Infografiche

  1. Home
  2. /
  3. Infografiche
  4. /
  5. Infografiche – Rapporto annuale...

Infografiche - Rapporto annuale 2025

In occasione della diffusione del Rapporto annuale 2026, l’Istituto Nazionale di Statistica dedica delle infografiche a ciascuno dei quattro capitoli che articolano il Volume.

CAPITOLO 1 – ECONOMIA E AMBIENTE

 

Innovazione, digitalizzazione e sostenibilità fattori centrali per sostenere nel tempo competitività e capacità di crescita del sistema economico

 

QUADRO MACROECONOMICO

Prospettive economiche fortemente condizionate dall’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, in particolare per le tensioni sul fronte dei prezzi.

 

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • +3,4% PIL mondiale (FMI)

Anno 2025 rispetto al 2024

 

  • scenario internazionale:

+5,1% commercio

+2,5% produzione industriale in volume

 

  • Crescita globale in decelerazione nel 2026 (+3,1% previsioni FMI) penalizzata da un progressivo raffreddamento della domanda interna nelle economie avanzate.

 

  • +0,5% PIL

Anno 2025 rispetto al 2024

 

  • Previsioni FMI 2026:

+4,4% Cina

+2,3% USA

+1,1% Area Euro

+0,5% Italia

 

  • Il blocco delle spedizioni e i danni alle infrastrutture energetiche, legati alla crisi in Medio Oriente, hanno causato una forte risalita dei prezzi del Brent e del gas naturale, riaccendendo le pressioni inflazionistiche.

 

 

 

OCCUPAZIONE, PREZZI E RETRIBUZIONI

 

Si conferma la traiettoria di espansione del mercato del lavoro e la dinamica inflattiva è inferiore alla media UEM.

 

 

 

 

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • 62,5% TASSO DI OCCUPAZIONE 15-64ENNI

Anno 2025

 

  • IV trimestre 2025 sul IV trimestre 2019:

+12,6% Spagna

+6,4% Francia

+4,3% Italia

+2,4% Germania

 

  • Rispetto al 2019 forte riduzione dei disoccupati e calo degli inattivi. Nel 2025 il tasso di disoccupazione scende al 6,1% (-0,4 punti percentuali sul 2024).

 

  • +1,6% indice dei prezzi al consumo armonizzato

Anno 2025 rispetto al 2024

-0,5 punti percentuali rispetto alla media UEM

 

  • Nonostante il recupero nel biennio 2024-2025 ili potere d’acquisto delle retribuzioni rimane inferiore dell’8,6% rispetto al 2019.

 

 

 

 

QUADRO DI FINANZA PUBBLICA NELL’UEM E IN ITALIA

Il miglioramento dell’indebitamento netto è sostenuto dall’incremento dell’avanzo primario, mentre la spesa per interessi rimane stabile

 

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • -0,3 punti percentuali indebitamento netto sul PIL

Anno 2025 rispetto al 2024

 

  • in Europa, in punti percentuali:

-0,1 media area euro

-0,7 Francia

0,0 Germania

-0,8 Spagna

 

  • Undici paesi UEM con debito oltre la soglia del 60,0% del Pil stabilita dai criteri di Maastricht. In Grecia l’incidenza più elevata (146,1%) seguita dall’Italia (137,1%).

 

  • +9,6% investimenti pubblici

Anno 2025 rispetto al 2024

 

  • Imposte

+0,7% dirette

+2,5% indirette

 

  • Buon andamento degli investimenti pubblici anche grazie alle risorse dei fondi PNRR.

Cresce il gettito fiscale soprattutto delle indirette favorito dalla tenuta dei consumi.

 

 

 

 

PRODUTTIVITÀ E INVESTIMENTI

 

Ritardo strutturale rispetto ai principali partner europei in tecnologia, innovazione, digitalizzazione e capitale umano, leve cruciali per incrementare la produttività.

 

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • 0,6 punti percentuali

Contributo della produttività totale dei fattori (PTF: capacità di innovazione delle imprese, qualità del capitale umano, dotazione ed efficienza delle infrastrutture) alla crescita economica

Anni 2015-2025

 

 

  • Nel complesso l’intensità di capitale non ha fornito un impulso significativo alla crescita della produttività del lavoro nel lungo periodo, tranne per il capitale ICT.

 

  • +4,0% in prodotti della proprietà intellettuale

Anno 2025 rispetto al 2024

 

  • Investimenti fissi lordi:

18,9% intensivi

80,9% estensivi

 

  • Cruciale orientare i capitali non solo verso l’efficienza fisica ma anche verso l’economia della conoscenza, motore di crescita stabile e duratura della produttività.

 

 

 

 

AMBIENTE E CAMBIAMENTI CLIMATICI

 

Segnali positivi verso un’evoluzione più sostenibile ed efficiente del sistema produttivo. Nondimeno, sempre più evidenti le criticità prodotte dai cambiamenti climatici

 

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • -0,5% consumo di energia lato economia

Anno 2024 rispetto al 2023

 

  • Indicatori ambientali 2023:

-5,9% emissioni climalteranti

-5,4% consumo materiale interno

-5,0% consumo di energia

 

  • Nell’Industria meno emissioni per energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata e modifiche del mix energetico: più fonti rinnovabili e meno carbone.

 

 

  • 49,6% della produzione lorda di energia elettrica da fonti rinnovabili

Anno 2024

 

  • A livello globale il 2025 è il terzo anno più caldo dal periodo preindustriale

 

  • Nei 21 capoluoghi, anomalie positive quasi tutti gli anni tra il 2006 e il 2023 per gli indici “giorni estivi” e “notti tropicali”: +13 giorni estivi e +11 notti tropicali in media.

 

 

 

APPROFONDIMENTI

 

 

  • EVOLUZIONE DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE in ue27 (2018-2025)

Performance nettamente superiori per i settori ad alta tecnologia.

+52,5% l’indice aggregato per farmaceutica, aeronautica e spaziale ed elettronica. Per i settori a tecnologia intermedia pesano rallentamento della domanda globale e concorrenza cinese

 

  • CRESCITA DEL PIL: UN CONFRONTO TRA ITALIA E SPAGNA (2025 rispetto al 2024)

Negli ultimi anni crescita spagnola superiore ai principali paesi europei, Italia inclusa

+1,9% crescita Pil pro capite Spagna, +0,6% Italia. Risultato che riflette maggiore crescita della produttività oraria del lavoro. Forte aumento export dei servizi e investimenti in proprietà intellettuali in Spagna

 

 

  • IMPATTO DEL TURISMO SULL’AMBIENTE

Filiera dei consumi turistici responsabile di circa il 10,0% delle emissioni globali di gas serra

In Italia la produzione di beni e servizi per consumo turistico è responsabile di 15 milioni di tonnellate di CO2 equivalente (2023): il 5,1% delle emissioni generate per attività produttive residenti

 

 

 

 

CAPITOLO 2 – POPOLAZIONE E SOCIETÀ

 

Profondi cambiamenti demografici sfidano la sostenibilità socio-economica del Paese e chiamano a politiche integrate di natalità, equo accesso ai servizi e occupazione

 

 

QUADRO DEMOGRAFICO

Calo della fecondità, aumento della speranza di vita e immigrazione dall’estero definiscono ormai da decenni struttura e dinamica di un Paese che invecchia

 

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • 1,14 FIGLI PER DONNA

Anno 2025

valore al minimo storico

 

  • Aree metropolitane: nei comuni centro quasi 3 persone su 10 di 50+ non hanno avuto figli (2024)

 

  • Meno consistenti le generazioni in età riproduttiva e posticipazione della genitorialità accompagnata dal divario desideri-realizzazioni.

 

  • 47,1 anni età media

1° gennaio 2026

valore al massimo storico

 

  • In dieci anni

+34,6% ultranovantenni

-16,7% bambini e ragazzi 0-14

 

  • Struttura per età sempre più rovesciata: 11,6% gli 0-14; 63,2% i 15-64enni; 25,1% i 65enni e più. Differenze residue sul totale dipendono da arrotondamenti al primo decimale

 

 

 

FAMIGLIE

 

Trasformazioni socio-demografiche all’origine di strutture familiari più diversificate e semplificate: aumenta il numero delle famiglie, si riduce la dimensione media

 

 

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • 37,1% famiglie con un solo componente

Anni 2024-2025 rispetto al 1994-1995

 

  • +16,0 punti percentuali coppie con figli: ieri il 47,9% | oggi il 28,4%

 

 

  • Rispetto al ‘94-’95 quota più bassa di vedovi/e tra chi vive solo (-16,9 punti), alte le quote di celibi e nubili (42,6% vs. 36,5%), separati e divorziati (24,7% vs. 13,9%).

 

  • 10,8% Famiglie monogenitoriali

+2,7 punti percentuali Anni 2024-2025 rispetto al 1994-1995

 

  • Incidono i più frequenti scioglimenti delle unioni. Sono per lo più famiglie di madri sole, ma crescono i padri soli.

 

 

 

OCCUPATI E DISOCCUPATI

Si conferma la traiettoria di crescita dell’occupazione, con più occupati standard. Persistono tuttavia divari per territorio, genere e livello di istruzione

 

 

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • 2/3 dell’occupazione forme di lavoro standard: occupati a tempo pieno con contratto a tempo indeterminato e lavoratori autonomi con dipendenti

Anno 2025

  • Sono 15,7 milioni di persone: +2,3 milioni sul 2019

 

  • I giovani incontrano difficoltà di ingresso e stabilizzazione, le donne mostrano livelli retributivi più bassi rispetto ai colleghi in qualsiasi profilo si trovino.

 

  • 4,9% della forza lavoro sono specialisti in professioni scientifiche e ingegneristiche

Anno 2025

 

  • Italia ultima in Europa: 9,6% media europea

 

  • Ritardo nelle professioni ad alta specializzazione, cruciali per la capacità competitiva del Paese.

 

 

 

POVERTÀ E DISUGUAGLIANZE ECONOMICHE

 

Disuguaglianze economiche ancora marcate, ma si riduce l’insicurezza alimentare

 

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • 18,6% popolazione a rischio di povertà

Anno 2025

 

  • 33,7% per chi vive in famiglie con almeno un componente straniero

 

  • Spese per l’abitazione onere pesante per il 35,9% degli individui; il 22,4% arriva a fine mese con (grande) difficoltà e il 47,7% non ha potuto risparmiare.

 

  • 9,1% famiglie in povertà energetica

Anno 2024

 

  • 12,3% coppia con tre figli e più, 14,6% Isole, 22,3% famiglie con persona

di riferimento straniera

 

  • In aumento su tutto il territorio, ricalca profilo socio-demografico e territoriale della povertà assoluta.

 

 

 

DISUGUAGLIANZE SOCIALI NELLA SALUTE

Variabilità e allocazione delle risorse finanziarie non sempre coerenti con bisogno potenziale di assistenza sanitaria nelle diverse regioni

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • 136,7miliardi di euro il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) pro capite

Anno 2024

  • 490 euro pro capite in Emilia-Romagna

2.167 euro pro capite in Calabria

 

  • Nelle Aree Interne le risorse destinate alla tutela dei bisogni assistenziali sono inferiori rispetto a quelle delle Aree centrali.

 

  • 2,7 miliardi di euro spesa sociale di Comuni e ambiti territoriali sociali per la disabilità

Anno 2023

  • +9,1% sul 2022, +54,6% sul 2013

 

  • Disuguaglianze territoriali accentuate: dai 1.075 euro delle Aree Interne del Sud ai più di 2.800 euro nei comuni delle Aree centrali del Centro-Nord.

 

APPROFONDIMENTI

 

 

  • FLUSSI MIGRATORI PER LAVORO E STUDIO (2025)

Si rafforza la capacità di trattenimento nel Paese di migranti e di chi arriva per studiare.

Il consolidamento di politiche mirate e strutturali può contribuire a percorsi di integrazione di lungo periodo

 

 

  • CALO DEMOGRAFICO E PREVISIONI DEI TASSI DI ATTIVITà (PREVISIONI AL 2050)

Forti rischi nel futuro di crescita strutturalmente debole per la riduzione di attivi e occupati.

Possibili ricadute su welfare e crescita, come effetto di un numero più basso di ore lavorate, domanda e produzione aggregata più contenute

 

 

  • CONTENERE LA MORTALITÀ EVITABILE (2023)

Mezzogiorno e Aree Interne: la necessità di rafforzare i servizi sanitari territoriali.

Un migliore accesso alle cure, più prevenzione, presa in carico precoce e continuità assistenziale sono leve cruciali per ridurre le disuguaglianze geografiche nella salute.

 

 

CAPITOLO 3 – CAPITALE UMANO E SOCIALE RISORSE STRATEGICHE PER IL FUTURO

L’istruzione si conferma una leva decisiva per l’occupazione, la riduzione dei divari di genere e la costruzione del capitale sociale.

 

SISTEMA EDUCATIVO E CAPITALE UMANO \ 1

Cresce la spesa pubblica per l’istruzione in valore assoluto, ma in rapporto al Pil è ancora inferiore alla media europea

 

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • 4,0% del PIL

Spesa pubblica per l’istruzione

Anno 2024

 

  • 4,8% in Ue27

4,5% in Germania

4,1% in Spagna

 

  • Negli ultimi decenni, interventi di riforma del sistema educativo interessano l’intero percorso formativo, armonizzandolo agli standard europei

 

  • 8,2% 18-24enni Early Leavers from Education and Training (ELET)

 

Anno 2025

 

  • 26,2% stranieri

16,7% città delle isole

10,1% maschi

 

 

  • Già raggiunto l’Obiettivo europeo 2030 (<9%), in ottimo recupero rispetto al 2005 (gap di 6,5 punti percentuali). Media UE27: 9,1%.

 

 

 

 

 

 

SISTEMA EDUCATIVO E CAPITALE UMANO \ 2

Livello di istruzione dei genitori incide su percorsi di studio e opportunità individuali, come il proprio livello sui ritorni occupazionali.

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • 35,1% 25-34enni

Figli di genitori senza diploma che hanno solo la licenza media

 

Anno 2024

 

  • Il 12,8% raggiunge

un titolo terziario

 

 

  • Influenza del background familiare evidente fin dalla scelta della scuola secondaria superiore, a sua volta correlata alla prosecuzione degli studi di terzo livello.

 

  • 85,3% 25-64enni tasso di occupazione con titolo terziario

Anno 2025

 

  • 74,6% con diploma

56,1% con licenza media

 

  • Tasso di occupazione: 90,0% area Medico-sanitaria e farmaceutica; 86,5% area Scientifica e tecnologica (STEM); 80,3% area Umanistica e dei servizi.

 

 

 

CAPITALE SOCIALE: RETI PARENTALI E VOLONTARIATO

 

Le reti di aiuto informale si adattano ai cambiamenti demografici e i giovani trainano gli aiuti digitali. Volontariato organizzato pilastro della coesione sociale

 

 

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • 35,2% 18+ anni

persone con una fitta rete di relazioni: oltre il 75% dei parenti stretti non coabitanti incontrati almeno una volta a settimana

Anno 2024

 

  • 44,4% nel 2003

 

  • Trasformazioni di strutture familiari e invecchiamento si associano a reti parentali e amicali fisiologicamente più strette e lunghe.

 

 

  • 3,2milioni

volontari in gruppi, associazioni o organizzazioni almeno un’ora nelle 4 settimane precedenti l’intervista

Anno 2023

  • 4 ore e 1/2 settimanali l’impegno medio

 

  • 45-74enni (61,1%) almeno diplomati (70,8%), ritirati dal lavoro (29,1%) o occupati (43,9%), in buone condizioni economiche, (80,7%), residenti al Nord (61,6%).

 

 

 

CAPITALE SOCIALE: LE COMPETENZE DIGITALI

 

 

Accesso a Internet e adeguate competenze digitali come condizioni essenziali per inclusione sociale e partecipazione attiva di tutti i cittadini

 

 

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • 54,3% 16-74enni

competenze almeno di base nei 5 domini di Digital Competence (alfabetizzazione, comunicazione e collaborazione, creazione contenuti, sicurezza, problem solving)

Anno 2025

 

-6,1 punti percentuali dalla media ue27

 

 

  • Italia ancora lontana dall’80,0% fissato dalla Commissione europea per il 2030 (-6,1 punti percentuali dall’UE27).

 

  • 19,9% 16-74enni

impiegano strumenti di intelligenza artificiale (IA)

Anno 2025

 

  • 32,7% media UE27, Italia penultima in Europa

 

  • Nuove forme di esclusione per le famiglie senza competenze digitali, sempre più richieste per accedere a servizi, informazioni, opportunità.

 

 

 

 

 

 

EQUITÀ E COESIONE BASI DEL BENESSERE COLLETTIVO

 

 

Investimento in istruzione come fattore di benessere, opportunità di mobilità sociale e valorizzazione delle diversità

 

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • 47,6% persone molto soddisfatte per la vita

Anno 2025

 

  • 28,9% tra le persone “povere di tempo” (2023)

 

  • Politiche per un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata insieme a servizi di cura accessibili possono contribuire a restituire tempo e qualità della vita alle persone.

 

 

  • 27,1% mobilità sociale discendente: *quota di occupati a 30 anni in una classe occupazionale più bassa di quella dei genitori

Nati tra il 1980 e il 1994

 

  • Mobilità verso il basso superiore a quella ascendente (25,1%), in discontinuità rispetto alle traiettorie delle generazioni precedenti nel XX secolo.

 

 

 

APPROFONDIMENTI

 

 

  • QUALITà DEL LAVORO (2025)

Ben oltre la metà degli occupati 25-64enni “molto soddisfatti/e” del lavoro in generale.

Più del 50,0% per la stabilità del lavoro, il 44,8% per il numero di ore lavorate, poco più di un terzo per il guadagno e meno di un terzo per opportunità di carriera o giro di affari

 

 

  • DOCENTI DI SOSTEGNO (2023-2024)

In aumento, per una scuola fondamento di una società più equa e inclusiva.

Da 112.212 nell’anno scolastico 2013/2014 a 235.134, con un’incidenza sul totale dei docenti cresciuta dal 14,4% al 24,4%. Netta la prevalenza delle donne: sono circa l’85%

 

 

  • PERVASIVITà DEL DIGITALE TRA I GIOVANISSIMI (2023)

“Digitale” come componente strutturale dell’esperienza quotidiana dei 15-24enni.

Tra i 15-19enni quote di utilizzo elevate per tutta la giornata: circa il 20% già dalle prime ore del mattino, intorno al 40% fino al tardo pomeriggio, picchi serali per quasi la metà

CAPITOLO 4 – RUOLO DELLA CONOSCENZA NELL’EVOLUZIONE

DEL SISTEMA ECONOMICO

 

Importanti progressi in istruzione e tecnologia, ma persistono limiti strutturali che frenano la crescita.

 

 

EVOLUZIONE DELLA STRUTTURA ECONOMICA \ 1

Crescita modesta nel lungo periodo con dinamica stagnante della produttività. L’adattamento ai cambiamenti legati alla diffusione di conoscenza e tecnologie è parziale

 

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • +1,9% PIL in termini reali

Anno 2025 rispetto al 2007

 

  • Quasi +20,0% Francia, Germania e Spagna

 

  • Nello stesso periodo esportazioni nazionali di beni a prezzi correnti in linea con Francia e Germania, ma crescita molto inferiore in valore dell’export di servizi.

 

 

  • Quasi -700mila occupati in unità di lavoro Industria in senso stretto

Anno 2024 rispetto al 2007

 

  • -300 mila commercio

-225 mila pubblica amministrazione

+500 mila sanità e assistenza sociale

+400 mila attività professionali

 

  • La ricomposizione settoriale contribuisce alla stagnazione della produttività.

 

 

EVOLUZIONE DELLA STRUTTURA ECONOMICA \ 2

Aumenta il ruolo delle grandi imprese nell’economia e progredisce la digitalizzazione, ma permane il deficit nell’impiego degli specialisti ICT.

 

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • +7,1 punti percentuali quota grandi imprese sul fatturato (36,1%)

Anno 2023 rispetto al 2008

 

 

  • Variazioni in punti percentuali: +11,6 Servizi alla persona, +9,4 commercio, +7,6  manifattura

 

  • Le imprese in attività d’Industria, Commercio e Trasporti sono passate da più del 55,0% a meno del 45,0% del totale, in favore di servizi ad imprese e persone.

 

 

  • 4,0% degli occupati specialisti ICT (Information and Communication Technology)

Anno 2024

 

  • 5,3% Germania

4,8% Spagna

4,7% Francia

 

 

  • Deficit quali-quantitativo di risorse umane direttamente impiegate come specialisti ICT: quota di laureati molto inferiore agli altri tre paesi.

 

 

 

CAPITALE UMANO: SETTORI ECONOMICI E TERRITORIO

Significativa crescita del livello di istruzione degli occupati, ma non altrettanto per l’occupazione qualificata. Concentrazione delle competenze nei territori più avanzati.

 

 

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • +1,3 milioni di occupati

Anno 2025 rispetto al 2007

 

  • +70,0% con titolo terziario

+15,0% specialisti e tecnici (rispetto al 2011)

 

  • Cambiamenti sostanziali nonostante l’Italia sia indietro rispetto alle maggiori economie europee per incidenza di laureati e di personale qualificato.

 

 

  • +4,6 anni età media occupati

Anno 2025 rispetto al 2007

 

  • 45,6 anni età media

49,0 anni nella PA

43,5 anni nei servizi ICT

41,5 anni alberghi e ristorazione

 

 

  • Invecchiamento della forza lavoro riflette dinamica demografica, ingresso posticipato nella vita attiva, effetti della riforma pensionistica.

 

 

R&S E DIGITALIZZAZIONE NELLE IMPRESE

 

 

Progresso notevole nell’adozione di tecnologie digitali e nella diffusione di innovazioni nelle imprese. Italia, tuttavia, ultima tra le grandi economie UE per R&S rispetto al Pil.

 

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • 1,4% del PIL spesa in R&S intra muros

Anno 2023

 

  • 3,1% Germania

2,2% Francia

1,5% Spagna

 

 

  • Riflesso di un sistema produttivo frammentato, con pochi grandi attori pubblici e privati che trainano la R&S.

 

 

  • Quasi il 70% PMI* con accesso a servizi informatici sul cloud

Anno 2025

 

  • Digitalizzazione elevata per imprese più grandi, in settori di attività tecnologicamente

più avanzati, con quote più alte di laureati, tecnici e specialisti.

 

 

 

DINAMISMO INNOVATIVO E PERFORMANCE

 

 

Forte eterogeneità nelle performance delle imprese, in relazione con caratteristiche strutturali, dotazione di capitale umano e orientamento all’innovazione.

 

Seguono alcuni indicatori chiave.

 

  • 22,0%

imprese con alto dinamismo innovativo nelle scelte tecnologiche, nella spesa in R&S, nella qualità del capitale umano. Imprese industria e servizi; almeno 10 addetti

Biennio 2021-2022

 

  • Nelle imprese più dinamiche età media degli addetti più bassa non a discapito dell’esperienza; quota molto più alta di laureati e personale in mansioni qualificate

 

 

  • Anni di studio degli addetti

variabile più rilevante in attività innovativa imprese. Modello econometrico strutturale

Biennio 2021-2022

 

  • 2° posto: esperienza

 

  • Capitale umano e dimensioni d’impresa positivamente associati alle tre leve della competitività: digitalizzazione, R&S, innovazione

 

 

APPROFONDIMENTI

 

 

  • INNOVAZIONE E PROPRIETà INTELLETTUALE (2005-2025)

Pattern di innovazione fortemente associati al modello di specializzazione.

Divario rilevante nell’innovazione tecnologica in senso stretto, con meno brevetti di Francia e Germania, ma performance eccellente per registrazioni di marchi e pubblicazione di disegni

 

 

  • CAPITALE UMANO E IA NELLE IMPRESE (2025)

In due anni più che triplicata la quota (16,4%) di imprese che usano almeno una tecnologia di IA.

Associazione statisticamente robusta tra livello di istruzione dei lavoratori, quota di addetti in professioni qualificate e propensione all’uso dell’Intelligenza Artificiale nelle PMI

 

  • INNOVAZIONE E CAPITALE UMANO IN AGRICOLTURA (2024)

Settore maturo con propensione innovativa sfavorita da limitato ricambio generazionale.

L’innovazione costituisce una dimensione acquisita nella visione strategica solo per il 18,1%. Innovazione e capitale umano sono correlati positivamente con le prospettive di produzione.

 

CAPITOLO 1 – Economia e ambiente

Capitolo 2 – Popolazione e società

Capitolo 3 – Capitale umano e sociale

Capitolo 4 – Ruolo della conoscenza

Licenza CC-by  | Salvo diversa indicazione, tutti i contenuti pubblicati su questo sito sono soggetti alla licenza Creative Commons – Attribuzione – versione 4.0.
È dunque possibile riprodurre, distribuire, trasmettere e adattare liberamente dati e analisi dell’Istituto nazionale di statistica, anche a scopi commerciali, a condizione che venga citata la fonte.
Non è necessaria alcuna autorizzazione per creare collegamenti ipertestuali verso le pagine di questo sito.

Ti è stata utile questa pagina?

    Gli aggiornamenti di Istat ogni settimana