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Gli indici dei prezzi all’importazione - Base di calcolo dicembre 2025
A partire da marzo 2026, con la diffusione dei dati riferiti a gennaio, gli indici dei prezzi all’importazione sono calcolati nella nuova base di calcolo dicembre 2025. La base di riferimento, in linea con gli altri indicatori congiunturali, resta l’anno 2021.
L’aggiornamento della base di calcolo ha riguardato il paniere dei prodotti, le serie dei prezzi e le liste delle imprese. La base informativa degli indici è stata ampliata grazie a un’indagine diretta, condotta a fine 2025, su un campione di più di 1.300 imprese.
Riguardo all’area euro, la base di calcolo dicembre 2025, rispetto alla base di calcolo dicembre 2024, si caratterizza per un maggiore numero di unità campionarie. Aumentano i prodotti del paniere (+3,2%), ma soprattutto le quotazioni di prezzo (+7,6%) e le imprese coinvolte (+5,7%).
Per l’area non euro, la nuova base di calcolo presenta un incremento maggiore delle unità campionarie: i prodotti aumentano del 2,8%, le quotazioni di prezzo del 10,9% e le imprese del 7,4%.
Per l’area euro, il nuovo paniere è composto da 1.028 voci di prodotto, riguardo alle quali sono rilevate mensilmente 6.279 quotazioni di prezzo. Sono coinvolte 2.530 imprese.
Per l’area non euro, il nuovo paniere è composto da 867 voci di prodotto, per le quali si rilevano mensilmente 5.756 quotazioni di prezzo; il campione è costituito da 2.488 imprese.
L’aggiornamento al 2025 della struttura di ponderazione per raggruppamenti principali di industrie si traduce, per l’area euro, in un aumento del peso dei Beni strumentali (+3,5 punti percentuali), cui si contrappongono riduzioni di simile entità del peso dei Beni di consumo non durevoli (-1,9 punti percentuali) e dei Beni intermedi (-1,8 punti percentuali. Anche per l’area non euro, aumenta il peso dei Beni strumentali (+2,6 punti percentuali) mentre si riduce l’incidenza dell’Energia (-2,0 punti percentuali) e dei Beni intermedi (-0,9 punti percentuali).
Per l’area euro, Mezzi di trasporto (14,5%), Industrie alimentari, bevande e tabacco (13,0%), Prodotti chimici (12,4%) e Metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (10,1%) si confermano i settori con i pesi più elevati.
Per l’area non euro, il peso del settore dell’Attività estrattiva registra la riduzione più ampia (-3,1 punti percentuali); ciononostante questo settore di importazione si conferma il più importante per l’area non euro (16,9%; era 20,1% nella base di calcolo precedente). Seguono, nell’ambito delle attività manifatturiere, i settori Metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (14,3%), Mezzi di trasporto (9,1%) e Industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (8,9%).
Nel 2026, per quanto riguarda la diffusione degli indici dei prezzi all’importazione, il numero degli aggregati pubblicati rimane sostanzialmente invariato. Gli indici sono diffusi sulla banca dati dell’Istituto IstatData.