Violenza e accesso delle donne alle strutture ospedaliere

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Nell’ambito dell’Accordo Istat-Ministero della Salute Salute, firmato il 20 novembre 2019, per “l’alimentazione della Banca dati sulla violenza di genere con i flussi informativi sanitari”, la collaborazione tra i due enti ha permesso di approfondire la conoscenza della situazione delle donne vittime di violenza che si rivolgono ai servizi ospedalieri. A questo fine vengono analizzati i contenuti informativi relativi agli accessi in Pronto Soccorso rilevati dal Sistema EMUR (Prestazioni di assistenza sanitaria in emergenza – urgenza) e ai ricoveri ospedalieri, che vengono rilevati con il flusso delle Schede di dimissione ospedaliera (SDO).

Come disposto dalla legge 5 maggio 2022, n. 53, “Disposizioni in materia di statistiche in tema di violenza di genere”, il Sistema EMUR inoltre sarà integrato in futuro con un set di informazioni sulla violenza contro le donne rilevando: la relazione vittima- autore, la tipologia di violenza esercitata sulla vittima (fisica, sessuale, psicologica o economica), se la violenza è commessa in presenza sul luogo del fatto dei figli degli autori o delle vittime, se la violenza è commessa unitamente ad atti persecutori, nonché gli indicatori di rischio di revittimizzazione del Brief Risk Assessment for the Emergency Department (DA-5) facendo salva la garanzia di anonimato delle vittime.


Il 24 novembre 2017 sono state adottate le linee guida nazionali rivolte alle aziende sanitarie e ospedaliere per garantire un intervento adeguato e integrato nel trattamento delle conseguenze fisiche e psicologiche che la violenza maschile produce sulla salute della donna. Le linee guida delineano un percorso per le donne che subiscono violenza e accedono ai servizi di emergenza-urgenza, a partire dal triage ospedaliero fino al loro accompagnamento o orientamento, se consenzienti, ai servizi pubblici e privati dedicati.

Il Ministero della Salute, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2020 ha realizzato una formazione su piattaforma FAD dedicata agli operatori sanitari e non (Assistenti sociali, Forze dell’ordine, Giuristi), che operano presso, oppure in collegamento, con il Pronto Soccorso.

L’iniziativa di formazione, il cui obiettivo era quello di favorire la piena divulgazione delle Linee Guida Nazionali, ha visto il coinvolgimento di 26.347 professionisti e 642 Pronto Soccorso di tutte le Regioni italiane. Gli operatori coinvolti nel Corso FAD erano per il 51,8% operatori dell’area infermieristica-ostetrica, per il 13,7% medici, per il 4,5% psicologici, per il 4% professionisti non sanitari. Il programma di formazione era stato precedentemente sperimentato, in modalità blended, nell’ambito del progetto realizzato nel 2015-2017, mirato al rafforzamento delle reti territoriali per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere e rivolto inizialmente a 636 operatori di 28 Pronto Soccorso in 4 Regioni (Lombardia, Lazio, Campania, Sicilia).

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