Domande frequenti riguardanti Istat durante l'emergenza sanitaria

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1. La raccolta dati tramite interviste dirette presso il domicilio rappresenta in questa fase di emergenza sanitaria un elemento di forte preoccupazione per le famiglie. Come l’Istat intende acquisire le informazioni necessarie alla produzione statistica?

L’Istat è consapevole del disagio e delle preoccupazioni delle famiglie in questa complessa fase dominata dall’emergenza Covid-19, pertanto sta procedendo alla riconversione di tutte le rilevazioni realizzate con tecnica CAPI (Computer Assisted Personal Interview), che prevedono la visita di un intervistatore, in tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interview), basate sul contatto telefonico, facendo leva dove possibile anche sull’incremento dell’utilizzo del canale web e degli strumenti digitali per rispondere agevolmente da casa (CAWI).

Si tratta di una operazione complessa sotto il profilo organizzativo, tecnologico e di eventuale revisione dei contenuti informativi raccolti attraverso le rilevazioni, che è tuttavia necessaria al fine di bilanciare le esigenze di continuità e qualità della produzione statistica con le esigenze di tutela della salute di tutti i cittadini interessati dalle rilevazioni Istat e dei rilevatori che effettuavano le indagini sul campo.


2. La raccolta dati presso le imprese deve fare fronte alle crescenti difficoltà e talvolta impossibilità delle aziende a fornire informazioni statistiche nei tempi richiesti dall’Istat, con particolare riguardo alle scadenze piuttosto stringenti previste per le rilevazioni congiunturali. Come l’Istat intende venire incontro alle crescenti difficoltà delle imprese?

Le scadenze previste per le rilevazioni statistiche sulle imprese risultano determinate, in generale dal rispetto dei regolamenti statistici europei, il cui adempimento è obbligatori per gli Stati membri dell’Unione europea, e comunque dalla necessità di diffondere i dati prodotti in modo il più possibile tempestivo a beneficio degli operatori economici, degli analisti e dei responsabili delle politiche ma anche di tutti i cittadini che vogliono comprendere l’evoluzione dell’economia.

L’esigenza di informazioni tempestive è fortemente acuita nella fase attuale. Al fine di venire incontro alle crescenti difficoltà delle imprese, l’Istat sta rimodulando le scadenze formali relative alla trasmissione dei dati. Per le principali rilevazioni strutturali, già avviate da tempo, è previsto un differimento dei termini ultimi per la trasmissione dei dati, mentre per le rilevazioni congiunturali, pur confermando l’esigenza di acquisire comunque i dati entro i termini utili per la pubblicazione tempestiva dei dati, è data la possibilità alle imprese in maggiore difficoltà di trasmettere entro il 30 giugno i dati richiesti con riferimento ai mesi di marzo, aprile e maggio.

Per le rilevazioni congiunturali trimestrali sono state differite le scadenze per l’invio dei dati relativi al primo trimestre 2020. L’Istat incoraggia comunque tutte le imprese rispondenti che ne abbiano la possibilità a fornire le informazioni nel più breve tempo possibile, sottolineando che è importante per tutta la collettività di avere a disposizione tempestivamente misure il più tempestive e accurate possibili di ciò che accade nel mondo della produzione e del lavoro.


3. Quando saranno a disposizione informazioni solide riguardanti l’andamento dell’economia nella fase dell’emergenza epidemica?

L’Istat sta mantenendo per quanto possibile regolare il calendario di pubblicazione – già definito da tempo – relativo agli indicatori congiunturali sull’economia e sul mercato del lavoro.

I primi dati, riguardanti il mese di marzo, che registrano importanti effetti delle misure di distanziamento sociale e del lockdown di interi settori produttivi, sono diffusi a partire dalla prima settimana di maggio (in particolare i dati sulle vendite al dettaglio e sulla produzione industriale). Peraltro, alla fine del mese di aprile sono stati rilasciate le stime provvisorie relative, da un lato, ai prezzi al consumo di marzo, alle principali variabili del mercato del lavoro nel medesimo mese e, dall’altro, all’andamento del Pil nel primo trimestre.

Sono tutte informazioni che forniscono prime indicazioni sull’andamento dell’economia nel primo scorcio della crisi. In contemporanea, nella sezione del sito, dedicata all’emergenza da Covid-19 sono messi a disposizione dati e analisi che forniscono, invece, informazioni utili per comprendere la struttura economica su cui stanno impattando sia i provvedimenti di contenimento della pandemia, sia quelli finalizzati alla progressiva ripartenza.


4. Quali contraccolpi sulle misure statistiche ci si possono attendere a causa delle difficoltà di raccolta delle informazioni di base causate dal lockdown e dalle misure di distanziamento fisico? Come l’Istat sta provvedendo a gestirle?

Al momento, l’unica diffusione che è stata cancellata è quella riguardante gli indicatori di clima di fiducia delle imprese e dei consumatori per il mese di aprile, a causa di problemi concernenti lo svolgimento delle interviste ai soggetti inseriti nei diversi campioni.

L’Istat sta lavorando per superare tali problemi, anche attraverso il trattamento statistico di eventuali cadute nel tasso di risposta, ed è molto probabile che la ripresa dell’indagine consenta di fornire gli indicatori riferiti a maggio.

Per tutti gli altri indicatori congiunturali, la produzione statistica è potuta proseguire, grazie soprattutto all’elevato grado di collaborazione assicurato dai rispondenti. Gli effetti di calo del tasso di risposta delle imprese sono stati contenuti e tali da non produrre contraccolpi di rilievo sulla qualità delle stime provvisorie, che vengono comunque diffuse con la massima tempestività possibile.

Gli utilizzatori sono informati all’interno di specifiche sezioni inserite nelle note metodologiche allegate ai comunicati stampa di eventuali problemi riscontrati nella fase di raccolta dei dati e delle misure adottate per limitarne l’impatto sulla misurazione delle variabili di interesse. Nelle note metodologiche sono anche fornite informazioni riguardanti gli interventi sulle procedure di destagionalizzazione delle serie storiche che si rendono necessari per gestire le discontinuità prodotte dalla crisi sull’andamento degli indicatori.


5. Quando vengono diffusi i dati demografici?

L’Istat diffonde i dati demografici con cadenza mensile, e generalmente con 4 mesi di scarto rispetto al periodo di riferimento dovuti alla raccolta dei dati presso i Comuni che ancora non sono subentrati nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR).


6. L’Istat ha pubblicato i dati relativi ai decessi giornalieri per i primi mesi del 2020. I dati riguardano tutti i comuni?

L’Istat ha pubblicato i dati relativi ai decessi giornalieri per il periodo 1 gennaio-30 giugno per 7.357 comuni. Tali comuni rappresentano un sottoinsieme che non costituisce un campione statistico dell’universo dei comuni italiani. (Per campione statistico si intende un sottoinsieme di comuni estratti casualmente ed in modo tale da risultare rappresentativi dell’universo di riferimento – con un rischio definito di errore chiamato errore campionario – relativamente al fenomeno oggetto di studio, nel nostro caso la mortalità totale). Inoltre la copertura di popolazione dei comuni considerati a livello provinciale e regionale è variabile.


7. Quanta quota di popolazione residente è compresa nei comuni i cui dati sono stati rilasciati?

L’Istat ha pubblicato i dati relativi ai decessi giornalieri per il periodo 1 gennaio-30 giugno per 7.357 comuni, l’incidenza di popolazione a livello nazionale è del 95%. È possibile consultare la copertura fino al livello provinciale.


8. Sono disponibili dati recenti sulle cause di morte?

Il dato sulla mortalità per causa viene diffuso, nel rispetto della normativa comunitaria, entro i 24 mesi successivi all’anno di riferimento. A dicembre 2019 sono state prodotte le statistiche di mortalità relative ai decessi verificatisi nel 2017, disponibili nella banca dati dati.istat.it seguendo il percorso ‘Salute e sanità/Cause di morte’. I dati sono in formato aperto e riutilizzabile.


9. L’Istat diffonde dati sul corona virus?

L’Istat produrrà statistiche di mortalità per covid-19 nell’ambito dell’Indagine censuaria annuale su tutti i decessi avvenuti in Italia (“Indagine su decessi e cause di morte”) come previsto dal Regolamento Comunitario Regolamento (CE) N. 1338/2008 relativo alle statistiche comunitarie in materia di sanità pubblica e di salute e sicurezza sul luogo di lavoro.

L’Istat inoltre mette a disposizione dati sulla mortalità complessiva giornaliera acquisiti dall’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR). I dati di mortalità registrati dai singoli comuni vengono acquisiti giornalmente nell’ambito del sistema informativo gestito dal Ministero dell’Interno e trasmessi, sulla base di un Accordo di Servizio tra Istat e Ministero dell’Interno, con flusso continuo all’Istat.


10. Gli uffici dell’Istat sono aperti?

L’Istat ha dato piena continuità alla proprie attività attraverso modalità di lavoro agile estese a tutti i dipendenti, secondo le misure adottate dal governo per il contenimento dall’epidemia di coronavirus.

La sede di via Balbo 16 rimane aperta per il personale autorizzato.
Le altre sedi romane dell’Istituto, come le sedi degli Uffici territoriali sono chiuse fino al 31 maggio 2020.