Infografiche

  1. Home
  2. /
  3. Infografiche
  4. /
  5. Infografiche Storie di dati:...

Infografiche Storie di dati: Trasporti

lavoro: cambiamenti tra progressi e ritardi

una lettura in serie storica

  1. Dalla campagna, alla fabbrica, ai servizi

Nel 1861 l’agricoltura assorbe il 70% dell’occupazione, nel 1901 oltre il 60% e nel 1936 ancora circa la metà.

Nel Secondo dopoguerra, invece, nell’arco di un trentennio si realizza dapprima il passaggio a un’economia industriale e successivamente a quella dei servizi.

CURIOSITA’ 

Nel 2025 20,0% lavoratori in forma autonoma

Forte riduzione del lavoro indipendente associato ad agricoltura e attività artigiane in connessione con l’evoluzione della struttura produttiva. Lavoro non dipendente ancora più diffuso di Spagna, Francia e Germania.

nel 2025 70,0% OCCUPATI nei servizi

Sviluppo dei servizi in Italia inferiore alle altre principali economie dell’Ue e, come in Spagna, relativamente orientato ad attività tradizionali quali commercio e ricettività.

nel 2025 58,0% lavoro dipendente standard

Lavoro a tempo pieno e indeterminato oggi forma prevalente di occupazione. Nondimeno, nell’ultimo trentennio

cresce la rilevanza delle forme contrattuali flessibili: tempo determinato (11% del totale) e tempo parziale (16%).

  1. Occupati sempre più istruiti e meno giovani

Alla fine degli anni ‘70 8 lavoratori su 10 hanno al più la licenza media e i laureati sono appena il 4%. Oggi gli occupati con bassa istruzione sono il 26% del totale, come i laureati. 

CURIOSITA’ 

Nel 2025 poco più del 10,0% occupati con meno di 30 anni

Nel 1955 i giovani sotto i 30 anni sono oltre un terzo degli occupati.

Con la diffusione e il prolungamento dell’istruzione la partecipazione al mercato del lavoro si riduce prima per i 15-19enni e poi per i 20-29enni.

 

Ultimi 20 anni +23 punti percentuali tasso di occupazione 50-64enni

Negli ultimi 20 anni crescita degli occupati unicamente per i 50+.

Al netto dei fattori demografici, -8 punti il tasso di occupazione dei 15-24enni e -1 punto per i 25-34enni; +2 pp. i 35-49enni e +3 pp. i 65-89enni. 

Nel 2025 62,5% tasso di occupazione 15-64enni

Tasso di 8,5 punti percentuali inferiore rispetto all’insieme dell’Ue (71,0%).

A confronto col 2005 i tassi sono aumentati di 5,2 punti in Italia e 8,9 nell’Ue, con un conseguente allargamento del divario.

  1. Il lavoro femminile

Alla fine dell’Ottocento le donne sono circa il 40% degli occupati, impegnate in agricoltura e industrie tessili. Negli anni ’50 e ’60 l’occupazione femminile scende circa al 25%: miracolo economico e industria consolidano la figura dell’uomo “breadwinner”. Dagli anni ’70 ad oggi la partecipazione delle donne al lavoro retribuito aumenta fino a quasi il 43% con una forte concentrazione nel terziario

  1. Le differenze territoriali

Dalla seconda metà degli anni ’80 il divario territoriale nei tassi di occupazione si è ampliato.

Il Mezzogiorno ha risentito maggiormente della doppia crisi 2009-2013 recuperando i livelli occupazionali del 2008 soltanto nel 2024. Il Centro-Nord ha recuperato i livelli del 2008 già nel 2017.

Tra il 1977 e il 2025 si amplifica il differenziale tra i tassi di occupazione del Mezzogiorno

e del Centro-Nord da 7 a 19 punti percentuali Il tasso di occupazione cresce di appena un punto nel Mezzogiorno e di 13 nel Centro-Nord

 

Lavoro: cambiamenti tra progressi e ritardi una lettura in serie storica

Dalla campagna alla fabbrica ai servizi

Occupati per macro settore di attività economica

Curiosità

Occupati sempre più istruiti e meno giovani

Occupati per livello di istruzione e sesso

Curiosità

Il lavoro femminile

Tassi di occupazione 15-64 per sesso

Le differenze territoriali

Curiosità

Curiosità

#Storiedidati

Ti è stata utile questa pagina?

    Gli aggiornamenti di Istat ogni settimana