono da 173 Paesi, prevalentemente da Cina (16,0%), Romania (15,9%) e Albania (12,8%).
La diminuzione rispetto al 2023 è frutto dei valori negativi del saldo naturale e dell’aggiustamento statistico, quasi compensati dai valori positivi del saldo migratorio interno e del saldo migratorio con l’estero.
In Toscana, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 20.748
(-127 rispetto al 2023). Anche i nati stranieri sono in diminuzione.
Nel 2024 la mortalità è in lieve aumento (185 decessi in più rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità resta costante come nel 2023 (12,1 per mille). Il maggior decremento si registra nella provincia di Massa-Carrara, mentre nelle province di Firenze e Grosseto si ha il maggior incremento.
Le donne sono il 51,3% della popolazione residente, superando gli uomini di quasi 94mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 48,0 a 48,2 anni. Prato e Pisa sono le province più giovani (rispettivamente 46,4 e 47,5 anni), Grosseto e Massa-Carrara quelle più anziane (49,8 anni). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
Quasi un quinto della popolazione (19,5%) vive nei tre comuni con oltre 100.000 abitanti (Firenze, Prato e Livorno) e più di un quinto (22,3%) nei ventisette comuni con popolazione tra 20.001 e 50.000 abitanti.
- Nota per la stampa – Toscana (pdf)
- Allegato statistico – Toscana (xlsx)
- Approfondimento – Toscana (pdf)
La popolazione residente in Umbria, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta
a 851.473 residenti, in calo rispetto al 2023 (-1.595 individui; -0,2%). Circa tre quarti della popolazione vive
nella provincia di Perugia (74,7%).
Gli stranieri censiti sono 89.685 (+1.106 rispetto al 2023), il 10,5% della popolazione regionale.
Provengono da 163 Paesi, prevalentemente da Romania (24,2%), Albania (11,2%) e Marocco (9,6%).
La diminuzione rispetto al 2023 è frutto dei valori negativi del saldo naturale e dell’aggiustamento
statistico, cui si contrappongono in modo insufficiente i valori positivi del saldo migratorio con l’estero e
quello interno.
In Umbria, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 4.736
(-30 rispetto al 2023). I nati stranieri sono in lieve crescita.
Nel 2024 si è ridotta la mortalità (-213 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità è
diminuito dal 12,6 al 12,4 per mille. Il maggior decremento si registra nella provincia di Terni.
Le donne sono il 51,4% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 24mila unità,
prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 48,2 a 48,4 anni. Perugia è la provincia più giovane 48,0 anni,
rispetto a Terni 49,05. La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
Più del 30% della popolazione (31,5%) vive nei due comuni con oltre 100mila abitanti (Perugia e Terni) e
un quinto (20,5%) in quelli con popolazione tra 20.001 e 50mila abitanti.
- Nota per la stampa – Umbria (pdf)
- Allegato statistico – Umbria (xlsx)
- Approfondimento – Umbria (pdf)
La popolazione residente in Basilicata, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 530.004 residenti, in calo rispetto al 2023 (-3.229 individui; -0,6%). Poco meno di due terzi della popolazione vive nella provincia di Potenza (64,3%).
Gli stranieri censiti sono 27.060 (+1.650 rispetto al 2023), il 5,1% della popolazione regionale. Provengono da 136 Paesi, prevalentemente da Romania (25,2%), Albania (10,6%) e Marocco (7,3%).
La diminuzione rispetto al 2023 è frutto dei valori negativi del saldo naturale e di quello migratorio interno, cui si contrappongono in modo insufficiente i valori positivi del saldo migratorio con l’estero e dell’aggiustamento statistico.
In Basilicata, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 3.059
(-64 rispetto al 2023). Viceversa i nati stranieri sono in aumento.
Nel 2024 si è ridotta la mortalità (-446 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità è diminuito dal 12,4 all’11,7 per mille. Il maggior decremento si registra nella provincia di Matera.
Le donne sono il 50,5% della popolazione residente, superando gli uomini di quasi 5mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 47,3 a 47,6 anni. Matera è la provincia più giovane (47,0 anni). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
Quasi la metà della popolazione vive nei due comuni con oltre 50.000 abitanti (23,3%) (Potenza e Matera) e nei nove con popolazione tra 10.001 e 20.000 abitanti (22,9%), mentre più di un terzo (34,2%) vive nei settantatré comuni con popolazione tra 1.001 – 5.000 abitanti.
La popolazione residente in Emilia-Romagna, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 4.461.998 residenti, in crescita rispetto al 2023 (+10.060 individui; +0,2%). Circa il 40% della popolazione vive nelle province di Bologna e Modena (38,7%).
Gli stranieri censiti sono 564.745 (+3.792 rispetto al 2023), il 12,7% della popolazione regionale. Provengono da 177 Paesi, prevalentemente da Romania (16,7%), Albania (9,8%) e Marocco (9,8%).
La crescita rispetto al 2023 è frutto dei valori positivi del saldo migratorio interno e di quello estero, che superano la perdita dovuta al saldo naturale e all’aggiustamento statistico.
In Emilia-Romagna, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 28.043 (-525 rispetto al 2023). Anche i nati stranieri sono in diminuzione.
Nel 2024 si è ridotta la mortalità (-627 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità è diminuito dal 11,5 all’11,4 per mille. Il maggior decremento si registra nella provincia di Piacenza.
Le donne sono il 50,9% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 78mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 46,9 a 47,1 anni. Reggio nell’Emilia è la provincia più giovane (45,8 anni), Ferrara quella più anziana (49,8 anni). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
Più di un terzo della popolazione (35,9%) vive nei comuni con oltre 100.000 abitanti (i nove capoluoghi di provincia) e un altro terzo in quelli con popolazione tra 5.001 e 20.000 abitanti (35,7%).
La popolazione residente in Trentino, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 573 residenti, in aumento rispetto al 2023 (+1.404 individui; +0,3%). Più del 20% della popolazione vive nel comune di Trento.
Gli stranieri censiti sono 47.854 (+877 rispetto al 2023), l’8,8% della popolazione provinciale; i cittadini stranieri provengono da 145 Paesi, prevalentemente da Romania (21,5%), Albania (11,0%) e Marocco (7,6%).
L’aumento della popolazione rispetto al 2023 è frutto dei valori positivi dei saldi migratori interno e con l’estero, che risultano più che sufficienti a compensare i valori negativi del saldo naturale e dell’aggiustamento statistico.
In Trentino, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 3.748 unità (-41 rispetto al 2023). I nati stranieri sono in lieve aumento.
Nel 2024 la mortalità è in leggero aumento in termini assoluti (+62 decessi rispetto all’anno precedente) con un tasso di mortalità che sale dal 9,5 al 9,6 per mille.
Le donne sono il 50,5% della popolazione residente e superano gli uomini di 5.853 unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 45,7 a 46,0 anni. Vignola-Falesina e Calliano sono i comuni più giovani (rispettivamente 40,1 e 41,9 anni), Palù del Fersina e Castel Condino quelli più anziani (53,5 e 53,0 anni). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
Più di un terzo della popolazione (35,8%) vive negli 89 comuni con popolazione tra i 1.001 e i 5.000 abitanti e più di un quinto della popolazione (21,7%) vive nell’unico comune con più di 100.000 abitanti (Trento).
- Nota per la stampa – Trento (pdf)
- Allegato statistico – Trento (xlsx)
- Approfondimento – Trento (pdf)
La popolazione residente nella provincia autonoma di Bolzano, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 539.679 residenti, in aumento rispetto al 2023 (2.146 individui; +0,4%). Quasi un quinto della popolazione vive nel comune di Bolzano/Bozen.
Gli stranieri censiti sono 57.884 (+1.971 rispetto al 2023), il 10,7% della popolazione regionale. Provengono da 149 Paesi, prevalentemente da Albania (12,3%), Germania (8,3%) e Pakistan (7,3%).
L’aumento rispetto al 2023 è frutto dei valori positivi del saldo migratorio interno, migratorio estero e dell’aggiustamento statistico.
Nella provincia autonoma di Bolzano, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 4.537 (-158 rispetto al 2023). I nati stranieri sono in lieve aumento.
Nel 2024 la mortalità appare sostanzialmente invariata, con una lieve flessione in termini assoluti (-11 decessi rispetto all’anno precedente) e un tasso di mortalità che resta stabile attestandosiall’8,5 per mille. Il maggior decremento si registra nel comune di Termeno sulla strada del vino/Tramin an der Weinstraße
(-6,6%).
Le donne sono il 50,3% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 3.500 unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 43,7 a 44,0 anni. Velturno/Feldthurns e Ponte Gardena/Waidbruck sono i comuni più giovani (rispettivamente 39,7 e 40,3 anni), Predoi/Prettau e Bolzano/Bozen quelli più anziani (48,3 e 46,0 anni). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
Più di un terzo della popolazione (37,6%) vive negli 80 comuni con popolazione tra 1.001-5.000 abitanti e quasi un quinto della popolazione (19,7%) vive nell’unico comune con oltre 100.000 abitanti (Bolzano/Bozen).
La popolazione residente in Veneto, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 4.853.472 unità, stabile rispetto al 2023. Quasi due quinti della popolazione vive nelle province di Padova e Verona (38,3%).
Gli stranieri censiti sono 466 (+2.305 rispetto al 2023), il 10,4% della popolazione regionale. Provengono da 176 Paesi, prevalentemente da Romania (24,7%), Marocco (9,0%) e Cina (7,3%).
La stabilità della popolazione rispetto al 2023 è frutto dei valori negativi del saldo naturale e dell’aggiustamento statistico, cui si contrappongono i valori positivi del saldo migratorio con l’estero e migratorio interno.
In Veneto, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 29.969
(-469 rispetto al 2023). Anche i nati stranieri sono in diminuzione.
Nel 2024 si è ridotta la mortalità (-597 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità è leggermente diminuito dal 10,5 nel 2023 al 10,4 per mille. Il maggior decremento si registra nella provincia di Verona.
Le donne sono il 50,7% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 67mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 46,9 a 47,1 anni. Verona, Vicenza, Treviso sono le province più giovani (rispettivamente 46,2, 46,5 e 46,6 anni), Rovigo e Belluno quelle più anziane (49,6 e 49,2 anni). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
Il 16,9% della popolazione vive nei quattro comuni con oltre 100.000 abitanti (Verona, Venezia, Padova e Vicenza) e un quarto in quelli con popolazione tra 10.001 e 20.000 abitanti (25,5%).
- Nota per la stampa | Veneto (pdf)
- Allegato statistico | Veneto (xlsx)
La popolazione residente in Friuli-Venezia Giulia, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 193.284 residenti, in lieve calo rispetto al 2023 (-1.332 individui; -0,1%). Quasi il 70% della popolazione vive nelle province di Udine e Pordenone.
Gli stranieri censiti sono 121.887 (+1.743 rispetto al 2023), il 10,2% della popolazione regionale. Provengono da 154 Paesi, prevalentemente da Romania (20,5%), Albania (7,7%) e Bangladesh (6,9%).
La diminuzione rispetto al 2023 è frutto dei valori negativi del saldo naturale e dell’aggiustamento statistico, cui si contrappongono in modo insufficiente i valori positivi del saldo migratorio con l’estero e di quello interno.
In Friuli-Venezia Giulia, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 6.895 (-87 rispetto al 2023), di cui 1.278 stranieri (+31).
Nel 2024 aumenta lievemente la mortalità (+58 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità passa dal 12,2 al 12,3 per mille, con il valore più elevato nella provincia di Trieste.
Le donne sono il 51,0% della popolazione residente, superando gli uomini di quasi 25mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 48,5 a 48,7 anni. Pordenone è la provincia più giovane (47,3 anni), Trieste quella più anziana (49,4 anni). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
Quasi il 30% della popolazione vive nei tre comuni con oltre 50mila abitanti (Trieste, Udine e Pordenone) e il 22,8% in quelli con popolazione tra 5.001 e 10.000 abitanti.
La popolazione residente in Liguria, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 510.143 residenti, in aumento rispetto al 2023 (+1.003 individui; +0,1%). Più della metà della popolazione vive nella provincia di Genova (54,2%).
Gli stranieri censiti sono 163.189 (+7.543 rispetto al 2023), il 10,8% della popolazione regionale. Provengono da 166 Paesi, prevalentemente da Albania (13,1%), Romania (12,1%), e Marocco (9,5%).
L’aumento della popolazione residente rispetto al 2023 è frutto dei valori positivi del saldo migratorio estero, interno e dell’aggiustamento statistico, che superano la perdita dovuta al saldo naturale.
In Liguria, diversamente che nel resto del Paese, la denatalità ha avuto una lieve battuta di arresto. I nati nel 2024 sono 8.380 (+ 37 rispetto al 2023), grazie ad un aumento di 142 nati stranieri.
Nel 2024 si è ridotta la mortalità (-532 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità è diminuito dal 14,3 al 14,0 per mille. Il maggior decremento si registra nelle province di Imperia e Savona.
Le donne sono il 51,6% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 47mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 49,5 a 49,6 anni. La Spezia ed Imperia sono le province più giovani (rispettivamente 49,2 e 49,3 anni), Savona quella più anziana (50,4 anni). La componente straniera rallenta l’invecchiamento della popolazione.
Più di un terzo della popolazione (37,4%) vive nel comune di Genova (unico comune con oltre 100.000 abitanti), poco più di un quarto (26,1%) vive nei comuni compresi fra 1.001 e 10.000 abitanti e poco meno di un quarto (24,6%) nei soli nove comuni compresi fra 20mila e 100mila abitanti.
- Nota per la stampa – Liguria (pdf)
- Allegato statistico – Liguria (xlsx)
- Approfondimento Liguria (pdf)
La popolazione residente nelle Marche, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 480.545 residenti, in calo rispetto al 2023 (-2.201 individui; -0,1%). Quasi un terzo della popolazione vive nella provincia di Ancona (31,2%).
Gli stranieri censiti sono 135.023 (+3.012 rispetto al 2023), il 9,1% della popolazione regionale. Provengono da 157 Paesi, prevalentemente da Romania (16,9%), Albania (10,8%) e Marocco (6,6%).
La diminuzione rispetto al 2023 è frutto dei valori negativi del saldo naturale e dell’aggiustamento statistico, cui si contrappongono in modo insufficiente i valori positivi dei saldi migratori interno e con l’estero.
Nelle Marche, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 8.252
(-545 rispetto al 2023). Anche i nati stranieri sono in diminuzione.
Nel 2024 si è ridotta la mortalità (-197 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità è diminuito dal 12,0 all’11,8 per mille. Si registra però un incremento nelle province di Macerata e Ascoli Piceno.
Le donne sono il 50,9% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 28mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 47,7 a 47,9 anni. Pesaro e Urbino è la provincia più giovane (47,6 anni), Ascoli Piceno e Fermo quelle più anziane (48,5 e 48,3 anni). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
Il 17,2% della popolazione vive nei tre comuni con popolazione tra 50.001 e 100.000 abitanti (Ancona, Pesaro e Fano) e il 29,0% in quelli con popolazione tra 20.001 e 50.000 abitanti
- Nota per la stampa – Marche (pdf)
- Allegato statistico – Marche (xlsx)
- Approfondimento Marche (pdf)
La popolazione residente nel Lazio, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 5.709.178 residenti, in calo rispetto al 2023 (-5.567 individui; -0,1%). Quasi i tre quarti della popolazione vive nella provincia di Roma.
Gli stranieri censiti sono 651.033 (+7.721 rispetto al 2023), l’11,4% della popolazione regionale. Provengono da 189 Paesi, prevalentemente da Romania (29,3%), Bangladesh (7,1%), Filippine (6,3%) e India (5,1%).
La diminuzione della popolazione residente rispetto al 2023 è frutto dei valori negativi del saldo naturale e di quello migratorio interno, cui si contrappongono in modo insufficiente i valori positivi del saldo migratorio con l’estero e dell’aggiustamento statistico.
Nel Lazio, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 33.699
(-593 rispetto al 2023).
Nel 2024 si è ridotta la mortalità (-3.141 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità è diminuito dall’11,2 al 10,7 per mille. Il maggior decremento si registra nelle province di Frosinone e Rieti.
Le donne sono il 51,5% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 167mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 46,5 a 46,7 anni. Latina e Roma sono le province più giovani (rispettivamente 46,1 e 46,6 anni), Rieti e Viterbo quelle più anziane (48,7 e 48,1 anni). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
La metà della popolazione laziale vive nei due comuni con oltre 100.000 abitanti (Roma e Latina) e il 15,3% in quelli con popolazione tra 20.001 e 50.000.
- Nota per la stampa – Lazio (pdf)
- Allegato statistico – Lazio (xlsx)
- Approfondimento – Lazio (pdf)
La popolazione residente in Abruzzo, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 269.118 residenti (-453 individui rispetto al 2023), sostanzialmente stabile in termini percentuali. La popolazione si distribuisce equamente tra le quattro province con una piccola preponderanza di quella di Chieti (29,2%).
Gli stranieri censiti sono 90.573 (+4.745 rispetto al 2023), il 7,1% della popolazione regionale. Provengono da 158 Paesi, prevalentemente da Romania (23,5%), Albania (12,3%) e Marocco (9,2%).
La lieve diminuzione in termini assoluti rispetto al 2023 è frutto dei valori negativi del saldo naturale e dell’aggiustamento statistico cui si contrappongono in modo appena insufficiente i valori positivi del saldo migratorio con l’estero e del saldo migratorio interno.
In Abruzzo, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 7.356
(-222 rispetto al 2023). Anche i nati stranieri sono in diminuzione.
Nel 2024 si è ridotta la mortalità (-959 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità è diminuito passando dal 12,5 all’11,7 per mille. Il maggior decremento si registra nelle province di Chieti e L’Aquila.
Le donne sono il 50,9% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 22mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 47,4 a 47,7 anni. Pescara e Teramo sono le province più giovani (entrambe 47,3 anni), L’Aquila e Chieti quelle più anziane (rispettivamente 48,1 e 48,0 anni). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
Poco più di un quinto della popolazione abruzzese vive nei 125 comuni tra i 1.001 e 5.000 abitanti (21,7%) e analogo ammontare (22,3%) risiede nei nove comuni tra i 20.001 e i 50.000 abitanti (Chieti, Avezzano, Vasto, Lanciano, Roseto degli Abruzzi, Francavilla al Mare, Giulianova, Ortona e Sulmona).
- Nota per la stampa – Abruzzo (pdf)
- Allegato statistico – Abruzzo (xlsx)
- Approfondimento – Abruzzo (pdf)
La popolazione residente in Molise, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 814 residenti, in calo rispetto al 2023 (-1.410 individui; -0,5%). Circa i tre quarti della popolazione vivono nella provincia di Campobasso (72,6%).
Gli stranieri censiti sono 14.431 (+1.200 rispetto al 2023), il 5,0% della popolazione regionale. Provengono da 133 Paesi, prevalentemente da Romania (19,5%), Marocco (9,6%) e Nigeria (5,2%).
La diminuzione rispetto al 2023 è frutto dei valori negativi del saldo naturale, di quello migratorio interno e dell’aggiustamento statistico, cui si contrappone in modo insufficiente il valore positivo del saldo migratorio con l’estero.
In Molise, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 1.561 (-100 rispetto al 2023). I nati stranieri sono in aumento.
Nel 2024 si è ridotta la mortalità (-55 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità è diminuito dal 13,6 al 13,5 per mille. Il maggior decremento si registra nella provincia di Isernia.
Le donne sono il 50,4% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 2mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 48,2 a 48,4 anni. Campobasso è la provincia più giovane (48,3 anni), Isernia è la più anziana (48,7 anni). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
Più di un terzo della popolazione (38,3%) vive nei comuni con popolazione tra i 1.001 e 5.000 abitanti, una quota (34,7%) simile in quelli con popolazione tra 20.001 e 50.000 abitanti.
- Nota per la stampa – Molise (pdf)
- Allegato statistico – Molise (xlsx)
- Approfondimento – Molise (pdf)
La popolazione residente in Campania, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 582.337 residenti, in calo rispetto al 2023 (-11.569 individui; -0,2%). Più della metà della popolazione vive nella provincia di Napoli (53,1%).
Gli stranieri censiti sono 276.531 (+12.851 rispetto al 2023), il 5,0% della popolazione regionale. Provengono da 168 Paesi, prevalentemente da Ucraina (16,2%), Romania (11,7%), e Marocco (9,5%).
La diminuzione rispetto al 2023 è frutto dei valori negativi del saldo naturale e di quello migratorio interno, cui si contrappongono in modo insufficiente i valori positivi del saldo migratorio con l’estero e dell’aggiustamento statistico.
In Campania, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 41.348
(-1.577 rispetto al 2023). Anche i nati stranieri sono in lieve diminuzione.
Nel 2024 si è ridotta la mortalità (-2.118 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità è diminuito dal 10,5 al 10,2 per mille. Il maggior decremento si registra nelle province di Caserta e Salerno.
Le donne sono il 51,1% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 125mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza lievemente rispetto al 2023 da 44,2 a 44,5 anni. Caserta e Napoli sono le province più giovani (rispettivamente 43,6 e 43,7 anni), Benevento e Avellino quelle più anziane (47,1 e 46,9 anni). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
Poco più di un quinto della popolazione (20,8%) vive a Napoli, Salerno e Giugliano in Campania (NA), nei tre comuni con oltre 100.000 abitanti () e quasi un terzo in quelli con popolazione tra 20.001 e 50.000 abitanti (30,0%).
La popolazione residente in Puglia, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 3.877.395 residenti, in calo rispetto al 2023 (-13.266 individui; -0,3%). Poco più della metà della popolazione vive nelle province Bari e Lecce (51,2%).
Gli stranieri censiti sono 155.066 (+7.797 rispetto al 2023), il 4,0% della popolazione regionale. Provengono da 169 Paesi, prevalentemente da Romania (18,8%), Albania (12,7%) e Marocco (8,0%).
La diminuzione rispetto al 2023 è frutto dei valori negativi del saldo naturale e di quello migratorio interno, cui si contrappongono in modo insufficiente i valori positivi del saldo migratorio con l’estero e dell’aggiustamento statistico.
In Puglia, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 24.289
(-1.302 rispetto al 2023). I nati stranieri sono in lieve diminuzione.
Nel 2024 si è ridotta la mortalità (-1.450 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità è diminuito dall’ 11,1 al 10,8 per mille. Il maggior decremento si registra nelle province di Brindisi e Barletta-Andria-Trani.
Le donne sono il 51,2% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 91mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 46,4 a 46,7 anni. Barletta-Andria-Trani e Foggia sono le province più giovani (rispettivamente 45,2 e 45,8 anni), Lecce e Brindisi quelle più anziane (47,8 e 47,3 anni). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
Il 16,7% della popolazione vive nei tre comuni con oltre 100.000 abitanti (Bari, Taranto e Foggia) e poco meno di un quarto in quelli con popolazione tra 20.001 e 50.000 abitanti (23,9%).
- Nota per la stampa – Puglia (pdf)
- Allegato statistico – Puglia (xlsx)
- Approfondimento Puglia (pdf)
La popolazione residente in Calabria, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 834.646 residenti, in calo rispetto al 2023 (-3.922 individui; -0,2%). Oltre il 60% della popolazione vive nelle province di Cosenza e Reggio Calabria (64,5%).
Gli stranieri censiti sono 105.439 (+5.532 rispetto al 2023), il 5,7% della popolazione regionale. Provengono da 153 Paesi, prevalentemente da Romania (24,3%), Marocco (14,4%) e Ucraina (7,0%).
La diminuzione rispetto al 2023 è frutto dei valori negativi del saldo naturale e di quello migratorio interno, cui si contrappongono in modo insufficiente i valori positivi del saldo migratorio con l’estero e dell’aggiustamento statistico.
In Calabria, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 12.679
(-603 rispetto al 2023). Anche i nati stranieri sono in diminuzione.
Nel 2024 si è ridotta la mortalità (-1.157 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità è diminuito dal 11,9 all’11,3 per mille. Il maggior decremento si registra nelle province di Vibo Valentia e Reggio Calabria.
Le donne sono il 50,9% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 30mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 46,0 a 46,2 anni. Crotone è la provincia più giovane (44,8 anni), Catanzaro e Cosenza quelle più anziane (46,7 anni). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
Più di un quarto della popolazione (28,3%) vive nei comuni con popolazione tra 1.001 e 5.000 abitanti e oltre un quinto in quelli con popolazione tra 5.001 e 10.000 (20,9%).
La popolazione residente in Sicilia, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 787.390 residenti, in calo rispetto al 2023 (-9.969 individui; -0,2%). Circa la metà della popolazione vive nelle province Palermo e Catania (47,4%).
Gli stranieri censiti sono 206.753 (+9.834 rispetto al 2023), il 4,3% della popolazione regionale. Provengono da 165 Paesi, prevalentemente da Romania (21,5%), Tunisia (13,6%) e Marocco (7,3%).
La diminuzione rispetto al 2023 è frutto dei valori negativi del saldo naturale e di quello migratorio interno, cui si contrappongono in modo insufficiente i valori positivi del saldo migratorio con l’estero e dell’aggiustamento statistico.
In Sicilia, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 33.660
(-1.829 rispetto al 2023). I nati stranieri sono in lieve aumento.
Nel 2024 si è ridotta la mortalità (-4.036 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità è diminuito dall’11,8 all’11,0 per mille. Il maggior decremento si registra nelle province di Enna e Agrigento.
Le donne sono il 51,2% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 114mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 45,4 a 45,7 anni. Ragusa e Catania sono le province più giovani (rispettivamente 44,5 e 44,8 anni), Messina ed Enna quelle più anziane (47,2 e 47,0 anni). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
Più di un quarto della popolazione (26,3%) vive nei quattro comuni con oltre 100.000 abitanti (Palermo, Catania, Messina e Siracusa) e poco meno di un quarto in quelli con popolazione tra 20.001 e 50.000 abitanti (24,3%).
- Nota per la stampa – Sicilia (pdf)
- Allegato statistico – Sicilia (xlsx)
- Approfondimento – Sicilia (pdf)
La popolazione residente in Sardegna, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 562.381 residenti, in calo rispetto al 2023 (-8.072 individui; -0,5%). Più della metà della popolazione vive nelle province di Sassari e Cagliari (56,9%).
Gli stranieri censiti sono 54.091 (+2.050 rispetto al 2023), il 3,5% della popolazione regionale. Provengono da 156 Paesi, prevalentemente da Romania (20,2%), Senegal (7,8%) e Marocco (6,9%).
La diminuzione rispetto al 2023 è frutto dei valori negativi del saldo naturale e di quello migratorio interno, cui si contrappongono in modo insufficiente i valori positivi del saldo migratorio con l’estero e dell’aggiustamento statistico.
In Sardegna, come nel resto del Paese, si è raggiunto un nuovo record di denatalità. I nati sono 7.052
(-190 rispetto al 2023). I nati stranieri invece sono in leggero aumento.
Nel 2024 si è ridotta la mortalità (-247 decessi rispetto all’anno precedente). Il tasso di mortalità è diminuito dall’11,9 all’11,8 per mille. Il maggior decremento si registra nelle province di Sud Sardegna e Cagliari.
Le donne sono il 50,9% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 26mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile.
L’età media si innalza rispetto al 2023 da 48,8 a 49,2 anni. Sassari e Cagliari sono le province più giovani (rispettivamente 48,5 e 48,8 anni), Oristano e Sud Sardegna quelle più anziane (50,6 e 50,3 anni). La componente straniera è un fattore di ringiovanimento della popolazione.
Poco più del 17% della popolazione vive nei due comuni con oltre 100.000 abitanti (Cagliari e Sassari) e oltre un quarto in quelli con popolazione tra 1.001 e 5.000 abitanti (27,2%).
- Nota per la stampa | Sardegna (pdf)
- Allegato statistico | Sardegna (xlsx)
- Approfondimento regionale (pdf)