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Il numero di pubblica utilità 1522 durante la pandemia

L’Istat fornisce i dati delle richieste di aiuto al numero di pubblica utilità 1522 contro la violenza sulle donne e lo stalking per il quarto trimestre 2021. La serie storica dei dati trimestrali inizia dal primo trimestre 2018. Il numero di pubblica utilità è promosso e gestito dal Dipartimento per le Pari Opportunità (DPO) presso la Presidenza del Consiglio. Seguendo un suggerimento fornito a livello internazionale, le informazioni raccolte dal numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking forniscono evidenze relative al monitoraggio del fenomeno della violenza domestica durante il periodo della pandemia, soprattutto rispetto al trend delle richieste di aiuto. Le campagne di sensibilizzazione promosse dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri sui canali televisivi e rilanciate sui social tra la fine di marzo ed aprile 2020 hanno rinforzato, infatti, il messaggio dell’importanza della richiesta di aiuto per uscire dalla violenza, che alla luce dei nuovi dati aggiornati, confermano la loro rilevanza.

Rispetto al quarto trimestre 2020, il quarto trimestre 2021 registra un deciso incremento delle chiamate valide (da 6.858 si passa a 11.337; +65,3%); L’incremento è molto evidente nel caso dei contatti via chat che passano da 912 del quarto trimestre 2020 a 1.761 del 2021, con un incremento del +93,1%, mentre per i contatti per via telefonica tale aumento risulta essere pari al +61% (da 5946 a 9.576). I motivi che caratterizzano maggiormente tale andamento sono le richieste di informazione. In particolare, le chiamate per richieste di informazioni sul 1522 passano da 954 a 3.739 (+292%), le chiamate per richieste di informazioni giuridiche +142% e le chiamate per richieste di informazioni su Centri antiviolenza aumentano del 29,2%. Molto più contenuto è l’incremento delle chiamate da vittime (da 3.874 a 3.967; +2,4%), in particolare +1,8% per le richieste di aiuto vittime di violenza.

Confrontando i precedenti trimestri del 2021, il numero delle chiamate valide, sia telefoniche sia via chat, aumenta del 38% (8.217 nel terzo trimestre 2021) e del 5,7% nel caso delle chiamate da parte delle vittime (3.752 terzo trimestre 2021).

L’aumento in corrispondenza del quarto trimestre è imputabile alla giornata della “Violenza contro le donne” del 25 novembre, che come ogni anno fa registrare dei picchi nei contatti con il 1522, grazie anche alle campagne di sensibilizzazione in corrispondenza di tale evento. È rilevante notare, infatti, come nel periodo tra il 20 novembre e il 2 dicembre negli anni 2018, 2019, 2020 e 2021 le chiamate valide rappresentino rispettivamente il 26,7%, 22,3%, il 27,2% e il 32,3% del totale delle chiamate valide del trimestre di riferimento. Il maggiore incremento del 2021, +96,5% rispetto allo stesso periodo 2020 (3.066 nel 2021- 1866 nel 2020), è legato soprattutto alla maggiore conoscenza del 1522, come visibile dall’analisi delle motivazioni di chiamata (+355,4% richiesta di informazioni sul 1522; + 294,1% richieste sulle informazioni giuridiche) e al +171,3% delle richieste di aiuto non strettamente legate alla violenza (richieste fuori target).

Per le vittime, i motivi che inducono a contattare il numero di pubblica utilità sono le richieste di aiuto e le segnalazioni di casi di violenza, che insieme costituiscono il 31% (3.586). Aumentano le chiamate per Informazioni sui Centri antiviolenza che si attestano al 14,3% (+ 61,4% rispetto al trimestre precedente).

Le persone che hanno chiamato per la prima volta il 1522 nel quarto trimestre 2021 sono l’84,8% dato che rimane costante rispetto ai trimestri precedente e leggermente inferiore rispetto allo stesso periodo del 2020. Tra le vittime questo dato raggiunge il 91,7%.

Le vittime che hanno contattato il 1522 hanno segnalato di avere subito più tipologie di violenze nel 68,7% dei casi (in particolare, 2 nel 24,1% e 3 o più forme di violenza nel 44,6% di casi). Quando le vittime contattano il 1522, più di frequente segnalano la violenza fisica come la violenza principale che subiscono, ma considerando tutte le forme di violenza subite, quella psicologica è la più frequente.

Nel quarto trimestre 2021, oltre il 56,7% delle vittime dichiara che le violenze vengono subite da anni, dato in leggera flessione sia rispetto al trimestre precedente (57,2%) sia al rispettivo trimestre del 2020 (58,4%).

Il servizio 1522 svolge un’importante funzione di snodo a livello territoriale tra i servizi a supporto di coloro che vi si rivolgono: il 68,8% delle vittime nel quarto trimestre 2021 è stata indirizzata verso un servizio territoriale e di queste il 93,5% (pari a 2.553 vittime) è stata inviata ad un Centro antiviolenza, dato in aumento rispetto al trimestre precedente.

Le tavole riportano informazioni: sulla tipologia di utenza che si rivolge al servizio articolata a livello regionale, sulla tempistica delle chiamate, i luoghi e le forme della violenza, nonché sugli effetti generati da questa sia direttamente sulle vittime sia sui figli (violenza assistita), riportando, laddove disponibili, dettagli informativi di tipo socio-anagrafico e fornendo indicazioni sugli esiti della chiamata.

Per informazioni

Servizio Registro della popolazione, statistiche demografiche e condizioni di vita

Alessandra Capobianchi
capobian@istat.it

Maria Giuseppina Muratore
muratore@istat.it

Claudia Villante
Claudia.villante@istat.it

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