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Le imprese esportatrici durante l’emergenza sanitaria ed economica

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A seguito del diffondersi dell’epidemia di Covid-19, tra marzo e aprile 2020 i flussi commerciali dell’Italia con l’estero hanno registrato una brusca contrazione rispetto a febbraio: l’export è caduto del 45,8%, l’import del 32,3%. A maggio, con la progressiva ripresa delle attività internazionali, si è osservato un miglioramento, sebbene di entità molto diversa per export (+35,0%) e import (+5,6%). Tale recupero, peraltro, ha solo attenuato la generale flessione del trimestre marzo-maggio 2020, che ha visto le esportazioni diminuire del 29,0% e le importazioni ridursi del 27,7% rispetto al trimestre precedente.

A tali dinamiche sono sottesi andamenti differenziati della domanda nazionale ed estera: la ripresa osservata a maggio nelle esportazioni è stata determinata in misura più o meno analoga dall’andamento delle vendite verso i mercati Ue (+33,7%) ed extra-Ue (+36,5%), mentre nel caso delle importazioni, a fronte di un recupero contenuto della domanda di prodotti dai paesi Ue (+12,4%), si è registrata una riduzione (-2,7%) di quella diretta verso i paesi extra-Ue. Per questi ultimi mercati, infine, sono disponibili i dati di giugno, che confermano la ripresa dell’export verso le destinazioni extra-Ue (+14,9% rispetto a maggio), cui si accompagna un primo incremento significativo anche nelle importazioni (+20%), che ha un aspetto incoraggiante nel fatto che esso è guidato da maggiori acquisti di beni strumentali (per 6 punti percentuali), energia e beni di consumo non durevoli (entrambi intorno ai 5 punti).

Data di pubblicazione: 29 luglio 2020

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