Faq - Domande frequenti sull'ATECO

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Classificazione ATECO

Che cos'è un’attività economica?

Un’attività economica può essere definita tale quando le risorse per il suo svolgimento (beni di investimento, lavoro, tecniche industriali o prodotti intermedi) si combinano per produrre beni o servizi specifici. L’attività può consistere in un solo processo semplice (per esempio, la tessitura) o articolarsi in vari sottoprocessi. Nel caso in cui il processo produttivo sia caratterizzato da una serie integrata di attività elementari all’interno di una stessa unità statistica, tutta la sequenza produttiva sarà considerata come una sola attività.

A che cosa serve l’ATECO?

L’ATECO è sviluppata dall’Istat in collaborazione con altri enti. L’Istat, inoltre, ha il compito di manutenere la classificazione e la utilizza esclusivamente per finalità statistiche. Il codice ATECO è utilizzato nelle operazioni di denuncia avvio attività o di registrazione della propria attività presso gli organi amministrativi preposti (Agenzia delle Entrate e Camera di Commercio). L’Istat può fornire chiarimenti interpretativi utili all’individuazione del codice ATECO più adeguato a rappresentare l’attività effettivamente svolta, tuttavia tali valutazioni non costituiscono pareri vincolanti ad altri fini, ad esempio legali, fiscali o amministrativi.

Quale è la differenza tra codice di categoria (V cifra) e codice di sottocategoria (VI cifra) ATECO?

L’ATECO fino alla quinta cifra è utilizzato per finalità statistiche; l’utilizzo della sesta cifra è invece prevista per gli ambiti amministrativi. Tuttavia, al fine di garantire la necessaria coerenza interna della classificazione, l’Istat è responsabile per l’intera classificazione ATECO e utilizza i codici di sottocategoria in maniera indiretta all’interno del processo di stima dell’attività economica per le unità contenute nei registri statistici delle unità economiche mantenuti dall’Istituto.

L’ATECO classifica le professioni?

L’ATECO è una classificazione di attività economiche e non di professioni. I due concetti (professioni e attività economiche) assumono significato differente da un punto di vista statistico. Il concetto di “professione” si riferisce al modo con il quale si applicano alla produzione i singoli individui. Il criterio fondante della classificazione delle professioni (anch’essa di competenza dell’Istat) è quello del livello skill level e del campo di applicazione skill specialization delle competenze richieste per eseguire in modo appropriato i compiti associati alla professione; il diverso livello di competenza messo in gioco dalle professioni dipende dalla complessità e dall’estensione dei compiti connessi.

La classificazione delle attività economiche ATECO, invece, è una classificazione di tipo output-oriented cioè si rivolge al tipo di prodotto ottenuto o servizio offerto. Un’attività economica, inoltre, non è una disciplina. Di conseguenza, da un punto di vista statistico l’obiettivo è cogliere sia la professione esercitata dagli individui sia le categorie di attività economiche nelle quali il lavoro viene esercitato. In presenza di imprese individuali (imprenditori individuali, liberi professionisti e lavoratori autonomi) questa distinzione a volte rischia di confondersi ma è assolutamente necessario fare in modo che le due classificazioni rispettino ognuna i propri criteri metodologici di base e vengano utilizzate in modo corretto.

Per le classificare le professioni l’Istat utilizza la classificazione delle professioni CP2011 attualmente in fase di revisione.

Ruolo dell’Istat e sui processi di revisione e aggiornamento

Revisione e aggiornamento dell’ATECO: quali differenze?

Le tempistiche di revisione della classificazione ATECO sono dettate da decisioni concordate in sede europea, essendo la classificazione ATECO direttamente derivata dalla classificazione NACE,  e richiedono un impegno di risorse considerevole e impatti non trascurabili sulla produzione statistica (i processi di revisione non possono essere troppo ravvicinati nel tempo: non prima di 5 anni).
Per rispondere alle varie esigenze di aggiornamento dell’attuale classificazione ATECO 2007, l’Istat ha avviato un progetto per un aggiornamento più frequente della classificazione relativamente ai codici di categoria e sottocategoria (5a e 6a cifra) ATECO e/o le note esplicative. Il primo aggiornamento è stato realizzato nel 2020 con l’adozione della classificazione ATECO 2007, aggiornamento 2021, in vigore a partire dal 1° gennaio 2021. Il termine “aggiornamento” (e non “revisione”) conferma il carattere eccezionale di tale operazione, che è svincolata quindi dai processi di revisione coordinati a livello europeo ed internazionale.

In che modo è possibile presentare una proposta di modifica alla classificazione?

Gli utenti esterni che intendono presentare eventuali proposte di modifica alla classificazione ATECO possono inviare una e-mail all’indirizzo comitatoateco@istat.it, compilando il form dedicato. La proposta di modifica avrà maggiore risalto, se presentata mediante il supporto delle specifiche associazioni di categoria o di settore, che sono più strutturate a rappresentare gli interessi collettivi degli attori economici.

Cosa fare per comunicare una variazione dovuta ad un cambio di classificazione?

La classificazione ATECO 2007 aggiornamento 2022 ha decorrenza 1° gennaio 2022, ma, al fine di consentirne l’implementazione operativa da parte delle diverse amministrazioni che la utilizzano, verrà adottata a partire dal 1° aprile 2022.
La modifica del tipo di attività economica della singola impresa non avviene in modo automatico da parte degli enti coinvolti ma su richiesta dei soggetti interessati.

Le imprese, la cui attività economica è coinvolta in una modifica di classificazione, possono procedere, per i soli fini amministrativi, con una comunicazione di variazione di codice al Registro delle Imprese (Comunica) o all’Agenzia delle entrate (modello AA5/AA7/AA9) il prima possibile a partire dal 1° aprile 2022. È altresì possibile procedere con una segnalazione di variazione di attività con una comunicazione a redazione.ateco@infocamere.it
Per ulteriori dettagli informativi si può consultare il portale di Infocamere all’indirizzo: ateco.infocamere.it

Le imprese coinvolte nelle indagini statistiche possono segnalare la variazione di codice ATECO tramite il portale delle imprese dell’Istat; tale modifica sarà valida per le sole finalità statistiche.

Criteri ATECO e sull’attribuzione del codice ATECO

Che relazione c’è tra la classificazione ATECO e gli albi e ordini professionali?

Nella sua qualità di classificazione statistica, l’ATECO non dipende da provvedimenti amministrativi sull’ordinamento di albi o ordini professionali. Questa impostazione è motivata dalla necessità di non vincolare una classificazione statistica a provvedimenti amministrativi, leggi e decreti che sono sottoposti a volte a cambiamenti frequenti a fronte dell’esigenza di garantire una maggiore stabilità nell’uso della classificazione per la rappresentazione dei fenomeni. Il sostegno a questa impostazione è dato anche dal fatto che non si può disporre di elementi sufficienti per valutare, da un punto di vista statistico, quali siano le conseguenze di un provvedimento amministrativo o legislativo su una attività economica.

È possibile che la classificazione ATECO non contenga una specifica attività economica?

Per definizione, la classificazione ATECO deve essere esaustiva e cioè includere tutte le attività economiche operanti in Italia. La presenza di voci residuali (ad esempio “Altre attività n.c.a.” ovvero non classificate altrove) garantisce il rispetto di tale principio laddove specifiche attività economiche non siano esplicitate. Tuttavia, in seguito all’avvento di nuove attività economiche, è possibile che la classificazione risulti obsoleta e necessiti di uno specifico intervento di revisione e aggiornamento volto a colmare il gap informativo.

Esistono delle regole per evitare cambiamenti frequenti della classificazione di una unità economica?

Le unità possono trasformare la propria attività principale sia effettuando un cambio radicale o graduale nel tempo, sia a seguito di fattori stagionali o per decisione del management di cambiare la struttura produttiva; per quanto in tutti questi casi sia necessario segnalare la variazione della classificazione dell’unità, trasformazioni troppo frequenti potrebbero produrre da un punto di vista amministrativo la necessità di dover fare segnalazioni troppo frequenti, dal punto di vista statistico incoerenze tra statistiche a breve termine (mensile e trimestrale) e statistiche a lungo termine e rendere estremamente difficile la loro interpretazione.

Nei casi in cui una singola unità svolga due attività che incidono entrambe per il 50 per cento del valore aggiunto è stata istituita una regola di stabilità, per evitare trasformazioni frequenti che non riflettano un cambiamento sostanziale nella realtà economica, secondo la quale il cambio di attività principale deve essere effettuato quando l’attività corrente risulta aver inciso negli ultimi due anni per meno del 50 per cento del valore aggiunto.

Chi attribuisce il codice ATECO ad una unità economica (un’impresa ad esempio) e in che modo?

Il codice di attività economica ATECO è utilizzato sia per finalità statistiche che per finalità amministrative. Il principio di classificazione è unico sia se le finalità sono statistiche sia se sono amministrative: il codice ATECO viene assegnato in base all’attività economica principale, cioè quella che contribuisce maggiormente al valore aggiunto dell’unità.

Il codice ATECO viene prima di tutto assegnato in fase di denuncia avvio attività o di registrazione della propria attività in regime di autocertificazione, dagli organi amministrativi preposti (Agenzia delle Entrate e Camera di Commercio).
L’Istat assegna il codice ATECO con l’ausilio delle note esplicative, tavole di corrispondenza e riferimenti ad altri sistemi di classificazione sia mediante procedure di stima automatizzate che con l’intervento di revisori esperti della classificazione. Nel caso l’unità svolga una sola attività economica, la sua attività principale sarà determinata dalla categoria ATECO che descrive tale attività. Se l’unità svolge diverse attività economiche (diverse dalle attività ausiliarie), l’attività principale sarà determinata in base al valore aggiunto associato ad ogni attività svolta, secondo regole ben precise.

Una unità economica può essere classificata in più codici ATECO?

Nel caso l’unità svolga una sola attività economica, la sua attività principale sarà determinata dalla categoria ATECO che descrive tale attività. Se invece l’unità svolge diverse attività economiche, l’attività principale sarà determinata in base al valore aggiunto associato ad ogni attività svolta. In particolare, le regole della classificazione prevedono di assegnare il codice di attività principale all’attività con il valore aggiunto maggiore (o altro criterio utilizzato in sostituzione del valore aggiunto) e di indicare ulteriori codici per le eventuali attività secondarie.

Quali sono i criteri per la definizione dell’ATECO in base al valore aggiunto?

Il valore aggiunto è il criterio di base per determinare la classificazione di un’unità in relazione alla sua attività economica. Il valore aggiunto lordo di unità economica quantifica la differenza tra il valore della produzione e il consumo intermedio, definendo così una misura aggiuntiva del contributo di ogni unità economica al prodotto interno lordo (PIL).
Qualora l’unità svolga più attività e non sia possibile conoscere la quota corrispondente del valore aggiunto, occorre ricorrere a criteri alternativi per classificare le singole attività (definendo così la principale e le secondarie).

In particolare:

  • a. criteri basati sul valore della produzione
    • valore della produzione lorda dell’unità riconducibile a beni o servizi associati ad ogni attività;
    • valore delle vendite o fatturato dei gruppi di prodotto ricadenti in ogni attività;
  • b. criteri basati sui fattori di produzione
    • retribuzioni e stipendi riconducibili ad ogni attività (o reddito dei lavoratori autonomi);
    • numero dei lavoratori impiegati nelle varie attività economiche dell’unità;
    • numero di ore lavorate dai lavoratori riconducibili alle varie attività dell’unità.

Si ribadisce che il criterio del valore aggiunto è quello da privilegiare, gli altri sono da preferire laddove il valore aggiunto non è direttamente calcolabile. Inoltre occorre tener presente che non c’è sempre proporzionalità tra ciò che è osservabile e ciò che non lo è.

Strumenti di “navigazione” e supporto

Esiste uno strumento che consente di individuare rapidamente il codice ATECO corretto per classificare una attività economica?

L’Istat rende disponibili alcuni strumenti di supporto per l’individuazione del codice ATECO per classificare una attività economica:

  • individua un codice attività – strumento basato sul sistema di codifica automatica (CIRCE) attraverso il quale l’utente inserisce una descrizione sintetica dell’attività economica e il sistema restituisce uno o più codici corrispondenti;
  • ricerca per codice attività – attraverso il quale l’utente inserisce un codice ATECO e il sistema restituisce la descrizione corrispondente;
  • ricerca per parola chiave (una sola parola) – permette di individuare all’interno della classificazione tutte le parti in cui è presente la parola digitata dall’utente;
  • struttura della classificazione in modalità navigabile.

A chi posso rivolgermi se ho bisogno di supporto per individuare un codice ATECO?

È possibile contattare i referenti Istat della classificazione scrivendo all’indirizzo ateco2007@istat.it

Sistema integrato di classificazioni economiche

Dove si possono trovare le classificazioni economiche adottate a livello europeo?

Eurostat rende disponibili le classificazioni economiche europee (ad esempio, Prodcom e CPA) e le relative tabelle di corrispondenza in RAMON – Reference And Management Of Nomenclatures.

Cos’è una tabella di corrispondenza?

Una tabella di corrispondenza (o di conversione) permette di confrontare due classificazioni (A e B) o due diverse versioni della stessa classificazione (A1 e A2). Nel primo caso, ad ogni codice della classificazione A è associato il codice o i codici correlati presenti nella classificazione B; analogamente nel secondo caso. In questo modo, è garantito il raffronto tra la numerazione di una delle due classificazioni rispetto all’altra ed è possibile individuare non solo le corrispondenze esistenti ma anche eventuali link mancanti. Le tabelle di corrispondenza ufficiali tra classificazioni statistiche sono realizzate dagli Enti ed Organismi che predispongono e aggiornano le classificazioni stesse.

Data di pubblicazione: 30 marzo 2022

Contatti ATECO

Per richieste di chiarimento in merito alla classificazione vigente
ateco2007@istat.it

Per segnalazioni utili alle attività di aggiornamento e revisione
comitatoateco@istat.it