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Conti nazionali per settore istituzionale | Anni 1995 - 2025

In calo il tasso di profitto 
ma cresce il tasso di investimento delle imprese 

Nel 2025 il reddito disponibile delle famiglie aumenta del 2,4% e il loro potere d’acquisto dello 0,9%. La spesa per consumi finali cresce del 2,5%, mentre si riduce la propensione al risparmio delle famiglie, attestandosi all’8,2% dall’8,3% nel 2024.

Il tasso di investimento delle famiglie si riduce al 5,9% dal 6,3% del 2024.

Il tasso di profitto delle società non finanziarie cala al 43,3% (dal 44,1% del 2024), per effetto del contenuto aumento del risultato lordo di gestione (+0,9%) a fronte di una crescita del valore aggiunto del 2,6%. Il tasso di investimento aumenta al 24,9% (24,3% nel 2024).

Leggere il processo economico attraverso i comportamenti degli operatori

Le serie dei conti nazionali dei settori istituzionali qui presentate forniscono la stima del 2025 e l’aggiornamento delle stime relative agli anni 2022-2024, rispetto a quelle diffuse a settembre 2025. Le revisioni per gli anni 2023 e 2024 relative agli indicatori e alle stime dei settori delle famiglie e delle società non finanziarie sono riconducibili alla disponibilità di informazioni più aggiornate e complete, e in particolare all’utilizzo per l’anno 2024 della stima anticipata dei conti economici delle imprese con dipendenti, diffusa dall’Istat nel dicembre 2025. Inoltre, le serie dei conti nazionali dei settori istituzionali presentano una nuova versione del conto del settore delle amministrazioni pubbliche per l’anno 2025. Le revisioni, dovute all’inclusione di informazioni più aggiornate, resesi disponibili dopo la chiusura delle prime stime, non hanno modificato l’indebitamento netto del settore in rapporto al PIL rispetto a quanto diffuso il 2 marzo 2026. 

Il report presenta in dettaglio gli andamenti degli ultimi tre anni, le serie storiche complete sono disponibili a partire dal 1995 nella banca dati IstatData.

I conti non finanziari per settore istituzionale descrivono i risultati conseguiti da famiglie, imprese, istituzioni non profit e amministrazioni pubbliche nelle diverse fasi del processo economico. Il comportamento degli operatori residenti viene descritto partendo dalla formazione del reddito prodotto sul territorio economico e dalla sua distribuzione ai fattori produttivi che hanno contribuito a realizzarlo. Si rappresentano, poi, gli effetti prodotti dalle politiche redistributive attuate dal settore pubblico e dagli altri settori privati (residenti e non), arrivando così a misurare le risorse che gli operatori economici hanno effettivamente a disposizione per le loro spese per consumi (nel caso delle famiglie e delle amministrazioni pubbliche) o che decidono di risparmiare per l’investimento in attività reali 
e/o finanziarie.  

Se il risparmio non è sufficiente a finanziare l’investimento si crea un indebitamento, che è necessario coprire ricorrendo al finanziamento esterno. Al contrario, una eccedenza di risorse disponibili rispetto alle necessità di spesa indica una capacità di finanziamento (accreditamento). 

Nel 2025 la posizione complessiva dell’Italia verso l’estero è in attivo e pari a 30,8 miliardi di euro, in miglioramento rispetto all’anno precedente (era 23,4 miliardi nel 2024). A tale risultato hanno contribuito le maggiori entrate all’Italia derivanti dal miglioramento dei saldi dei redditi da lavoro e da capitale e dei trasferimenti correnti e in conto capitale (+9,5 miliardi rispetto al 2024), che hanno più che compensato la riduzione del saldo commerciale (-2,1 miliardi rispetto al 2024). Migliora il saldo del settore delle amministrazioni pubbliche: l’indebitamento si è ridotto di circa 4,4 miliardi di euro rispetto al 2024, portandosi a -69,4 miliardi di euro (-73,8 miliardi nel 2024). Aumenta l’accreditamento delle famiglie consumatrici, che si è attestato a 35,9 miliardi di euro, con un recupero di 6,8 miliardi di euro rispetto al 2024. Peggiora, invece, la posizione delle società non finanziarie: il loro accreditamento è sceso nel 2025 a 5,1 miliardi di euro (-3,9 miliardi rispetto al 2024), principalmente per la crescita degli investimenti fissi lordi, in presenza di una sostanziale stabilità del reddito primario del settore. Il saldo delle società finanziarie ha registrato un incremento, attestandosi a 51,9 miliardi di euro (+1,8 miliardi rispetto al 2024), per effetto dell’andamento dei redditi da capitale netti in entrata al settore.

Per informazioni:

Stefania Cuicchio

tel. 06 4673.3175
cuicchio@istat.it

Alessandra Milani

tel. 06 4673.3239
milani@istat.it

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