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Statistica sperimentale

Vent’anni di occupazione dal lato della qualificazione del lavoro

Individuare la qualificazione del lavoro svolto attraverso la professione esercitata dagli occupati può costituire uno degli strumenti per osservare, sul lungo periodo, gli effetti dei cambiamenti in atto nel sistema produttivo, distinguendoli dai loro esiti puntuali.

Si tratta di un approccio inusuale nell’analisi statistica del mercato del lavoro, che individua una proxy delle trasformazioni della struttura dell’occupazione. L’approccio offre nuovi risultati, talvolta controintuitivi, nella ricostruzione del cambiamento nel lungo periodo.

Lo strumento sperimentale proposto dall’Istat assembla le unità di base (categorie e/o unità professionali) delle classificazioni delle professioni pubblicate dall’Istat dal 1991 in una diversa struttura concettuale che individua sette modalità di qualificazione del lavoro svolto.

Se applicata alle rilevazioni delle Forze di Lavoro degli ultimi venti anni, lo strumento mostra come l’espulsione e/o la mancata sostituzione di forza lavoro, che ha fatto seguito ai processi di riorganizzazione, di automazione della produzione industriale attivati dalle imprese a fronte di particolari cicli economici e/o di diffuse opportunità di investimento in nuove tecnologie, sia soprattutto una conseguenza aggregata della sostituzione del lavoro manuale qualificato con lavoro a qualificazione medio-alta e alta e che sui livelli e sulla velocità di tale sostituzione si struttura anche il ritardo del Mezzogiorno rispetto all’intero Paese.


Per informazioni:

Cataldo Scarnera
tel. 080.5479325
scarnera@istat.it

Roberto Antonello Palumbo
tel. 080.5479344
palumbo@istat.it

Data di pubblicazione: 26 marzo 2019

Statistiche sperimentali

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