Rilevazioni sui decessi e sulle cause di morte: informazioni sulla rilevazione

La rilevazione sui decessi e sulle cause di morte è un'indagine totale che rileva informazioni di carattere sanitario e demosociale per tutti i decessi verificatisi in Italia (popolazione presente). I dati prodotti forniscono informazioni sui profili di mortalità per causa e costituiscono un’importante fonte di informazioni sulla salute pubblica.

I principali utilizzatori dei dati sulle cause di morte sono:

  • utenti istituzionali come Governo, Parlamento, Enti locali e Commissione europea e Organizzazione mondiale della sanità;
  • utenti statistici istituzionali, come Eurostat e Istituti nazionali di statistica di altri Paesi;
  • ricercatori di enti pubblici, di aziende private e singoli ricercatori privati;
  • procure e tribunali per supporto a indagini su eventuali responsabilità circa l’insorgenza di gravi patologie;
  • gli utenti finali – tra cui i media – interessati a statistiche sulla salute nell’Unione europea.

I dati sono utilizzati per prendere decisioni riguardanti le politiche pubbliche in materia di salute e per analizzarne gli effetti e per studiare la mortalità (trend, fattori di rischio, ecc).

Raccolta dei dati

Sulle schede di morte il medico che certifica il decesso deve, tra le varie informazioni, indicare la sequenza morbosa che ha condotto alla morte e gli eventuali altri stati morbosi rilevanti. La brochure sulla certificazione fornisce le istruzioni per i medici per una corretta compilazione dei modelli (invariate rispetto all’anno precedente).

Le informazioni di carattere demografico e sociale devono essere successivamente riportate dall’ufficiale di Stato civile del comune di decesso.

I criteri e le disposizioni da seguire per l'esecuzione della rilevazione e le innovazioni rispetto all’anno precedente sono contenute nella Circolare n.22585 dell’1 dicembre 2016 e nel manuale "Istruzioni per la compilazione dei modelli statistici Istat.D4 e Istat.D4bis" rivolto ai medici, ai Comuni e alle Prefetture – U.T.G..

Si evidenzia che per i decessi nel corso del 2017 potranno essere utilizzati i modelli D.4 e D.4bis delle edizioni a partire dal 2011.

I Comuni in caso di mancata disponibilità di modelli in bianco (di nessuna delle edizioni accettabili), in attesa di ricevere un nuovo quantitativo di scorte, devono far riferimento a quanto indicato nel paragrafo “4.10 Rilevazione su decessi e cause di morte (Modelli Istat D.4 e D.4bis)” della Circolare n. .22585 dell’1 dicembre 2016.

Contenuti

Le statistiche di mortalità per causa fanno riferimento alla “causa iniziale” di tale sequenza, ossia alla malattia o evento traumatico che, attraverso eventuali complicazioni o stati morbosi intermedi, ha condotto al decesso. Per la selezione della causa iniziale vengono seguite le regole fissate dalla Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei problemi sanitari correlati (ICD-10) e questo garantisce la possibilità di effettuare confronti nello spazio e nel tempo. Strumento indispensabile per la corretta applicazioni di tali regole sono le tavole di decisione di ACME (ed. 2009), sviluppate e aggiornate dall’NCHS (National Center for Health Statistics, USA), correntemente utilizzate dall’Istat per la codifica, manuale e automatica, della causa iniziale di morte.

A partire dai decessi del 2003 l’Istat produce e diffonde anche i dati sulle “cause multiple di morte” (dai decessi del 2011 pe quanto riguarda i decessi per cause esterne). A differenza delle statistiche tradizionali basate sullo studio della sola causa iniziale di morte, i dati sulle cause multiple consentono di fornire un quadro più completo del contesto patologico in cui il decesso è avvenuto, in quanto fanno riferimento al complesso delle cause certificate dal medico al momento del decesso. Tale opportunità di analisi è certamente di grande rilievo in un’epoca come quella attuale in cui il ruolo prevalente nella mortalità è giocato dalle malattie cronico-degenerative e l’età media alla morte è sempre più avanzata. In tali circostanze infatti il decesso spesso non è imputabile a una singola patologia bensì a una complessa interazione fra più cause e condizioni che considerate singolarmente potrebbero non essere letali.

Diffusione

In linea con quanto previsto dalla normativa comunitaria, i dati vengono validati e diffusi entro 24 mesi dall'anno di riferimento: a dicembre 2016 sono state prodotte le statistiche di mortalità relative ai decessi verificatisi nel 2014.

Nel corso del 2016 sono stati rilasciati anche i dati sulle cause di morte relativi ai decessi degli anni 2004 e 2005, colmando un gap informativo nelle serie storiche.

Su I.Stat, il datawarehouse delle statistiche prodotte dall’Istat (Tema: “Salute e sanità”; Sottotema: “Cause di morte”), sono disponibili i dati a partire dai decessi del 2003, primo anno di utilizzo della ICD-10 in Italia. I dati degli anni precedenti sono invece disponibili nei tradizionali formati di “Annuari” o di “Tavole di dati”.

La diffusione attraverso I.Stat permette download e utilizza un formato aperto (open) che può essere riutilizzato.

I dati annuali sono disponibili come valori assoluti, come tassi di mortalità grezzi e come tassi di mortalità standardizzati. L’uso dei tassi permette di confrontare i livelli di mortalità di popolazioni di dimensioni diverse e con diversa composizione per sesso ed età.

I dati, oltre a essere tutelati dal segreto statistico e sottoposti alla normativa in materia di protezione dei dati che ne permette il rilascio solo in modalità aggregata, sono di natura "sensibile", in quanto contenenti notizie sulla salute degli individui, sono pertanto sottoposti alla normativa sulla privacy.

Richiesta di copia dei modelli da parte degli eredi

L'Istat non è autorizzato a rilasciare copia: i modelli per la certificazione delle cause di morte (Modelli Istat D4) vengono raccolti dall’Istat per finalità statistiche. Il d.lgs n. 322/89, recante "Norme sul Sistema statistico nazionale e sulla riorganizzazione dell’Istituto nazionale di statistica", detta specifiche disposizioni a tutela del segreto statistico, relativamente ai dati raccolti per scopi statistici (art. 9). In base alle previsioni di tale articolo, i dati raccolti nell’ambito di rilevazioni statistiche comprese nel programma statistico nazionale da parte degli uffici di statistica non possono essere esternati, comunicati o diffusi se non in forma aggregata, in modo che non se ne possa trarre alcun riferimento relativamente a persone identificabili e possono essere utilizzati solo per scopi statistici. Tale limitazione può essere superata in presenza di un formale ordine di esibizione presentato dall'Autorità Giudiziaria, in ossequio alle previsioni dei Codici di procedura (art. 256 c.p.p. e art. 670 del c.p.c.).

Si specifica, tuttavia, che tali documenti devono essere conservati stabilmente da altra pubblica amministrazione – la competente ASL – per fini amministrativi, ai sensi delle disposizioni del D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, recante "Approvazione del regolamento di polizia mortuaria". Tale normativa prevede infatti per le schede di morte, compilate in doppia copia in parte dal medico che denuncia il decesso e in parte dal Comune, l’invio di una delle due copie alle ASL di riferimento, per gli adempimenti amministrativi di competenza.

Per completezza di informazione si ricorda che nel caso di comuni comprendenti più unità sanitarie locali la tenuta del registro in questione è di competenza di una sola unità sanitaria locale appositamente individuata dalla regione (art. 8 del D.P.R. 285 del 1990)

 

tag:
cause di morte, decessi, malattie, mortalità, patologia
argomento:
Salute e sanità
tipo di documento:
Informazioni sulla rilevazione
Periodo di riferimento
Anno 2017
Data di pubblicazione
30 maggio 2017
No

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