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Flussi fisici di energia (Pefa) – Anni 2008-2024

Il 6 maggio 2026, l’Istat aggiorna sul proprio data warehouse – tema “Conti nazionali”, sottotema “Conti ambientali”, sezione “Conti dei flussi fisici di energia (PEFA)” – i dati della serie storica 2008-2024 dei Conti dei flussi fisici di energia (PEFA – Physical Energy Flow Accounts) dell’economia italiana, espressi in terajoule (tj).

Il PEFA consente di analizzare le interazioni tra sistema naturale e sistema antropico fornendo una rappresentazione completa – e coerente con il sistema dei conti economici nazionali – dei flussi di energia dall’ambiente verso l’economia, all’interno dell’economia e dall’economia verso l’ambiente.

Con la presente edizione si rilasciano ex novo le stime dei flussi energetici dell’anno 2024 e si aggiornano quelle degli anni 2008-2023. In coerenza con i dati più aggiornati del PEFA, del Conto delle emissioni atmosferiche (AEA) e del Valore aggiunto, vengono aggiornati anche i dati della serie storica degli indicatori “Intensità energetica del valore aggiunto” e “Intensità di emissione di CO2 dei consumi energetici”.

Nel 2024 l’energia che entra nell’economia nazionale ammonta a circa 7,4 milioni di terajoule (-3,1% rispetto al 2023), di cui il 18,0% è costituito da prelievi di energia dall’ambiente naturale italiano (+5,6%) e l’81,0% da importazioni di prodotti energetici (-4,9%). L’energia che esce dal sistema economico è circa 7,3 milioni di terajoule (-3,2%) di cui il 19,2% è costituito da esportazioni di prodotti energetici (-11,6%) e l’80,8% da restituzioni all’ambiente naturale in forma di energia degradata e non più utilizzabile (-1,0%). Quest’ultima posta (residui energetici verso l’ambiente) rappresenta l’energia dissipata e dispersa dalle unità residenti (famiglie e imprese) per il funzionamento del sistema economico italiano e prende anche il nome di “Net domestic energy use for energy purposes” (NDEU_energy), indicatore utilizzato per il calcolo dell’“Intensità energetica del valore aggiunto” e dell’“Intensità di emissione di CO2 dei consumi energetici”.

L’accumulazione netta di energia nel sistema economico, misurata dal saldo tra i flussi in entrata e in uscita dall’economia nazionale, è circa 0,1 milioni di terajoule. Questo aggregato può essere calcolato anche sommando, in termini energetici, alla “variazione delle scorte di prodotti energetici” (accumulati per essere utilizzati in un altro periodo) i “prodotti energetici usati per finalità non energetiche” (per produrre prodotti non energetici quali plastica, bitume, prodotti chimici, ecc. o per lubrificare ingranaggi) meno i “prodotti non energetici usati per finalità energetiche” (es. rifiuti inceneriti usati per produrre energia elettrica e calore o prodotti chimici usati per produrre gas).

L’uso non energetico dei prodotti energetici, chiamato anche “Net domestic energy use for non energy purposes” (NDEU_non energy), concorre insieme al NDEU_energy alla determinazione del consumo totale di energia delle unità residenti (NDEU: Net domestic energy use), il principale indicatore derivabile dal PEFA.

Il NDEU nel 2024 risulta pari a 6,2 milioni di terajoule (-0,5% rispetto al 2023). Di questo consumo:

  • il 33,2% è attribuibile alle famiglie (per trasporto in conto proprio, riscaldamento e raffrescamento, acqua calda e uso cucina, illuminazione e elettrodomestici) e la rimanente parte alle attività produttive. Rispetto al 2023, il consumo di energia è aumentato del 2,8% nelle famiglie, sia in ambito domestico (+0,8%) sia per il trasporto in conto proprio (+5,1%), mentre si è ridotto del 2,1% nelle attività produttive;
  • il 20,3% proviene da fonti energetiche rinnovabili (+5,9% rispetto al 2023);
  • il 3,8% è finalizzato ad usi non energetici (NDEU_non energy);
  • l’80,4% è causa di emissioni atmosferiche poiché effettuato mediante combustione (-2,5% rispetto al 2023).

I dati del PEFA, comparabili – per costruzione – con i dati economici di Contabilità Nazionale e con quelli degli altri conti ambientali, sono particolarmente idonei all’utilizzo nell’analisi integrata ambientale ed economica. Nel 2024:

  • l’“Intensità energetica del Pil” (rapporto tra NDEU e Pil) diminuisce dell’1,3% rispetto al 2023, risultando pari a 3,2 terajoule per milione di euro di Pil;
  • l’“Intensità energetica del valore aggiunto” (rapporto tra NDEU_energy e valore aggiunto), calcolato con riferimento al totale delle attività produttive, si attesta su 2,2 terajoule per milione di euro di valore aggiunto, il 3,4% in meno dell’anno precedente, con differenze significative tra le singole attività produttive (-7,3% per l’Agricoltura, -3,4% per l’Industria e -2,9% per i Servizi);
  • l’“Intensità di emissione di CO2 dei consumi energetici” (rapporto tra emissioni di CO2 e NDEU_energy) diminuisce rispetto al 2023 dell’1,3% per l’intera economia (attestandosi su 53,7 tonnellate di CO2 per terajoule di energia consumato) e del 2,0% per il totale delle attività produttive (56,1 t.Co2/Tj nel 2024, con variazioni annue molto differenti per le singole attività sia nel segno che nel valore: -2,2% per l’Agricoltura, -3,6% per l’Industria e +2,2% per i Servizi), mentre aumenta dello 0,8% per le famiglie (49,1 t.Co2/Tj).

Per maggiori informazioni, si rimanda ai metadati pubblicati.

Per informazioni
Direzione centrale per la Contabilità nazionale

Giusy Vetrella
tel. 06 4673 3236
vetrella@istat.it

Silvia Zannoni
tel. 06 4673 3109
zannoni@istat.it

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