FAQ - Domande frequenti sulla rilevazione sulle Forze di lavoro

1. Dove si trovano i dati sulle Forze di lavoro?

Le informazioni più aggiornate sono disponibili su questo sito nel settore Lavoro, presso i Centri di informazione statistica. Dati dettagliati a livello provinciale, settoriale e per le principali caratteristiche socio-demografiche della popolazione sono pubblicati annualmente nel volume “Forze di lavoro”.

2. Perché viene condotta una nuova rilevazione continua sulle Forze di lavoro?

Il Regolamento n. 577/98 del Consiglio dell’Unione Europea ha stabilito di effettuare una rilevazione continua, cioè in tutte le settimane dell’anno, sulle Forze di lavoro nei paesi dell’Unione. Fino ad ora in Italia la rilevazione trimestrale sulle Forze di lavoro era effettuata soltanto in una specifica settimana per ciascun trimestre.

3. Quali sono i nuovi contenuti informativi della rilevazione?

Il principale obiettivo della nuova indagine rimane la produzione delle stime ufficiali degli occupati e delle persone in cerca di occupazione. L’indagine inoltre approfondisce modalità e gradi di partecipazione al mercato del lavoro. Si tratta di fenomeni la cui conoscenza è considerata fondamentale per un puntuale monitoraggio delle condizioni di lavoro nel Paese. La revisione delle definizioni e la più ampia base informativa consentono di misurare meglio gli occupati e i disoccupati. Vengono ulteriormente indagate anche le varie forme di occupazione standard e non standard, i cambiamenti reali e percepiti dal soggetto intervistato nonché i fenomeni di mobilità territoriale. Le nuove informazioni consentiranno anche l’analisi dei rapporti che intercorrono tra famiglie e mercato del lavoro.

4. Cosa si intende per Forze di lavoro?

Lo scopo principale della rilevazione sulle Forze di lavoro è suddividere la popolazione in tre gruppi distinti: le persone occupate, quelle che cercano lavoro e il resto della popolazione. I primi due gruppi, considerati congiuntamente, formano le Forze di lavoro; il terzo rappresenta le “non Forze di lavoro”. Nel mercato del lavoro le Forze di lavoro costituiscono la cosiddetta “offerta di lavoro”, che va a soddisfare la “domanda di lavoro” proveniente da imprese e istituzioni.

5. Che significa essere occupato?

Nella nuova indagine, sono considerate occupate le persone con più di 15 anni che nella settimana a cui si riferisce l’intervista hanno svolto almeno un’ora di lavoro retribuita. E’ occupato anche chi ha lavorato almeno per un’ora presso la ditta di un familiare senza essere retribuito. E’ questo un criterio oggettivo che differenzia la nuova indagine rispetto alla precedente, dove valeva la condizione percepita e dichiarata dall’intervistato.

6. Che tipo di occupazione viene colta dall’indagine sulle Forze di lavoro?

L’indagine fornisce informazioni su tutte le forme di occupazione: lavoro a tempo indeterminato e determinato, a tempo pieno e parziale, con molte o poche ore nella settimana, stagionale, a turni o svolto in orari non standard.

7. Chi rientra nella condizione di disoccupato?

Essere disoccupato deriva da una condizione, un comportamento, un atteggiamento. La condizione è quella di non avere un’occupazione. Il comportamento si riferisce al fatto di avere effettuato almeno un’azione di ricerca di lavoro nei trenta giorni precedenti l’intervista. L’atteggiamento riguarda la disponibilità ad iniziare a lavorare entro le due settimane successive all’intervista.

8. Qual è la differenza tra tasso di attività e tasso di occupazione?

Il tasso di attività misura la parte di popolazione che partecipa attivamente al mercato del lavoro. Considera quindi sia gli occupati sia le persone che cercano lavoro. Il tasso di occupazione evidenzia invece la parte di popolazione che lavora.
Una crescita del tasso di attività, ad esempio, indica che un maggior numero di persone sono presenti sul mercato del lavoro, a prescindere dal fatto che siano occupate oppure in cerca di lavoro.

9. Come viene selezionato il campione delle famiglie?

Le famiglie residenti da intervistare vengono selezionate casualmente, ma secondo un complesso disegno campionario, dalle liste anagrafiche dei comuni che rientrano nel campione definito dall’Istat per tutto il territorio nazionale.

10. Come vengono raccolte le informazioni presso le famiglie?

Le interviste sono effettuate da intervistatori di elevato livello professionale selezionati, formati e monitorati dall’Istat. I rilevatori, con l’ausilio del computer, effettuano le interviste sia presso l’abitazione delle famiglie sia telefonicamente.

11. E’ previsto un controllo di qualità sulla raccolta dei dati?

Sì, tutto il processo di rilevazione è costantemente monitorato dall’Istat attraverso un sofisticato sistema informativo che permette di avere sotto controllo l’andamento della rilevazione e la qualità dei dati raccolti. A questo controllo in itinere segue un’accurata fase di verifica a posteriori.

12. Le informazioni sono confrontabili a livello europeo?

Sì, tutti i paesi dell’Unione europea svolgono questa rilevazione. Con l’avvio, da gennaio 2004, della rilevazione continua sulle Forze di lavoro è stata completata in Italia l’armonizzazione con le disposizioni dell’Unione Europea e gli standard condivisi a livello internazionale, riguardo all’organizzazione dell’indagine, alle informazioni da rilevare e alle definizioni utilizzate.