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Notifica dell’indebitamento netto e del debito delle Amministrazioni Pubbliche, secondo il trattato di Maastricht - Anni 2022/2025
L’Istat pubblica i principali dati della Notifica sull’indebitamento netto e sul debito delle Amministrazioni Pubbliche (AP), riferiti al periodo 2022-2025, trasmessi alla Commissione Europea in applicazione del Protocollo sulla Procedura per i Disavanzi Eccessivi (PDE) annesso al Trattato di Maastricht[1]. In base al PDE, i Paesi europei devono comunicare due volte all’anno (entro il 31 marzo e il 30 settembre) i livelli dell’indebitamento netto, del debito pubblico e di altre grandezze di finanza pubblica relative ai quattro anni precedenti, nonché le previsioni ufficiali degli stessi per l’anno in corso. Sulla Notifica trasmessa dall’Italia non sono state espresse riserve[2].
I dati relativi a indebitamento netto e debito delle AP costituiscono le principali grandezze di riferimento per le politiche di convergenza per l’Unione Economica e Monetaria (UEM) e sono stimati rispettivamente dall’Istat e dalla Banca d’Italia. Vengono inoltre forniti gli elementi di riconciliazione tra la variazione del debito delle AP e l’indebitamento netto e tra quest’ultimo e il fabbisogno del settore pubblico, calcolato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Tutti i dati, riferiti ai consuntivi per gli anni 2022-2025, sono sottoposti al processo di verifica condotto da Eurostat e coordinato, a livello nazionale, dall’Istat. Non sono, invece, qui riportate le previsioni ufficiali elaborate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per il 2026 che non sono inserite in tale processo.
I dati dell’indebitamento netto delle AP per gli anni 2022-2025 sono elaborati in conformità alle regole fissate dal regolamento Ue n.549/2013 (Sistema Europeo dei Conti – SEC 2010), entrato in vigore il 1° settembre 2014, e dal Manuale sul disavanzo e sul debito pubblico, edizione 2022. I dati contenuti in questa nota sono coerenti con quelli diffusi lo scorso 3 aprile (Conto trimestrale delle Amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società) che differivano da quelli pubblicati in data 2 marzo per alcune lievi revisioni per l’anno 2025 (905 milioni in miglioramento dell’indebitamento netto) dovute all’acquisizione di informazioni complete sui crediti d’imposta Superbonus e Transizione 5.0 e sulle spese finanziate dal PNRR, disponibili solo alla fine di marzo. Tali revisioni hanno comunque lasciato invariato, rispetto alla precedente versione, il rapporto indebitamento/Pil.
Nel 2025 l’indebitamento netto delle AP (-69.381 milioni di euro) è stato pari al -3,1% del Pil, in diminuzione di 4,4 miliardi rispetto al 2024 (-73.779 milioni di euro, corrispondente al -3,4% del Pil). Il saldo primario (indebitamento netto al netto della spesa per interessi) è risultato positivo e pari allo 0,8% del Pil, con un miglioramento di 0,3 punti percentuali rispetto al 2024. La spesa per interessi che, secondo le attuali regole di contabilizzazione, non comprende l’impatto delle operazioni di swap[3], è stata pari al 3,9% del Pil, rimanendo invariata rispetto al 2024.
I dati del debito delle AP per gli anni 2022-2025 sono quelli pubblicati dalla Banca d’Italia[4] e sono anch’essi coerenti con il SEC 2010. A fine 2025 il debito pubblico, misurato al lordo delle passività connesse con gli interventi di sostegno finanziario in favore di Stati Membri della UEM, era pari a 3.095.888 milioni di euro (137,1% del Pil). Rispetto al 2024 il rapporto tra il debito delle AP e il Pil è aumentato di 2,4 punti percentuali.
[1] Il Protocollo, in attuazione dell’art. 104 C del Trattato stesso, fissa i valori limite che possono assumere l’indebitamento e il debito pubblico:
– il 3% per il rapporto tra indebitamento pubblico, previsto o effettivo, e il prodotto interno lordo ai prezzi di mercato (Pil);
– il 60% per il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo ai prezzi di mercato.
Le tavole della Notifica trasmesse da ogni Paese sono reperibili sul sito di Eurostat alla pagina http://ec.europa.eu/eurostat/web/government-finance-statistics/excessive-deficit-procedure/edp-notification-tables
[2] Il termine “riserve” è definito nell’art. 15 del Regolamento del Consiglio n. 479/2009. La Commissione (Eurostat) esprime riserve quando sussistono dubbi sulla qualità dei dati comunicati.
[3] Si ricorda che la spesa per interessi è al netto anche dei SIFIM (Servizi di Intermediazione Finanziaria Indirettamente Misurati), secondo le metodologie di calcolo della Contabilità nazionale.
[4] Cfr. Banca d’Italia, “Finanza pubblica: fabbisogno e debito – febbraio 2026”, 15 aprile 2026