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Conversione in legge del decreto-legge 6 dicembre 2011, n 201 recante disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici

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Commissioni riunite V Commissione “Programmazione economica, bilancio” del Senato e V Commissione “Bilancio” della Camera dei Deputati

Audizione del Presidente Enrico Giovannini

Le disposizioni urgenti contenute nel decreto legge in esame danno consistenza agli impegni internazionali presi dall’Italia in termini di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, rendendoli possibili alla luce del recente peggioramento congiunturale e dell’aggravamento degli oneri finanziari dovuti all’aumento dei tassi d’interesse sui titoli pubblici.

È del tutto evidente come l’approvazione del presente decreto costituisca un segnale importante – assolutamente non rinviabile – circa l’impegno del nostro Paese per il consolidamento del quadro di finanza pubblica e il superamento delle tensioni sull’euro. Il contributo dell’Italia al rafforzamento della governance europea appare indispensabile per far sì che l’Unione monetaria, che tanti benefici ha già portato all’Italia e agli altri suoi membri, esca rafforzata da questo periodo di difficoltà, così da consentire all’Europa di giocare un ruolo forte nell’economia mondiale, per accrescere il benessere delle generazioni attuali e di quelle future.

In questa fase, le aspettative sulla serietà e la sostenibilità dello sforzo di risanamento giocano un ruolo essenziale nel determinarne o pregiudicarne il successo: a titolo esemplificativo ricordo come l’approvazione del Decreto-legge da parte del Consiglio dei ministri la scorsa domenica, nel giorno successivo abbia favorito il calo di otto decimi di punto del differenziale tra titoli di stato decennali italiani e tedeschi sul mercato secondario, che – tuttavia – è rimasto estremamente volatile; come ordine di grandezza, un punto percentuale di interessi in più o in meno, a regime sullo stock di debito, varrebbe 19 miliardi di euro l’anno, circa l’80% delle maggiori entrate previste con la manovra. Di conseguenza, ogni valutazione sul Decreto-legge (DL) andrebbe svolta tenendo conto dello scenario che si sarebbe determinato in sua assenza, specialmente in termini di incertezza negli operatori: infatti, un prolungamento delle tensioni sui mercati finanziari o, peggio, un vero e proprio avvitamento della situazione, avrebbe determinato effetti macroeconomici negativi estremamente più ampi di quelli potenzialmente determinati dalle misure in discussione.

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Data di pubblicazione: 07 dicembre 2011

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