Rilevazioni sui decessi e sulle cause di morte: informazioni sulla rilevazione

La rilevazione sui decessi e sulle cause di morte è un'indagine totale che rileva informazioni di carattere sanitario e demosociale per tutti i decessi verificatisi in Italia (popolazione presente).

Raccolta dei dati

Sulle schede di morte il medico che certifica il decesso deve, tra le varie informazioni, indicare la sequenza morbosa che ha condotto alla morte e gli eventuali altri stati morbosi rilevanti. La brochure sulla certificazione fornisce le istruzioni per i medici per una corretta compilazione dei modelli (invariate rispetto all'anno precedente).

Le informazioni di carattere demografico e sociale devono essere successivamente riportate dall'ufficiale di Stato civile del comune di decesso.

I criteri e le disposizioni da seguire per l'esecuzione della rilevazione, le innovazioni rispetto all'anno precedente e la descrizione dei nuovi modelli sono contenute nella circolare n. 21 del 11 dicembre 2014 e nel manuale "Istruzioni per i Comuni e le Prefetture (Manuale ed. 2013)", ancora attuale per quanto riguarda l'Indagine sui decessi e sulle cause di morte.

Si evidenzia che per i decessi nel corso del 2015 potranno essere utilizzati i modelli D.4 e D.4bis delle edizioni a partire dal 2011.

I Comuni in caso di mancata disponibilità di modelli in bianco (di nessuna delle edizioni accettabili), in attesa di ricevere un nuovo quantitativo di scorte, devono far riferimento a quanto indicato nel paragrafo "3.6 Rilevazione su decessi e cause di morte (Modelli Istat D.4 e D.4bis)" della circolare n. 21 del 11 dicembre 2014.

Contenuti

Le statistiche di mortalità per causa fanno riferimento alla "causa iniziale" di tale sequenza, ossia alla malattia o evento traumatico che, attraverso eventuali complicazioni o stati morbosi intermedi, ha condotto al decesso. Per la selezione della causa iniziale vengono seguite le regole fissate dalla Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei problemi sanitari correlati (ICD-10) e questo garantisce la possibilità di effettuare confronti nello spazio e nel tempo. Strumento indispensabile per la corretta applicazioni di tali regole sono le tavole di decisione di ACME (ed. 2009), sviluppate e aggiornate dall'NCHS (National Center for Health Statistics, USA), correntemente utilizzate dall'Istat per la codifica, manuale e automatica, della causa iniziale di morte.

A partire dai decessi del 2003 l'Istat produce e diffonde anche i dati sulle "cause multiple di morte". A differenza delle statistiche tradizionali basate sullo studio della sola causa iniziale di morte, i dati sulle cause multiple consentono di fornire un quadro più completo del contesto patologico in cui il decesso è avvenuto, in quanto fanno riferimento al complesso delle cause certificate dal medico al momento del decesso. Tale opportunità di analisi è certamente di grande rilievo in un'epoca come quella attuale in cui il ruolo prevalente nella mortalità è giocato dalle malattie cronico-degenerative e l'età media alla morte è sempre più avanzata. In tali circostanze infatti il decesso spesso non è imputabile a una singola patologia bensì a una complessa interazione fra più cause e condizioni che considerate singolarmente potrebbero non essere letali.

Diffusione

In linea con quanto previsto dalla normativa comunitaria, i dati vengono validati e diffusi entro 24 mesi dall'anno di riferimento: a dicembre 2014 sono state prodotte le statistiche di mortalità relative ai decessi verificatisi nel 2012.

Su I.Stat, il datawarehouse delle statistiche prodotte dall'Istat (http://dati.istat.it/; Tema: "Salute e sanità"; Sottotema: "Cause di morte"), sono disponibili i dati a partire dai decessi del 2009. I dati degli anni precedenti sono invece disponibili nei tradizionali formati di "Annuari" o di "Tavole di dati".

La diffusione attraverso I.Stat permette download e utilizza un formato aperto (open) che può essere riutilizzato.

I dati annuali sono disponibili come valori assoluti, come tassi di mortalità grezzi e come tassi di mortalità standardizzati. L'uso dei tassi permette di confrontare i livelli di mortalità di popolazioni di dimensioni diverse e con diversa composizione per sesso ed età.

I dati, oltre a essere tutelati dal segreto statistico e sottoposti alla normativa in materia di protezione dei dati che ne permette il rilascio solo in modalità aggregata, sono di natura "sensibile", in quanto contenenti notizie sulla salute degli individui, sono pertanto sottoposti alla normativa sulla privacy.

tag:
cause di morte, decessi, malattie, mortalità, patologia
argomento:
Salute e sanità
tipo di documento:
Informazioni sulla rilevazione
Periodo di riferimento
Anno 2015
Pubblicato
venerdì 23 gennaio 2015
No

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