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Trasformazioni e innovazioni nei consumi elettrici delle città capoluogo - Anno 2024

Questa Statistica Today illustra l’evoluzione dei consumi di energia elettrica prelevata dalle reti di distribuzione nei 109 comuni capoluogo. I dati sono raccolti attraverso il modulo Energia della Rilevazione dati ambientali nella città integrati con fonti amministrative. In particolare, si analizza, anche rispetto al gas, l’evoluzione dei consumi finali di energia, i progressi della produzione fotovoltaica, dell’autoconsumo che ne deriva e lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici.

Cresce ancora la quota elettrica nei consumi finali di elettricità e gas delle città capoluogo (+5,3 p.p. in tre anni)

Nel 2024 i consumi di elettricità e gas naturale dei 109 comuni capoluogo sono in leggera ripresa, 70 tep per 100 ab.(+0,7% sul 2023). I consumi elettrici determinano la crescita complessiva con un +1,9% (33,9 tep per 100 ab. nel 2024), mentre la componente del gas subisce una flessione contenuta (-0,5%) attestandosi a 36,1 tep per 100 ab., con dinamica nelle città in controtendenza rispetto al dato nazionale.

Se la ripresa 2024 dei consumi urbani è da ascriversi unicamente al comparto elettrico, le forti contrazioni del biennio precedente sono state largamente guidate dal gas, il cui impiego ha subito un calo drastico (circa -11% in entrambi gli anni), a fronte di una flessione dell’elettricità più contenuta (-0,8% nel 2022 e -2,7% nel 2023). L’incremento registrato consente il recupero solo rispetto al 2023 e qualifica i consumi energetici pro capite delle città nel 2024 tra i più bassi dal 2003.

Nel corso del triennio 2022-2024, le riduzioni dei consumi di gas, contrapposte a cali elettrici più contenuti e al successivo rimbalzo della componente elettrica nel 2024, aumentano l’incidenza dell’energia elettrica nel mix complessivo delle due fonti: una dinamica che traina l’evoluzione delle città verso una strutturale elettrificazione dei consumi finali di energia.

Nel 2024 in tutti i comuni capoluogo, l’energia elettrica copre il 48,4% dei consumi finali dell’aggregato gas naturale ed elettricità, la quota più alta nell’ultimo ventennio (+0,6 p.p. sul 2023 e +5,3 p.p. dal 2021). La crescita dell’incidenza dei consumi elettrici si osserva in più del 70% dei capoluoghi (77, di cui 32 nel Mezzogiorno) e nel 42% dei casi (46 città) la quota elettrica assorbe almeno la metà dei consumi complessivi.

Nonostante la diffusione di questo trend, i differenziali territoriali sono ancora consistenti, si passa dal 78% di consumi elettrici tra i capoluoghi delle Isole (dato influenzato anche dalla metanizzazione incompleta della Sardegna), al 60,4% di quelli del Sud, a valori inferiori al 50% nelle altre ripartizioni (fino al minimo del 42,0% nel Nord-est). La progressione del processo di elettrificazione è più avanzata nei capoluoghi di Città metropolitana (CM), dove in media la quota dei consumi elettrici, per la prima volta proprio nel 2024, assorbe oltre la metà dell’insieme delle due fonti (50,1%, a fronte del 47% negli altri capoluoghi). Questo punto di svolta simbolico caratterizza in particolare Roma e tutti i capoluoghi metropolitani del Mezzogiorno.

Settore produttivo e settore residenziale: in vent’anni forte contrazione dei consumi elettrici

Nel periodo 2003-2024, il consumo elettrico nei capoluoghi diminuisce in forma strutturale. Nell’ultimo quinquennio, livelli di consumo più contenuti sono favoriti anche dalla maggiore efficienza d’uso e dallo sviluppo dell’autoconsumo. Anche se nel 2024 si registra una variazione positiva, il livello generale della domanda segna un decremento rispetto ai valori storici della serie.

Considerando la serie ventennale, nel primo quinquennio 2003-2008 i consumi complessivi crescono nelle città, trainati dalla domanda del settore produttivo, mentre la domanda residenziale si mantiene stabile nello stesso intervallo.

L’evoluzione delle singole componenti risente dei riflessi della congiuntura economica e di altri fattori, con andamenti non sempre concordanti (Figura 3). La prima forte contrazione dei consumi elettrici totali si verifica nelle città nel 2009 (40,2 tep per 100 ab., -3,1% sull’anno precedente) con l’inizio della crisi finanziaria, si accentua in corrispondenza della crisi del c.d. debito sovrano (2012) e prosegue fino a portare i consumi al minimo di 35 tep per 100 ab. nel 2014 (-15,6% nell’intervallo 2008-2014). La dinamica negativa è in prevalenza determinata dal settore produttivo durante i periodi di crisi finanziaria sopra indicati, mentre dal 2012 il crollo coinvolge anche il settore residenziale. Complessivamente dal 2008 al 2014 i consumi dei due settori, in quantità, si riducono di 5,2 tep (non domestico) e 1,3 tep (domestico) ogni 100 ab.

Negli anni successivi, e fino al lockdown della crisi pandemica , le componenti segnano andamenti distinti: crescita e successiva drastica riduzione per il settore produttivo (-10,3% nel 2020 rispetto al 2019); variazioni contenute per il residenziale con iniziale tendenza alla riduzione fino al 2018 e successiva ripresa che si accentua nel 2020 (+1,2%) da attribuirsi al trasferimento delle attività nelle abitazioni in conseguenza dei vincoli imposti dalla pandemia.

Nel 2021 i consumi nelle città crescono per entrambi i settori (+7,0% il recupero del produttivo e +1,7% nel residenziale), per flettere nel biennio successivo in conseguenza della crisi energetica legata alle tensioni internazionali, fino al nuovo incremento del 2024, in particolare della componente residenziale.

Nel 2024, a fine periodo, si misurano 24,7 e 9,2 tep per 100 ab., oltre -9% e -13% in poco più di 20 anni, rispettivamente per il settore produttivo e per l’uso domestico.

Consumi elettrici totali e non domestici più alti nelle città del Nord-est

A livello territoriale i consumi elettrici totali risultano fortemente diversificati, anche a causa delle differenti condizioni del contesto produttivo e infrastrutturale. Nel 2024 i capoluoghi del Nord-est impiegano in media 43,3 tep per 100 ab.: circa il 44% in più dei consumi pro capite delle città del Centro e oltre il 51% in più di quelle del Mezzogiorno (28,6 tep per 100 ab.). Il consumo elettrico pro capite nei 14 capoluoghi metropolitani è, in media, inferiore a quello degli altri: 30,4 tep per 100 ab. (oltre 7 in meno ogni 100 ab.), con l’eccezione di Milano, Catania e di Venezia, che primeggia con 51,3 tep per 100 ab. Tra gli otto capoluoghi con i consumi più bassi (inferiori a 23 tep per 100 ab.) si collocano anche Napoli, Palermo e Messina.

Tra gli altri capoluoghi, il consumo elettrico è il più elevato a Brescia (94,2 tep per 100 ab.), Aosta (91,3) e Vicenza (86,3), mentre i livelli più contenuti si osservano nel Mezzogiorno (Andria, Trani, Cosenza, Caltanissetta e Carbonia). Incrementi rilevanti (pari o superiori al 10% in un anno) oltre che a Livorno, si rilevano solo tra i capoluoghi del Nord (con massimi a Cuneo e Rovigo, rispettivamente +34,4% e +29,4%), mentre nel Mezzogiorno emergono le contrazioni più consistenti (in particolare -24,2% a Brindisi e -17,9% a Barletta).

Anche il consumo elettrico destinato agli usi non domestici, segna i valori pro capite più elevati al Nord: Nord-est 33,9 tep per 100 ab. e Nord-ovest 28,3, rispettivamente in crescita del 4,2 e 1,4%. Nelle Isole, dove il livello dei consumi non domestici è comparativamente il più basso (18,7 tep per 100 ab.) la dinamica congiunturale è del +2,1% sul 2023, diversamente dal Centro-sud dove si registra una pur contenuta contrazione.

Consumi elettrici domestici più elevati nei poli metropolitani e nei capoluoghi delle Isole

Anche per i consumi elettrici domestici permangono marcati divari territoriali tra le città, sia nei livelli di consumo 2024 sia nell’intensità della dinamica congiunturale (nel complesso crescente). Consumi tra i più elevati (anche storicamente) caratterizzano i capoluoghi delle Isole (10,1 tep per 100 ab. nel 2024 e +1,2% sul 2023), soprattutto in Sardegna dove la metanizzazione è incompleta (in media 11,4 tep per 100 ab.). Le città del Centro-Nord si collocano su valori prossimi alla media nazionale (9,2 tep per 100 ab,), con incrementi rispetto al 2023 che variano tra il +4,6% del Nord-est e il +1,9% del Nord-ovest. I livelli più contenuti di consumo domestico in rapporto alla popolazione sono quelli delle città del Sud (8,6 tep per 100 ab. e +3,5% sul 2023).

I capoluoghi metropolitani hanno consumi domestici mediamente superiori rispetto agli altri (9,4 tep ogni 100 ab., circa mezzo tep in più in termini pro capite), ma la crescita 2024 si ferma al +2,7% (contro il +3,6% delle altre città). Cagliari si distingue in assoluto per i livelli più elevati (3 tep ogni 100 ab. in più rispetto alla media dei capoluoghi); Torino, Genova e Napoli segnano invece tutte valori pari o inferiori agli 8 tep per 100 ab.

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