Programma

Inaugurazione
Saluti autorità
Sandro Gozi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Relazione di apertura
Giorgio Alleva, Presidente Istat
L’innovazione nei processi e prodotti statistici: un punto di vista europeo
Emanuele Baldacci, Eurostat
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Cerimonia di apertura – Celebrazione dei 90 anni dell’Istat
Introduzione
Giorgio Alleva, Presidente Istat
Interventi:
Tra tecnica e politica: la statistica ufficiale italiana nel contesto internazionale
Giovanni Favero, Università Ca' Foscari
Shaping Statistical Reason
Theodore Porter, University of California – Los Angeles
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Verso un nuovo Sistema statistico nazionale
Relazione
Giorgio Alleva, Presidente Istat
Interventi:
Paolo Onelli, Segretario generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Pia Marconi, Capo Dipartimento Funzione Pubblica
Alberto Avetta, Vicepresidente ANCI – Piemonte
Stefano Michelini, Vicepresidente CISIS
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I dati al servizio della conoscenza
Chair: Giorgio Alleva, Presidente Istat
Interventi:
Maurizio Franzini, Sapienza Università di Roma
Francesca Perucci, Commissione statistica delle Nazioni Unite (in collegamento video)
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Chiusura
Report dalle sessioni
Giovanni Alfredo Barbieri, Istat
Relazione conclusiva
Giorgio Alleva, Presidente Istat
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Dopo una descrizione delle motivazioni, degli obiettivi, di strumenti e principi fondamentali del Programma di Modernizzazione dell'Istat, si introducono alcune testimonianze di referenti istituzionali interni chiamati a contribuire per rendere operativi i pilastri del Programma.

In particolare, l'attenzione è posta sulle innovazioni orientate al miglioramento della produzione statistica e sull'uso congiunto di archivi amministrativi e delle rilevazioni dell'Istituto, finalizzato alla costruzione di registri statistici, così come vengono illustrati i benefici derivanti dalla centralizzazione della raccolta dati in termini di maggiore qualità dei dati raccolti e di efficienza nei processi.

Il Programma di Modernizzazione dell'Istat
Chair: Dario Russo, Banca d'Italia
Interventi:
Le ragioni del cambiamento
Vittoria Buratta, Istat
Obiettivi, fondamenti e strumenti del Programma
Piero Demetrio Falorsi, Istat
Le aspettative sulla rilevanza delle informazioni prodotte e sull'efficienza dei processi
Roberto Monducci, Istat
La nuova raccolta dati: opportunità e prospettive
Saverio Gazzelloni, Istat
Discussant:
Emanuele Baldacci, Eurostat

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Il dibattito recente nel Sistema Statistico Europeo (SSE) ha ribadito che la qualità è un asset strategico, individuando la necessità di modernizzare il quadro di riferimento e migliorare la comunicazione con gli stakeholders.

Il Codice delle Statistiche Europee (Code of Practice) rimane il riferimento fondamentale, ma sulla base di quanto emerso nel secondo esercizio di peer reviews effettuato nel SSE, sarà adeguato al nuovo contesto produttivo, rinforzandone alcuni principi e introducendone altri sui modelli di gestione della qualità.

Un'occasione per ripensare al processo di modernizzazione dei sistemi statistici nazionali, attraverso l'introduzione di un quadro di riferimento comune e coerente per il sistema nel suo complesso: dall'armonizzazione della pianificazione della produzione statistica a livello nazionale e sub-nazionale, ai metodi di valutazione della qualità, alla diffusione coordinata delle statistiche e alla comunicazione della loro qualità.

Un quadro di riferimento comune per la qualità del Sistema statistico nazionale
Chair: Renato Loiero, Cogis
Interventi:
Una migliore programmazione incide sulla qualità: PSN e PSR
Maria Elena Tartari, Centro Interregionale per i Sistemi informatici, geografici, statistici – CISIS
La qualità della statistica ufficiale: punti di forza e prospettive future
Giovanna Brancato – Marina Signore – Antonia Boggia, Istat
Una strategia per la qualità nel Sistema statistico nazionale
Giovanna D'Angiolini, Istat
Comunicazione e percezione della qualità dal punto di vista degli utilizzatori
Claudia Lopedote, Commissione degli utenti dell’informazione statistica – CUIS
Discussant: Emanuele Baldacci, Eurostat

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L'evoluzione dell'Istituto, anche in rapporto alle trasformazioni in atto nella statistica pubblica che dell'Istat è ambiente di riferimento, può essere analizzata attraverso diverse chiavi di lettura. La sessione ne propone alcune, basandosi sulla documentazione storica e su alcuni spunti teorici della letteratura d'analisi organizzativa.

Alla lettura diacronica si associa una prima analisi sincronica da approfondire anche attraverso l'analisi del contesto italiano ed europeo in particolari momenti dell'evoluzione della statistica pubblica.

Ciclo di convegni scientifici per il novantesimo dell’Istat
LE TRASFORMAZIONI DEL PAESE

La lunga storia della statistica ufficiale
Chair: Guido Maria Rey, Scuola Sant'Anna di Pisa
Interventi:
L'evoluzione organizzativa dell'Istituto nazionale
Vincenzo Lo Moro – Barbara Corvisieri, Istat
Personale ed evoluzione dei profili organizzativi dell'Istat
Nereo Zamaro – Gabriella Fazzi, Istat
Il "Sistan" dall'Unità d'Italia
Maria Letizia D'Autilia – Monica Attias, Istat
Dai contatti internazionali alle relazioni internazionali
Paola Vitiello – Marina Gandolfo – Michelle Jouvenal, Istat
I metodi e le tecnologie
Elisabetta Segre – Stefania Rossetti – Gabriella Fazzi, Istat

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Dopo aver illustrato la strategia europea per la modernizzazione della produzione delle statistiche europee (ESS Vision 2020), fortemente correlata al processo di modernizzazione in atto in Istat e alle iniziative dell'UNECE High Level Group for the Modernisation of Official Statistics, vengono presentati gli obiettivi, i progetti che si stanno sviluppando, i primi risultati raggiunti e l'utilizzo dei risultati stessi, nonché i vantaggi che ne derivano a livello di sistema statistico nazionale.

In particolare, oltre ad una panoramica generale sulle iniziative a livello europeo per evidenziare sinergie, partnership e benefici, viene fornita una panoramica dei principali risultati e vantaggi relativi ad alcuni dei progetti di attuazione della Vision 2020 più avanzati, come Simstat, Validatione ESBR, con specifico interesse sul fronte del Sistema nazionale.

Esperienze e risultati del Programma Vision 2020
Chair: Marina Gandolfo, Istat
Interventi:
Simstat: un framework infrastrutturale per ridurre l’onere statistico sulle imprese
Stefano Menghinello, Istat
Validation: un approccio metodologico comune per la validazione dei dati e l’automazione dei processi di validazione
Laura Vignola, Istat
ESBR: un archivio europeo per la produzione di statistiche europee di qualità sulle imprese
Caterina Viviano, Istat

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Il Sistema statistico nazionale, ripartito presso gli enti locali risultanti dalla recente e ancora in progress riforma istituzionale, non deve prescindere da una declinazione operativa organizzata nei territori. L'amministrazione moderna dei poteri locali deve supportare le sue funzioni con gli apparati conoscitivi e informativi disponibili per i decisori e per i cittadini, calibrati sulle dimensioni territoriali di competenza con caratteristiche di tempestività, pertinenza, fruibilità, robustezza tecnica e ampiezza tematica.

La possibilità di esercizio efficace della funzione statistica individuata dalla legge passa per una programmazione delle attività degli uffici di statistica che abbracci sia l'elaborazione dei dati presenti negli archivi amministrativi di competenza, sia la raccolta delle informazioni presso i cittadini, le altre istituzioni, le formazioni sociali.

Accanto alla diffusione presso i decisori e gli operatori della indispensabile cultura dell'informazione statistica, diventa fondamentale la capacità di diffondere le informazioni al di fuori delle amministrazioni, specie nelle nuove dimensioni dei formati aperti, per permettere sia un apprezzamento e una valutazione delle politiche pubbliche, sia l'arricchimento delle risorse a disposizione dell'iniziativa privata.

La statistica negli enti locali per il governo del territorio
Chair: Marco Trentini, Comune di Brescia
Interventi:
Le esigenze del livello locale
Matteo Biffoni, Sindaco Comune di Prato
Le esigenze del livello regionale
Marcello Pittella, Presidente Regione Basilicata
Aree vaste e Città Metropolitane
Alberto Avetta, VicePresidente ANCI – Piemonte
La funzione statistica nei comuni
Riccardo Innocenti, Presidente Unione Statistica Comuni Italiani – USCI
La produzione di statistiche basate sugli archivi amministrativi
Paola D'Andrea, Presidente Coordinamento degli uffici di statistica delle Province Italiane – Cuspi
La statistica integrata nel ciclo della pianificazione regionale
Gianluca Dominutti, Ufficio statistica Friuli-Venezia Giulia

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Vengono affrontati temi particolarmente complessi come l'andamento della criminalità, la corruzione, la violenza contro le donne e lo stalking, nel tentativo di offrire uno sguardo poliedrico sulle tematiche analizzate e ponendo l'accento su diversi punti di vista.

Negli ultimi anni la crisi economica e finanziaria ha avuto un impatto sulla criminalità, visibile sia a livello nazionale che internazionale.

Questi aspetti vengono affrontati grazie all'analisi dell'andamento di alcuni tipi di reati, come gli omicidi e quelli contro il patrimonio, sia in Italia sia in altri Paesi europei. I dati utilizzati per l'Italia sono parte del Sistema di Indagine (SDI) del Ministero dell'Interno, le cui potenzialità di analisi vengono illustrate nel corso della sessione.

Viene trattato anche un altro aspetto importante della sicurezza, la violenza contro le donne, attraverso l'analisi dei dati dell'indagine Istat sulla Sicurezza delle donne, che permette di portare alla luce un fenomeno quasi totalmente sommerso. Lo studio, condotto sui processi giudiziari per stalking,approfondisce gli aspetti emersi del fenomeno e il punto di vista giuridico.

Infine viene posta attenzione a come l'Istat ha affrontato il tema della corruzione nell'Indagine sulla Sicurezza dei cittadini, con particolare enfasi sugli indicatori che possono essere calcolati da questo modulo, che arricchiscono la conoscenza del tema da un punto di vista completamente innovativo.

Corruzione, criminalità, sicurezza negli anni della crisi
Introduzione
Marzio Barbagli, Università degli studi di Bologna
Interventi:
L'andamento della criminalità e della corruzione a livello internazionale
Giulia Mugellini, Università San Gallo
La violenza contro le donne: cosa ci dicono le statistiche
Linda Laura Sabbadini, Istat
Reato di “stalking”: un’ indagine statistica
Fabio Bartolomeo, Comstat
Nascita e evoluzione del sistema Sdi del Ministero dell'Interno
Enzo Calabria, Ministero dell'Interno
Misurare la corruzione: la recente indagine Istat
Giuseppina Muratore, Istat

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La capacità di analisi della competitività e del potenziale di crescita dell'economia italiana nel contesto europeo può essere migliorata da una nuova generazione di informazioni statistiche e analisi caratterizzate da:
a) coerenza tra aspetti micro e aspetti macro;
b) possibilità di qualificare l'analisi congiunturale con chiavi di lettura strutturali fondate sulla performance e sui comportamenti delle singole imprese;
c) possibilità di evidenziare i segmenti vincenti del sistema delle imprese, mapparne le caratteristiche, valutarne l'impatto aggregato e seguirne le evoluzioni nel tempo.

L'offerta informativa sulle imprese è sempre più caratterizzata da prodotti complessi in grado di rispondere a queste domande, ma deve essere orientata verso nuove modalità di interazione tra statistica ufficiale, mondo delle imprese, mondo della ricerca e policy makers. La sessione vuole mettere a confronto le nuove offerte informative, effettive e potenziali, con le esigenze dei diversi utilizzatori, affrontando anche il tema della strumentazione metodologica e analitica necessaria a garantire da un lato la fruibilità della ricchezza informativa delle nuove statistiche, dall'altro risposte di qualità in termini di analisi economica e statistica dei dati.

Competitività e crescita: le risposte della statistica ufficiale
Chair: Sergio De Nardis, Ufficio parlamentare di Bilancio – UPB
Interventi:
Nuove informazioni statistiche ufficiali sulle imprese: coerenza micro-macro, multidimensionalità, integrazioni tra fonti
Roberto Monducci, Istat
La domanda di informazioni e analisi a supporto delle imprese
Livio Romano, Centro studi Confindustria
La domanda di informazioni e analisi a supporto delle policy
Stefano Firpo, Ministero dello Sviluppo Economico
Temi rilevanti di analisi economica: produttività e dimensione d'impresa
Francesco Daveri, Università Cattolica del Sacro Cuore
Le imprese italiane e le catene globali del valore: il contributo delle nuove informazioni statistiche
Anna Giunta, Università degli studi Roma Tre

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Fenomeni globali, quali i cambiamenti climatici e il verificarsi di eventi estremi e disastri di varia natura, mettono sempre più a rischio la sicurezza dell'ambiente naturale e dell'uomo. La statistica ufficiale, in quanto strumento fondamentale per la pianificazione strategica a medio-lungo termine e per la predisposizione di risposte rapide per la gestione dell'emergenza a scala globale e locale, è chiamata a rafforzare il contributo alla conoscenza sia dei fenomeni in atto, sia delle loro cause e conseguenze.

Si fa, quindi, riferimento ai relativi Frameworks internazionali al momento in discussione, alle attività in corso nell'ambito della Task Force Unece on Climate Change Related Statistics e di quelle in corso nella Task Force UNECE Measuring Extreme Events and Disasters, discutendo del ruolo del Sistan e della sfida che gli uffici di statistica devono affrontare per riuscire a soddisfare anche le esigenze nazionali/locali.

Vengono prese in considerazione alcune esperienze nazionali con riferimento alle statistiche legate alle coltivazioni agrarie, alle emissioni atmosferiche ed ai relativi conti ambientali, ai consumi energetici ed ai cambiamenti climatici, nonché ad aspetti relativi alla domanda di informazione considerando i cambiamenti, le tendenze e le ciclicità negli eventi climatici estremi.

Cambiamenti climatici ed eventi estremi: una sfida anche per la statistica ufficiale
Chair: Daniela Cocchi, Università di Bologna
Interventi:
Developing official statistics for climate policy needs
Anu Peltola – Michael Nagy, UNECE (in collegamento video)
Effetto serra ed effetto terra: il processo di costruzione dei dati ufficiali
Angela Ferruzza – Giovanna Tagliacozzo – Angelica Tudini, Istat
Cambiamenti tendenze e ciclicità negli eventi climatici estremi: un rebus da risolvere
Alberto Montanari, Università di Bologna
I consumi di biomassa a fini energetici nel settore residenziale: implicazioni per le statistiche e i conti ambientali
Riccardo De Lauretis, Ispra; Paola Ungaro – Giusy Vetrella, Istat
Effetti dei cambiamenti climatici nelle coltivazioni agrarie
Roberto Gismondi – Francesco Truglia – Loredana De Gaetano – Donatella Vignani, Istat; Sabrina Auci, Università di Palermo

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Le città, in particolare le aree metropolitane, concentrano quote rilevanti della popolazione, delle attività a più alta intensità di conoscenza, della ricchezza nazionale e dei consumi. All'interno del processo di globalizzazione, le città metropolitane (anche se non in tutti i casi, ovviamente) fungono da connettori fra il livello globale e quello locale.

Nel facilitare questo incontro, esse permettono alle regioni che le ospitano di allargare i propri confini operativi, consentendo, al tempo stesso, l'afflusso a livello locale di beni e servizi provenienti dal livello globale. L'insieme di queste caratteristiche rende le aree urbane veri e propri laboratori privilegiati in relazione alle politiche di sviluppo e di pianificazione regionali.

La relazione introduttiva si concentra su una rappresentazione di lungo periodo, che descrive le trasformazioni delle città dall'inizio del 900 ai giorni nostri. Compito della tavola rotonda è quello approfondire i recenti sviluppi e le trasformazioni delle città e dei luoghi, tenendo anche conto delle evoluzioni normative.

Ciclo di convegni scientifici per il novantesimo dell’Istat
LE TRASFORMAZIONI DEL PAESE

Le trasformazioni delle città e dei luoghi del vivere e produrre
Intervento:
Giuseppe Dematteis, Politecnico e Università di Torino
Tavola rotonda
Moderatore: Antonello Caporale, "Il Fatto quotidiano"
Partecipanti:
Sandro Cruciani, Istat
Francesco Domenico Moccia, Università Federico II di Napoli
Giovanni Vetritto, Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento affari regionali
Riccardo Innocenti, Presidente Unione Statistica Comuni Italiani – USCI

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L'asilo è concesso a coloro che fuggono dal proprio paese per evitare persecuzioni o gravi pericoli e che quindi necessitano di protezione internazionale. Negli ultimi due anni, il numero di rifugiati e richiedenti asilo è continuato a crescere e appare evidente che i movimenti migratori alle frontiere dell'Europa non abbiano ragione di arrestarsi nel prossimo futuro. A tale proposito, è condivisa l'idea che la gestione di questi movimenti e delle loro conseguenze, politiche, sociali ed economiche, debba essere adeguatamente analizzata e affrontata.

La migrazione legale non rappresenta, infatti, né un peso per la nostra società né un pericolo e le informazioni statistiche prodotte possono consentire di conoscere in modo adeguato questa difficile realtà spesso erroneamente percepita, invece, come un fenomeno da arginare.

Attualmente, le statistiche sui rifugiati e richiedenti asilo vengono raccolte e pubblicate annualmente da molti paesi e organizzazioni internazionali. Tuttavia, per misurare adeguatamente il fenomeno e valutare le condizioni di vita e il grado di integrazione dei rifugiati nei paesi di accoglienza, si rendono necessari degli interventi migliorativi per standardizzare concetti, definizioni e classificazioni che consentano la produzione di dati comparabili a livello internazionale e per facilitare poi l’accesso alle relative banche dati.

In fuga dalla propria terra: rifugiati e richiedenti asilo
Chair: Luciana Quattrociocchi, Istat
Interventi:
Immigrazione e sbarchi di rifugiati: due facce della stessa medaglia
Salvatore Strozza, Presidente Italian Association for Population Studies – AISP
La protezione internazionale in Europa: un quadro degli ultimi trent'anni
Corrado Bonifazi, Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali (IRPPS) – CNR
Le statistiche ufficiali sulle richieste di asilo e sui rifugiati
Cinzia Conti, Istat
Il sistema di accoglienza e integrazione per richiedenti asilo e rifugiati
Ugo Melchionda, Centro Studi e Ricerche "Dossier Statistico Immigrazione"
Esigenze informative per la programmazione e il monitoraggio delle politiche
Andrea De Bonis, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati – ACNUR
I dati della Commissione Nazionale Asilo
Angelo Trovato - Prefetto, Presidente Commissione Nazionale Asilo

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Numerosi progetti a livello nazionale ed internazionale puntano allo sfruttamento completo e integrato di tutto il patrimonio informativo proveniente dagli archivi amministrativi e dalle indagini sociali. Ciò al fine di migliorare e ampliare l'offerta divulgativa della statistica ufficiale relativamente ai più importanti fenomeni di natura demografica, sociale ed economica legati alla struttura e all'evoluzione della popolazione.

Seguendo questa prospettiva, le tradizionali chiavi di lettura dei fenomeni socio-economici, fornite sia dal Censimento della popolazione che dalle indagini sociali sulle famiglie, possono risultare ampliate e potenziate in un'ottica integrata. Infatti, la descrizione dettagliata, ma sostanzialmente statica, della popolazione residente in base alle sue caratteristiche strutturali e territoriali, storicamente fornita dal Censimento, può così arricchirsi di nuove dimensioni.

Tra queste, quelle legate alla dimora abituale delle persone e all'evoluzione delle caratteristiche strutturali della popolazione nel medio periodo, che possono essere messe in relazione con l'andamento dei principali fenomeni socio-economici, tra cui l'occupazione, il reddito, le condizioni di vita e di salute. Dimensioni, queste ultime, che sono tradizionalmente coperte dalle indagini sociali, tuttavia con livelli di dettaglio meno capillari di quelli garantiti dal Censimento.

L'ottica di integrazione appena descritta rappresenta quindi, dal punto di vista tematico e da quello metodologico, una sfida importante che coinvolgerà e vedrà impegnati per i prossimi anni, a vari livelli, sia il Sistema Statistico Europeo che l'Accademia.

Il censimento permanente e l'integrazione delle statistiche sociali
Chair: Alessandra De Rose, Sapienza Università di Roma
Interventi:
Nuove prospettive per il censimento della popolazione
Fabio Crescenzi, Istat
Ridisegno delle indagini sociali nell'ottica del censimento permanente
Fabrizio Solari – Nicoletta Cibella – Antonella Bernardini, Istat
Un'analisi del pendolarismo
Roberto Samar, Comune di Gorizia
Nuove prospettive per la statistica ufficiale: metodi bayesiani per la stima dei flussi demografici
Brunero Liseo – Dario Briscolini, Sapienza Università di Roma
Lo studio dei fenomeni socio-demografici tra bisogni conoscitivi e bisogni informativi. Quali nuovi contributi dalle fonti ufficiali?
Fausta Ongaro, Università di Padova

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Negli ultimi anni è cresciuta la richiesta di informazioni attendibili ('factchecking') con le quali misurare e valutare, ex-ante e ex-post, le decisioni politiche. Questo quadro rappresenta una sfida per l'evoluzione del sistema statistico. Alla tradizionale richiesta di informazioni statistiche di elevata qualità si è infatti accompagnata quella di un maggiore coinvolgimento quale soggetto attivo nella valutazione delle politiche.

Per ottenere questi risultati è comunque necessario investire costantemente nella ricerca per migliorare le metodologie disponibili per la valutazione delle politiche, come ad esempio i nuovi modelli di microsimulazione sviluppati dall'Istat su famiglie e imprese. L'obiettivo della sessione è duplice: presentare delle applicazioni di valutazione dei modelli microeconomici utilizzati dall'Istat; discutere con esperti del mondo accademico e della Banca d'Italia sul ruolo dei modelli microeconomici e sulle prospettive della valutazione nella statistica.

Implementare e sviluppare la valutazione delle policy
Chair:Alberto Zanardi, Consigliere Ufficio parlamentare di bilancio – UPB
Interventi:
Il modello di microsimulazione delle famiglie dell'Istat
Marco Di Marco, Istat
Discussant
Nicola Curci, Banca d'Italia
Il modello di microsimulazione delle imprese dell'Istat
Lorenzo Di Biagio, Istat
Discussant
Maria Elena Bontempi, Università di Bologna
Il punto di vista delle regioni
Massimo Bianco – Giuseppe Nobile, Centro Interregionale per i Sistemi informatici, geografici, statistici – CISIS

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Il tema dell'integrazione tra informazione statistica e geospaziale sta assumendo sempre più rilevanza nel dibattito statistico, sia per le potenzialità che questa offre nelle analisi di dati socio economici, sia perché è un elemento necessario per il monitoraggio e lo sviluppo di progetti e politiche di varia natura (ambientali, sociali, economiche). Non stupisce quindi il fiorire di iniziative a livello nazionale, europeo e globale a supporto della geocodifica e georeferenziazione dei dati statistici.

La sessione è dunque l'occasione per fare il punto su progetti e attività nella statistica ufficiale a tutti questi livelli e per illustrare le attività e i progetti Istat volti a valorizzare la dimensione spaziale nella statistica ufficiale, ponendo l'attenzione sugli aspetti della qualità del registro del territorio e sui potenziali contributi che questo potrà fornire in specifici settori.

L'arricchimento del dato statistico con la dimensione geografica
Interventi:
Ruolo e funzioni di UN-GGIM; il contributo italiano
Ezio Bussoletti, United Nations Committee of Experts on Global Geospatial Information Management – UN-GGIM
Geo-arricchimento dei dati statistici per un beneficio diretto dei cittadini
Mauro Salvemini, Sapienza Università di Roma
L'arricchimento del dato statistico con la dimensione geografica nella statistica ufficiale
Alessandra Petrucci, Università di Firenze
Il progetto Istat per l'integrazione del dato statistico e del dato geografico
Marco Ballin, Istat
Gli effetti distorsivi degli errori di localizzazione nella misurazione e nelle analisi econometriche di fenomeni spazialmente distribuiti
Giuseppe Arbia, Università Cattolica di Roma; Simonetta Cozzi – Danila Filipponi, Istat;
Maria Michela Dickson – Giuseppe Espa – Diego Giuliani, Università di Trento

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L'innovazione tecnologica e metodologica, insieme alla rapida evoluzione del contesto, richiedono più diffuse competenze quantitative e nuovi profili in campo statistico.

Si apre così un nuovo spazio per iniziative di formazione universitaria e di formazione continua per i produttori di dati: due strade per garantire al sistema statistico nazionale e alle organizzazioni che si occupano di statistica maggiore efficacia, grazie ad esperti con competenze più aggiornate ed in linea con la crescente attenzione verso un'informazione statistica di qualità.

Anche nel campo dell'utilizzazione dei dati si affacciano nuovi profili professionali, che coniugano in maniera originale le skill in campo comunicativo con quelle del trattamento dati. Poiché l'informazione statistica guadagna senso ed utilità quando è diffusa in maniera corretta raggiungendo tutti i portatori di interesse, le nuove professioni orientate a sfruttare al meglio i dati della statistica ufficiale in termini informativi e comunicativi sono un valido supporto all'efficacia del sistema statistico nel suo complesso.

La sessione presenta alcuni spunti di riflessione e proposte innovative che vanno in questa direzione.

Nuove competenze e nuove professioni per la statistica
Chair:Efisio Espa, Scuola nazionale dell'amministrazione
Interventi:
La comunicazione del dato statistico nell'era dei big data: il profilo del Data content communication manager
Emma Zavarrone, Università IULM
La Statistica ufficiale: un nuovo curriculum nelle università europee
Maria Pia Sorvillo, Istat
Competenze e ruolo del Data scientist
Ludovico Antonio Ottaiano, Istat
Quali e quante competenze quantitative per la P.A.?
Leonello Tronti, Istat
La formazione statistica negli enti locali: alcune proposte
Paola Baldi, Unione Statistica Comuni Italiani – USCI

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Attualmente, la stima preliminare del Pil italiano e europeo viene rilasciata a circa 45 giorni dal trimestre di riferimento. Nel 2016 Eurostat ha programmato la riduzione a 30 giorni dei tempi di diffusione della stima relativa all'aggregato europeo, allineandosi alla tempestività degli Stati Uniti e di alcuni paesi europei (Regno Unito, Spagna).

L'anticipazione del rilascio di questo indicatore implica un maggiore ricorso a strumenti di stima basati su informazione incompleta e, verosimilmente un aumento dell'errore di revisione. Dal punto di vista delle metodologie, diventa più sfumata la distinzione tra stima preliminare, nowcasting e previsione a brevissimo termine.

D'altro canto, poiché l'Istat ha scelto di produrre anche previsioni a breve termine, affiancare in un arco temporale molto stretto stime preliminari riferite ad un periodo appena passato a proiezioni relative al trimestre immediatamente successivo, entrambe percepite come statistica ufficiale, può determinare incertezza negli utilizzatori non professionali ed alimentare interpretazioni non corrette nei media. La sessione vuole contribuire al dibattito offrendo una chiara esposizione della terminologia e delle tecniche utilizzate dalla statistica ufficiale e arricchendo la discussione con un'attenzione specifica alle implicazioni che questi sviluppi hanno per gli utilizzatori.

La narrazione della congiuntura
Chair: Roberto Golinelli, Università di Bologna
Interventi:
Nowcasting e flash estimates
Gianluigi Mazzi, Eurostat
Il rilascio del Pil a t+30
Filippo Moauro, Istat
Misurare l'incertezza
Fabio Bacchini – Alessandro Girardi, Istat
Comunicare l'incertezza
Davide Colombo, "Il Sole 24 Ore"

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Negli ultimi tempi ci stiamo avvicinando ad una fase di più matura consapevolezza riguardo ai potenziali vantaggi derivanti dall'utilizzo degli Open Data. Si sta cominciando a fare più attenzione alla qualità dei dati rilasciati e questo, assieme ad una cultura del dato sempre più diffusa, diventa il presupposto per la nascita di casi di riuso sempre più interessanti.

I dati aperti stanno quindi cominciando a contribuire in modo fondamentale alla nascita di idee e progetti, diventando servizi veri e nuove opportunità per i cittadini, per le imprese eper le stesse pubbliche amministrazioni.

I vantaggi dall'uso degli Open Data
Chair: Vincenzo Patruno, Istat
Interventi:
Il portale Linked Open Data dell’Istat
Stefano De Francisci, Istat
Il progetto Confiscatibene2.0 - I dati dei beni confiscati
Leonardo Ferrante, Associazione "Libera"
Open Data satellitari per la conoscenza del territorio
Massimo Zotti, Planetek Italia
Aumentare la ricercabilità dei dati per un (ri)uso più efficace: il ruolo dei cataloghi nell’ambito delle strategie italiane ed europee sull’interoperabilità semantica
Antonio Rotundo, Agenzia per l’Italia Digitale – AgID
Open Data, monitoraggio civico e Data Journalism nelle scuole italiane
Gianmarco Guazzo, Progetto "A Scuola di Open Coesione" – ASOC

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Lo studio del benessere sociale, economico e ambientale dei territori è un fertile terreno di incontro tra domanda di conoscenzae offerta di informazione statistica. La qualità della vita si determina soprattutto nei territori e la governance territoriale si configura sempre più come un sistema multilivello, che richiede informazioni imparziali e condivise per orientare il confronto tra gli attori in gioco e dal quale partire per elaborare decisioni e valutazioni.

A fronte della crescente attenzione di cittadini, stakeholders e utenti istituzionali sul tema, l'offerta di informazione statistica si confronta con due sfide. La prima è data dalla necessità di produrre informazionidi adeguata qualità a costi sostenibili. La seconda consiste nel dover gestire il trade-off tra la multidimensionalità e granularità delle analisi e la necessità di ricondurre a sintesi le specificità locali entro un quadro più ampio e confrontabile a vari livelli.

Nella sessione, ricercatori e amministratori locali discutono i risultati di alcune esperienze innovative in atto, con l'obiettivo di far emergere best practicesed evidenziare gap informativi in un'ottica di sviluppo delle statistiche che l'Istat e il Sistan sono chiamati a produrre per la collettività.

Benessere e territorio: esperienze di misura utili per la programmazione
Chair: Pasquale De Muro, Università degli studi Roma Tre
Interventi:
Valutare il benessere dei territori: riflessioni sul livello provinciale
Stefania Taralli, Istat
Indici compositi per la misurazione del benessere nei comuni. Il caso studio della Basilicata
Antonella Bianchino – Salvatore Cariello – Flora Fullone – Matteo Mazziotta, Istat
La programmazione strategica in un Comune: dagli indicatori di benessere al Documento Unico di Programmazione
Fabio Fiorillo, Assessore al Bilancio del Comune di Ancona
La programmazione territoriale e la promozione del benessere nei territori, il ruolo dell'Ente di area vasta
Nicola Valluzzi, Presidente della Provincia di Potenza

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La modernizzazione della diffusione dell'informazione statistica passa attraverso diversi fattori come l'industrializzazione della catena dell'output statistico, la realizzazione di infrastrutture riutilizzabili e lo sviluppo di servizi client-oriented. L'offerta di applicazioni, 'servizi' direttamente incorporati ai dati, accresce oltretutto il valore dei dati stessi e amplia la platea degli utenti e l'uso della statistica.

All'interno di ciò resta centrale il rapporto interattivo tra produttore e fruitore dell'informazione. Un contributo essenziale in questa direzione arriva dalle Commissioni degli utenti dell'informazione statistica dei singoli INS e da quella di Eurostat.

Vengono ascoltate e descritte le esigenze degli utenti italiani ed europei, anche nella prospettiva di conoscere i potenziali utilizzatori e riorientare l'offerta dell'informazione prodotta.

Dalla parte degli utenti
Chair:Patrizia Cacioli, Istat
Interventi:
Users of statistics: who are they and what do they need?
Ineke Stoop, European Statistical Advisory Committee (ESAC)
La collaborazione con gli stakeholders: quello che ci ha insegnato l'esperienza della CUIS
Ernesto Belisario, Presidente Associazione Italiana per l'Open Government
I nostri utenti futuri
Luca Tremolada, "Il Sole 24 Ore"
Quanto conteranno i numeri nei prossimi anni
Gianluca De Martino, Dataninja

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La statistica ufficiale si sta indirizzando sempre più verso un significativo percorso di modernizzazione dei propri processi di produzione, a livello nazionale e internazionale. Ciò anche grazie alle opportunità offerte dall'utilizzo di nuove fonti per la statistica ufficiale quali i Big data, da integrare e combinare con le fonti tradizionali delle indagini e degli archivi amministravi, e al sempre più diffuso orientamento verso la costruzione di registri di dati elementari integrati.

È sufficiente, per fronteggiare e sostenere questa profonda innovazione anche sul versante della tutela della riservatezza, adattare i principi e le regole della privacy riferiti al trattamento di dati tradizionali all’interno di una nuova visione che sfrutti le opportunità e limiti i rischi delle nuove fonti? O si rende necessario un adeguamento del quadro normativo? Quali sono i vincoli all'adozione di un approccio di tipo Privacy-by-design in relazione alle caratteristiche che queste nuove fonti presentano?

La sessione propone contributi sulle problematiche giuridiche, metodologiche, tecniche ed organizzative che hanno maggior impatto sul trattamento di dati elementari di nuova generazione.

Big Data, archivi amministrativi, registri integrati. Una nuova visione della privacy?
Chair: Nicola Torelli, Università di Trieste
Interventi:
Big Data e archivi dell'Amministrazione finanziaria: metodologie innovative di analisi e integrazione, potenzialità e limiti
Maria Teresa Monteduro, Ministero dell'Economia e delle Finanze
L'integrazione di basi di dati per la statistica pubblica: opportunità per la conoscenza e per l'efficienza e garanzie per la privacy
Giuseppe Garofalo – Maria Rosaria Simeone, Istat
Il trattamento della privacy nella gestione dei Big Data: le soluzioni tecniche
Monica Scannapieco, Istat
Il trattamento della privacy nella gestione dei Big Data: gli aspetti giuridici
Fernanda Faini, Regione Toscana

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La crescente rilevanza dei fattori organizzativi per la competitività delle imprese, che includono la scelta della configurazione aziendale più idonea e la capacità manageriale di progettare e rendere sostenibili strategie complesse, sembrano aver determinato un sostanziale superamento del tradizionale dibattito sul nanismo dimensionale delle imprese italiane.

Tuttavia, ciò ha evidenziato un problema di misurazione statistica della struttura delle imprese: come misurare la complessità organizzativa e la capacità manageriale delle stesse? I tradizionali criteri di classificazione e di rilevazione adottati dalla statistica ufficiali risultano infatti idonei per indagini su ampia scala, ma sono solo parzialmente efficaci per rilevare fenomeni particolarmente complessi, quali l’analisi dell’organizzazione e dei processi aziendali.

I risultati di nuove rilevazioni Istat realizzate con interviste dirette sul campo al management aziendale consentono di valutare i profili organizzativi e manageriali dei grandi gruppi italiani anche in relazione alla loro performance economica e propensione alla crescita, fornendo ulteriori, nuovi elementi di valutazione del grado di competitività del nostro sistema produttivo.

La complessità organizzativa e le capacità manageriali nelle grandi imprese italiane
Chair:Paolo Bricco, "Il Sole 24 Ore"
Interventi:
Profili organizzativi e manageriali del sistema imprese
Stefano Menghinello, Istat
Il punto di vista degli analisti
Fabrizio Guelpa, Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo
La pianificazione fiscale internazionale e la complessità organizzativa delle multinazionali
Paolo Acciari, Ministero dell’Economia e delle Finanze
Spunti di analisi economica
Raffaella Cagliano, Politecnico di Milano

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BetOnMath: un progetto di Matematica Civile
Nicola Parolini, Politecnico di Milano
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La statistica corre sulle parole
Daniela Cocchi, Università di Bologna
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La rete territoriale Istat, in collaborazione con le Forze dell'Ordine locali e coordinata dalla sede territoriale della Campania, ha realizzato le analisi a livello regionale sul fenomeno dell'incidentalità, i cui risultati sono stati riportati nelle Statistiche Focus Istat e presentati poi al pubblico assieme alle citate Forze dell'Ordine.

I dati presentati in tali occasioni sotto forma di grafici geografici hanno riscontrato interesse diffuso, al quale ha fatto seguito la realizzazione di laboratori GIS, curati dall'Ufficio Territoriale Istat per il Veneto. Questi laboratori hanno evidenziato l'importanza della qualità del dato alla fonte e le potenzialità delle visualizzazioni dinamiche dei microdati georeferiti come strumento a servizio della programmazione delle politiche di intervento.
Si presentano le esperienze in collaborazione con le istituzioni coinvolte e un laboratorio.

Dal macro al micro: focus regionali sugli incidenti stradali e laboratorio per l'analisi dei dati con strumenti GIS
Interventi:
I Focus territoriali sull’incidentalità stradale
Angela Digrandi, Istat
Georeferire e rappresentare su mappa i dati sugli incidenti: potenzialità per l’analisi del fenomeno e per la programmazione degli interventi
Rita Camporese, Istat
Mappare gli incidenti: le potenzialità della georeferenziazione a servizio delle politiche locali
Luigi Altamura, Comandante della Polizia Locale del Comune di Verona

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Lo sviluppo delle capacità di calcolo statistico tra i ragazzi rappresenta uno degli obiettivi che il sistema scolastico nazionale deve garantire in conformità a quanto previsto dai programmi ministeriali.

L'intervento nasce dalla consapevolezza che le nuove esigenze formative, legate a fornire strumenti utili per la piena espressione della cittadinanza, funzionano meglio quando applicate a fenomeni di grande interesse e impatto sulla vita quotidiana dei destinatari. Su progetto dell'Ufficio territoriale Istat per il Lazio destinato alle scuole secondarie di secondo grado e in collaborazione con le scuole aderenti, sono stati realizzati laboratori di numeracy aventi a oggetto l'uso di Internet e il fenomeno del cyberbullismo.

Nelle ore di laboratorio i ragazzi hanno realizzato un'indagine di fonte diretta presso le loro scuole, hanno elaborato i risultati e prodotto e presentato al pubblico un rapporto di ricerca sui primi risultati dell'indagine. Alcuni momenti del laboratorio sono stati condivisi con gli specialisti del MIUR che da alcuni anni coordinano l'advisory board – al quale anche l'Istat partecipa – per la promozione della sicurezza in rete rivolta ai ragazzi delle scuole italiane (anche in ottemperanza alle indicazioni della Commissione Europea).

Ciò ha consentito di migliorare la capacità interpretativa dei risultati numerici ottenuti, rappresentando pertanto un valore aggiunto di carattere sostanziale.

La numeracy nelle scuole secondarie applicata al fenomeno del cyberbullismo
Interventi:
La numeracy applicata a un fenomeno di attualità: il progetto
Paola Francesca Cortese, Istat
I giovani e i Social Media. Le attività del MIUR per la prevenzione del fenomeno del cyberbullismo
Francesca Romana Di Febo, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
La valenza formativa e tecnica nel sostegno alla numeracy: due esperienze
Livia Brienza, Dirigente scolastico Istituto Comprensivo "Salvini" di Roma
Fabio Tassoni, Docente Liceo scientifico "Talete" di Roma
Competenze tecniche e interpretative acquisite nella elaborazione dei microdati
Matteo Pelliccione, Studente Liceo scientifico "Talete" di Roma

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Durante l'intervento viene descritto il progetto che, con la supervisione scientifica dell'Istat, ha visto un gruppo di studenti (udenti e non) dell'IIS Leonardo da Vinci di Roma avvicinarsi ai concetti statistici di base e inventare segni per definirli nella LIS, Lingua dei segni. Gli studenti hanno poi elaborato alcuni storyboard e girato dei video con i mezzi a loro disposizione.

Un vocabolario statistico nella lingua dei segni (LIS)
Interventi:
Emanuela De Marco, Docente Istituto d'Istruzione Superiore "Leonardo da Vinci" di Roma
Irene de Angelis Curtis, Dirigente scolastico Istituto d'Istruzione Superiore "Leonardo da Vinci" di Roma

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I risultati dell'indagine PISA, e le stesse prove INVALSI, continuano a mostrare che gli studenti italiani sono in difficoltà con il linguaggio matematico quando descrivono e analizzano problemi della vita reale. Una delle cause appare legata al fatto che i suoi concetti sono veicolati attraverso metodologie tradizionali che puntano su dinamiche trasmissive piuttosto che su approcci esperienziali. Gli studenti, pertanto, faticano ad applicare le conoscenze apprese a scuola in contesti meno strutturati in cui devono decidere quali sono le competenze pertinenti e come applicarle.

La sessione 'Learning Statistics and Science by Making a Virtual Place' presenta un approccio didattico per studenti del secondo ciclo dell'istruzione primaria fondato sulla soluzione dei problemi connessi all'esporre, in una realtà virtuale, concetti e ragionamenti scientifici e di renderli espliciti ed efficaci sul piano della comunicazione, utilizzando gli strumenti disponibili di programmazione e di costruzione del mondo virtuale.

Imparare spiegando. Scienza, statistica e mondi virtuali
Michelina Occhioni, Istituto Comprensivo di San Cesario (LE)

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Big Data. Metodi statistici per la società della conoscenza
Tavola rotonda
Moderatore: Fiorenza Deriu, Sapienza Università di Roma
Partecipanti:
Umberto Ferraro Petrillo, Sapienza Università di Roma
Maurizio Vichi, Sapienza Università di Roma
Agostino Di Ciaccio, Sapienza Università di Roma
Susanna Levantesi, Sapienza Università di Roma
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I relatori raccontano come si sia progettata e realizzata l'esperienza pilota tra Istat e IIS Leonardo da Vinci di Roma sulla base di una lettera di intenti che ha visto l'Istat come ente tutor, ai sensi della recente normativa (legge 107/2015) che ha stabilito l'obbligatorietà di un monte ore da dedicare ad attività che facilitino l'inserimento successivo dei giovani nel mondo del lavoro.

Partecipa alla sessione il Direttore Generale dell'Ufficio scolastico regionale per il Lazio.

Un’esperienza pilota per l'alternanza scuola-lavoro
Interventi:
Emanuela De Marco, Istituto d'Istruzione Superiore "Leonardo da Vinci" di Roma
Giuseppina Paternesi, Istituto d'Istruzione Superiore "Leonardo da Vinci" di Roma
Gildo De Angelis, Direttore Generale Ufficio scolastico regionale per il Lazio

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Lo sviluppo delle capacità di calcolo statistico tra i bambini rappresenta uno degli obiettivi che il sistema scolastico nazionale deve garantire in conformità a quanto previsto dai programmi ministeriali. Il filo rosso degli interventi che si presentano è l'idea che il trasferimento di queste competenze come mero adempimento scolastico possa non essere sufficiente a sviluppare le capacità di numeracy.

In alternativa, si propone un approccio che parte dall'esperienza (saper fare) per ricondurre l'intervento pedagogico alla teoria (il sapere).

Soprattutto nelle scuole primarie – dove l'età evolutiva dei discenti non sempre garantisce la comprensione dei 'discorsi' teorici – si ritiene più opportuno un approccio che si basi sull'esperienza per dare senso ai numeri, perché in grado di creare un terreno più fertile per la comprensione e la memorizzazione delle tecniche.

Si presentano alcune rilevanti esperienze di laboratori didattici di statistica nelle scuole primarie realizzate da Istat e scuole in collaborazione

Il sostegno alla numeracy nelle scuole primarie: esperienze di collaborazione interistituzionale
Interventi:
Il progetto “Disegni di indagine”
Roberta Panaccione, Istat
Un valore aggiunto per il sistema scolastico
Riccardo Agresti, Dirigente scolastico Istituto Comprensivo “Corrado Melone”
I laboratori numeracy per i bambini
Giovanna Soattini, Istituto Comprensivo “Rovigo 2”
Susi Osti, Istat
La statistica nella scuola primaria
Maria Pia Perelli, Centro ricerche didattiche Ugo Morin, Paderno del Grappa (TV)

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Per capire il nuovo calcio bisogna dare i numeri
Interventi
Per capire il nuovo calcio bisogna dare i numeri
Xavier Jacobelli, Direttore editoriale del “Corriere dello Sport”
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I risultati dell'indagine PISA, e le stesse prove INVALSI, continuano a mostrare che gli studenti italiani sono in difficoltà con il linguaggio matematico quando descrivono e analizzano problemi della vita reale. Una delle cause appare legata al fatto che i suoi concetti sono veicolati attraverso metodologie tradizionali che puntano su dinamiche trasmissive piuttosto che su approcci esperienziali. Gli studenti, pertanto, faticano ad applicare le conoscenze apprese a scuola in contesti meno strutturati in cui devono decidere le competenze pertinenti e come applicarle. La sessione 'Learning Data by Processing Data' presenta due approcci didattici fatti in percorsi di istruzione primaria e secondaria di secondo grado.

Il primo mostra come il problem solving e la sua esplicitazione nel codice di programmazione (coding), necessario a far compiere determinate azioni ai robot disponibili per la didattica, si riveli, per la prima scolarizzazione, uno degli strumenti più efficaci a far acquisire la grammatica di base del linguaggio matematico.

Il secondo sintetizza, in un vademecum da continuare a costruire, sviluppare e modificare in ambiente wiki con l'esperienza didattica degli insegnanti, i risultati a cui si è pervenuti in due sperimentazioni che hanno analizzato files di microdati prodotti dalla statistica pubblica (Public Use Files, Istat; PISA Survey, OCSE), ponendosi il problema della statistica come strumento necessario a sintetizzare e a rendere comprensibile l'informazione ivi contenuta.

Imparare i dati elaborandoli
Interventi:
Robotica e numeracy. Un approccio per il primo ciclo della scuola primaria
Patrizia Rossini, Dirigente scolastico Istituto Comprensivo “Japigia 1 Verga”
Elaborare dati. Un vademecum didattico in wiki
Antonella Rotondo – Monica Carbonara, Istat

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La formazione e l'aggiornamento professionale continuo degli operatori del Sistan è il fattore cruciale per garantire al Paese e agli organismi internazionali un'informazione statistica di qualità. Le nuove funzioni prefigurate dal processo di modernizzazione dell'Istat, che necessariamente deve coinvolgere in un circolo virtuoso tutto il sistema della statistica ufficiale, richiedono, infatti, professionalità in grado di rispondere alla sfida che il mercato dell'informazione lancia alla statistica ufficiale. Nuovi strumenti tecnologici e modalità di erogazione innovative consentono di ridurre i costi generali delle iniziative formative e, al tempo stesso, di ampliare la platea dei fruitori nei diversi ambiti settoriali, centrali e locali.

La disseminazione e il consolidamento della numeracy nelle giovani generazioni passa anche attraverso il loro coinvolgimento in attività di rilevazioni sul campo nell'ambito dei progetti di alternanza scuola-lavoro.
Nella sessione le esperienze realizzate dall'Istat e dall'Ufficio statistica del Comune di Terni si confrontano con le esigenze formative e le prospettive di sviluppo della cultura statistica espresse dal progetto della Provincia di Catanzaro.

Esperienze e prospettive di formazione in ambito statistico
Interventi:
L'aula corsi virtuali: aspetti tecnici e utilizzo sul territorio
Antonella Bianchino – Mario Magarò – Antonio Ludovico Ottaiano, Istat
La statistica è utile per conoscere
Simona Coccetta, Comune di Terni, USCI-ANCI
L'Ente di Area vasta a supporto della funzione statistica dei comuni
Vincenzo Prenestini, Provincia di Catanzaro

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Lo sviluppo del Progetto Urbes si è snodato attraverso la produzione di due Rapporti (2013 e 2015), con un crescente numero di comuni coinvolti (da 15 a 29) e di indicatori (da 25 a 64). I Rapporti, realizzati con il coordinamento dell'Istat, sono incentrati prevalentemente sui report personalizzati predisposti per ogni comune partecipante. Il significativo apporto dei comuni , realizzato nella maggior parte dei casi dagli uffici di statistica, ha riguardato in particolare la costruzione/condivisione del set informativo, il commento dei dati, più alcuni contributi originali proposti dai singoli enti: in termini di indicatori aggiuntivi ricavati dal proprio patrimonio informativo nel Rapporto 2013, di focus tematici attinenti a misure del benessere e politiche urbane in quello 2015. Ai comuni è spettata inoltre la diffusione a livello locale, realizzata attraverso pagine web dedicate ed eventi di presentazione.

Il confronto vuole mettere a fuoco il tema della valorizzazione degli output del progetto, che trae la propria ispirazione dall'intendimento condiviso di mettere a disposizione delle comunità locali (cittadini e amministratori) uno strumento di conoscenza dello stato del benessere, utile anche per la programmazione, rendicontazione e valutazione delle politiche urbane. A tale proposito, verranno prese in esame le buone pratiche e le potenzialità, anche per ricavare orientamenti per l'impostazione di nuovi sviluppi nella misurazione del benessere urbano.

Progetto UrBes: prospettive di valorizzazione nelle comunità locali
Interventi:
Strumenti statistici a supporto delle agende urbane: il contributo del progetto UrBes
Marco Ricci – Adolfo Morrone, Istat
UrBes spiegato agli amministratori: l'esperienza pratese
Ester Macrì, Comune di Prato, USCI-ANCI

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Potenzialità delle estrazioni di dati dagli archivi amministrativi
Interventi:
Collezione campionaria di dati estratti dalle dichiarazioni Irpef e analisi redistributive
Paolo Acciari, Ministero dell'Economia e delle Finanze
Integrazione dei dati e valutazione delle policy
Marco Di Marco, Istat
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La statistica ufficiale si confronta con un calo delle risorse e con una crescente richiesta di informazioni statistiche necessarie per analizzare i cambiamenti sociali ed economici. È necessario adottare buone pratiche per ottimizzare lo sforzo collettivo di sviluppo dell'informazione statistica.

Negli ultimi anni Istat ha investito nella sperimentazione di metodologie didattiche innovative, con l'obiettivo di costruire ambienti di apprendimento che facilitino la circolazione delle conoscenze attraverso un uso integrato di strumenti "tradizionali" e risorse Technology Enhanced Learning. Per questo è stata realizzata la piattaforma per la formazione statistica e sono state sperimentate alcune metodologie didattiche innovative. La piattaforma è l'architettura che ospita tali iniziative rendendo disponibili diverse opportunità conoscitive integrate tra di loro e finalizzate alla crescita professionale e allo sviluppo continuo delle conoscenze e della cultura statistica.

Gli sforzi del Comune di Firenze di dotarsi di un ufficio statistico per supportare l'azione dei decisori hanno portato al riconoscimento dell’Istat che ha certificato come il tirocinio svolto nell’UCS di Firenze nell’ambito del Curriculum universitario sulla Statistica Ufficiale (riconosciuto EMOS), sia equiparato a quello svolto presso Istat. Questa riconoscimento è frutto di un percorso nel quale è stata fondamentale la certificazione ISO 9001, ottenuta adottando i principi di gestione per la qualità.

Due esperienze innovative sulla formazione e sulla certificazione di qualità a confronto
Interventi:
La formazione e-learning e blended-learning in Istat attraverso la piattaforma per la formazione statistica
Tiziana Carrino, Istat
La certificazione di qualità ISO 9001 e il riconoscimento dell'European Master of Official Statistics
Gianni Dugheri, Comune di Firenze, USCI-ANCI

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La costruzione di piattaforme statistiche progettate per misurare fenomeni socio-economici complessi aventi riferimento territoriale e la realizzazione di strumenti innovativi di comunicazione e rappresentazione del dato statistico sono pratiche che consentono, in primo luogo, di supportare le attività di programmazione integrata delle amministrazioni regionali e, più in generale, di facilitare l'analisi delle caratteristiche socio-demografiche, ambientali ed economiche delle Regioni e della loro collocazione nel contesto europeo.

100% Lombardia è una piattaforma multitematica di indicatori statistici a scala comunale progettata e realizzata congiuntamente da Éupolis Lombardia e dal CERST dell'Università Carlo Cattaneo - LIUC. La piattaforma -che comprende 161 indicatori per 1531 comuni, per 6-12 anni di sequenza temporale- consente a tutti i portatori di interesse di ottenere informazioni sui Comuni lombardi e costituisce un prezioso strumento di supporto per le attività di programmazione integrata dello sviluppo territoriale.

Il Factbook offre dati statistici affidabili e confrontabili sulle caratteristiche socio-demografiche, economiche e strutturali dell'Emilia-Romagna, con innovativi strumenti interattivi di visualizzazione grafica. Caratteristica distintiva del Factbook è il confronto interregionale: tutti gli indicatori sono rilevati a livello di NUTS2 europee e sono di fonte Eurostat. Il Factbook ha un orientamento multidimensionale e si articola in sei ambiti tematici e 47 indicatori, fra i quali quelli della Strategia UE2020.

Indicatori per la programmazione e la valutazione
Interventi:
100% Lombardia
Massimiliano Serati, LIUC - Università Cattaneo; Antonio Lentini, Éupolis Lombardia, Cisis
Il nuovo Factbook dell'Emilia-Romagna
Serena Cesetti, Regione Emilia-Romagna, Cisis

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"Un Sistema Informativo di diffusione standardizzato ed industrializzato che, implementando l'interoperabilità semantica guidata dai metadati, permette all'utente un accesso facilitato e semplificato per ricercare, presentare e visualizzare informazione statistica integrata di qualità, basato su dati ovunque distribuiti, favorendo il percorso verso l'open data cosi come dettato dall'Agenda Digitale".

Questa è l'idea dell'Hub della statistica pubblica che, secondo i principi del Code of Practice Europeo e del Codice Italiano delle statistiche ufficiali, garantirà la progressiva armonizzazione dei dati, la loro comparabilità ed integrazione nonché l'adeguata tempestività e facilità di reperimento.

Un data warehouse distribuito in cui i dati statistici continueranno a risiedere nei data base degli Enti che li producono, venendo però governati, armonizzati e condivisi attraverso lo standard internazionale SDMX, sviluppato ed adottato da tutti i più importanti organismi internazionali per lo scambio di dati e metadati.

L'Hub nazionale della statistica pubblica per diffondere dati e metadati armonizzati
Interventi:
Introduzione al progetto Sistan Hub e stato dell'arte
Francesco Rizzo – Francesca Abate, Istat
L'esperienza degli enti nella fase prototipale
Antonio Lentini, Éupolis Lombardia; Anna Maria Zerboni, Unioncamere Lombardia
L'esperienza dell'Inps
Natalia Orrù – Giulio Mattioni, Inps

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Diverse sono le possibilità di misurare la soddisfazione del cittadino.

Sui servizi divisibili conviene partire da liste di utenti raccolte in occasione della fruizione del servizio.

Sui servizi indivisibili bisogna invece rivolgersi alla intera popolazione; quest'ultimo aspetto peraltro non può prescindere dal clima di fiducia dei cittadini verso le varie istituzioni ed anche verso i soggetti che ne fanno parte. Inoltre, anche sui servizi divisibili, può esser data al cittadino la possibilità di valutare un servizio di cui non ha usufruito in quanto contribuente. Partendo da questo paradigma si giunge ad un'analisi che è più di citizen-satisfaction che di customer-satisfaction.

La serie di indagini realizzate dal Comune di Firenze parte dall'approccio "customer". La Customer Satisfaction è una fonte informativa che può orientare il sistema di programmazione e controllo dell'Ente. Nei modelli gestionali delineati dalle norme ISO 9001 la soddisfazione dei cittadini è considerata un elemento centrale di un sistema gestionale "virtuoso".

Il Comune di Firenze ha previsto nel suo Regolamento sui controlli interni gli strumenti attraverso i quali viene esercitato il controllo di qualità: le carte dei servizi; le certificazioni di qualità; le attività di benchmarking; le indagini di customer satisfaction: gli indicatori di qualità; la gestione dei reclami e delle segnalazioni effettuate dai cittadini.

Le indagini di customer satisfaction sono quindi state formalmente individuate come uno strumento nel sistema dei controlli interni dell'ente. Sono diversi i servizi che hanno voluto misurare la soddisfazione dei propri utenti attraverso questo strumento. Tra i più significativi esempi ci sono: le rilevazioni sul gradimento dei servizi demografici e della polizia municipale dei quali si dispongono serie storiche che permettono di apprezzare anche alcune tendenze; le rilevazioni sul gradimento del servizio di Contact center;la rilevazione sul gradimento dei servizi online offerti dal Comune; le rilevazione sui servizi scolastici 0-3 anni e 4-6 anni; La raccolta dati viene effettuata con questionari somministrati telefonicamente (tecnica Cati) o via web (Cawi).

L'indagine realizzata dalla Provincia Autonoma di Bolzano parte dall'approccio "citizen" e intende sondare il rapporto tra Istituzioni e Servizi pubblici da parte della popolazione altoatesina, passando progressivamente dalla fiducia alla soddisfazione generica fino alla soddisfazione più puntuale relativa alla fruizione "concreta" dei servizi negli ultimi tre anni. Si cerca in questo modo di coprire l'intera gamma della soddisfazione dalla "citizen-satisfaction" alla "customer-satisfaction".

Dai risultati emerge un livello di fiducia mediamente basso, benché permangano differenze tra le istituzioni locali e le istituzioni più "lontane". I livelli di soddisfazione sono più elevati di quelli della fiducia. Tra i motivi dell'insoddisfazione spicca la critica alla macchinosità e alla lentezza del servizio. I cittadini inoltre si sentono poco coinvolti nelle decisioni prese dalla politica.

La somministrazione dell'indagine è avvenuta "mixed-mode" CAWI-CATI: ciò ha permesso, oltre alla sostanziale eliminazione dei costi, di evitare il doppio stadio di estrazione (comune-individuo) col relativo miglioramento degli stimatori in termini di design-effect. Il questionario online inoltre non ha previsto la mancata risposta parziale: ciò ha permesso l'eliminazione della fase di correzione e imputazione, rendendo così i dati immediatamente analizzabili a indagine conclusa. Infine: il campionamento è probabilistico, il tasso di risposta adeguato ed il numero di risposte proxy è tenuto sotto controllo.

Indagini campionarie sulla soddisfazione dei cittadini nei confronti dei servizi pubblici
Interventi:
La soddisfazione dei cittadini per i servizi pubblici nella Provincia di Bolzano
Stefano Lombardo, Provincia autonoma di Bolzano, Cisis
Le rilevazioni di gradimento dei servizi comunali e il sistema dei controlli interni al Comune di Firenze
Gianni Dugheri, Comune di Firenze, USCI-ANCI

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Il Progetto Archimede, sviluppato dall'Istat di concerto con il SISTAN, ha l’obiettivo di ampliare l’offerta informativa del SISTAN mediante la produzione di collezioni di dati elementari, ottenuti dall'integrazione di archivi amministrativi, utili alla programmazione territoriale e settoriale e alla valutazione delle politiche pubbliche anche a livello regionale e locale, in un'ottica di riduzione dei costi e del fastidio statistico.

Le Regioni, attraverso il coordinamento del CISIS, compartecipano allo sviluppo dei vari temi del progetto Archimede e stanno attualmente collaborando con Istat alla progettazione e costruzione della base dati "Percorsi di istruzione, formazione, abbandono e inserimento lavorativo" dei giovani di età 14-29 anni, residenti in Italia o non residenti ma con segnali di studio e/o lavoro in Italia.
Nel 2015 è stata realizzata una prima sperimentazione del progetto con l'integrazione delle basi dati della Regione Emilia-Romagna che ha permesso di valutare i contenuti informativi disponibili presso le Regioni e promuovere l'omogeneità di lavoro sulle basi dati regionali. La sperimentazione ha portato alla condivisione con altre Regioni compartecipanti di tracciati record e classificazioni comuni dei dati regionali da integrare con la base dati nazionale. Nel 2016 è in corso una sperimentazione multi regione che permetterà di sviluppare analisi comparate fra le realtà regionali. I primi risultati riguardano l'Emilia-Romagna e la Lombardia.

A seguito della Legge Del Rio alle Province/Enti di area vasta sono attribuite importanti funzioni di supporto alle attività di programmazione, gestione e valutazione svolte dai Comuni. Le Province di Lucca, Pesaro-Urbino, Bologna, Belluno e Rovigo hanno partecipato ad ARCHIMEDE per sviluppare nuovi strumenti per rispondere alle proprie funzioni istituzionali e hanno svolto attività di produzione di indicatori e di modelli di analisi dei fenomeni di pendolarismo quotidiano per motivi di studio e lavoro. I modelli in oggetto possono costituire un valido supporto alle attività di predisposizione del piano di traffico e di programmazione delle reti di trasporto degli enti locali e consentono inoltre di aprire uno squarcio sui processi di trasformazione del tessuto economico e sociale - legati, ad esempio all'immigrazione- che depositano una traccia consistente in termini di trasformazione dei flussi di mobilità.

Progetto Archimede: utilizzo di fonti amministrative integrate
Interventi:
Il Progetto Archimede. Le potenzialità per le analisi territoriali
Roberta Vivio, Istat
Percorsi di istruzione, formazione, abbandono e inserimento lavorativo. Sperimentazione di integrazione delle fonti regionali
Annalisa Laghi, Regione Emilia-Romagna; Romina Filippini, Istat; Vincenzo Ricciari, Éupolis Lombardia, Cisis
L'esperienza del progetto Archimede nelle Province
Lorenzo Maraviglia, Provincia di Lucca, CUSPI-UPI

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Nel mese di marzo 2016 gli Uffici di Statistica di Roma Capitale e della Città metropolitana di Roma Capitale hanno siglato un Accordo operativo per la realizzazione del primo Rapporto Statistico sull'area romana. La decisione di avviare, per la prima volta, questa importante forma di collaborazione scaturisce dalla considerazione, condivisa da entrambi gli Uffici, che in questo momento di estrema vivacità politica istituzionale l'apporto della statistica può essere essenziale per orientare il processo di cambiamento. Tutto ciò senza cedere alla tentazione di soluzioni semplicistiche ma fornendo a tutti coloro che dovranno prendere decisioni importanti per il territorio romano (non solo i politici), un quadro oggettivo e indipendente dei vincoli e delle potenzialità, idoneo a fotografare tempestivamente la realtà sociale, economica, ambientale e amministrativa.

L'Ufficio di statistica di Roma Capitale e l'Ufficio di Statistica della Città metropolitana di Roma Capitale dispongono di una specifica competenza statistica maturata sia nell'ambito di iniziative incluse nel Piano Statistico Nazionale, sia realizzando esperienze di ricerca autonome per il proprio territorio di competenza, utilizzando anche dati presenti nei propri archivi amministrativi. L'accordo ha quindi l'obiettivo di realizzare il primo Rapporto sull'area romana che arrivi a una rappresentazione dei principali fenomeni demografici, economici e sociali nel minimo dettaglio territoriale, a livello di Municipio, per quello che concerne Roma Capitale, a livello di Comune dell'Area metropolitana romana per quello che concerne la Città metropolitana.

L'indice del Rapporto prevede una copertura delle seguenti aree informative:
1. Un benchmark dei principali indicatori dell'area romana e il resto del Paese e le altre aree metropolitane;
2. Un'analisi in serie storica dei principali indicatori per verificare l'andamento nel tempo dei fenomeni oggetto di studio;
3. Il minimo dettaglio territoriale possibile, almeno di comune e/o di municipio laddove possibile.

L'esperienza di Roma prefigura uno degli scenari dello sviluppo del Sistema Statistico Nazionale: infatti, pur nel rispetto delle reciproche competenze normativamente previste, all'interno dei territori si cerca di condividere le risorse e le potenzialità disponibili per fornire un servizio sempre migliore in termini di contenuti informativi e soprattutto sempre più utile a tutti gli utenti della statistica.

Il protocollo operativo tra gli Uffici di Statistica di Roma Capitale e della Città Metropolitana di Roma Capitale
Interventi:
La statistica utile. Programmazione, trasparenza e valutazione
Antonella Caprioli, Roma Capitale, USCI-ANCI
Un approccio integrato all'uso dei dati statistici e amministrativi
Teresa Ammendola, Città Metropolitana di Roma Capitale, CUSPI-UPI
La fotografia del territorio romano, tra crisi e opportunità
Paola Carrozzi, Città Metropolitana di Roma Capitale; Clementina Villani, Roma Capitale
La città storica
Omero Noci, Roma Capitale

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La rilevazione dei movimenti pendolari extraurbani è particolarmente rilevante per le Regioni, che devono orientare le politiche di trasporto pubblico e mobilità sostenibile. Poiché questi movimenti sono molto numerosi e variegati, è fondamentale avere strumenti di visualizzazione che ne facilitino l'analisi.

La Regione Emilia-Romagna ha predisposto a partire dai dati del Censimento 2011 delle applicazioni che consentono:
1. un'analisi uno a molti (o molti a uno), che focalizza l’attenzione sui movimenti in uscita o in entrata di un comune a scelta;
2. un'analisi molti a molti, che consente di esaminare gli spostamenti tra macro-aree.

In Umbria, definita da alcuni studiosi "città regione" per le sue caratteristiche geografiche e insediative, si sono registrati negli anni un incremento degli spostamenti per motivi di studio e di lavoro e profonde modifiche nelle preferenze di utilizzo dei mezzi di trasporto.

A partire dai dati della matrice origine/destinazione del 1981, sono stati rielaborati i movimenti pendolari in Umbria, fino al censimento 2011. Ciò ha permesso non solo una migliore definizione delle politiche regionali dei trasporti (Piano dei trasporti 2014-2024) ma anche la messa a punto di una base di analisi per l'approfondimento di fenomeni diversi come i sistemi locali del lavoro o i distretti industriali e urbani sui quali si concentrano le politiche comunitarie del ciclo 2014-2020

Strumenti per l'analisi del pendolarismo
Interventi:
Visualizzazione cartografica dei movimenti pendolari
Cristiana Baruffi, Regione Emilia-Romagna, Cisis
Pendolarismo in Umbria. Dati comunali dei censimenti dal 1981 al 2011
Marta Scettri, Regione Umbria, Cisis

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Il SIS PRO-00002 è condotto dall’Upi/Cuspi e dall’Istat e risponde agli adempimenti normativi in materia di utilizzo di fonti amministrative per la statistica ufficiale e di coordinamento della modulistica amministrativa e dei sistemi informativi.

L'obiettivo è la base di dati nazionale dei metadati degli archivi amministrativi delle Province e delle CM, per la valutazione dell’utilizzo statistico. E' un progetto "di Sistema" che raccorda gli archivi alle funzioni, fornendo la "normativa di riferimento", la "tipologia del procedimento", la "Missione" e il "Programma" secondo la specifica ARCONET e agevola gli adempimenti in materia di trasparenza, di anticorruzione, di protezione dei dati personali, di misurazione della performance, di semplificazione amministrativa, di armonizzazione dei bilanci. Le informazioni sono raccolte secondo un tracciato record unico a livello nazionale, rendendo possibile la confrontabilità tra Enti.

Il sistema DARCAP (Documentazione degli ARchivi delle Amministrazioni Pubbliche) dell'Istat raccoglie e pubblica i risultati anche di questa rilevazione; la ricerca è possibile per criteri specifici come regione, Tipo di ente titolare, Ente titolare, Missione, Programma, Tipo procedimento, oltre che per contenuti dei nomi dei "collettivi" e delle "variabili" osservati.

Attualmente in Darcap sono pubblicati i metadati di 3.440 archivi delle Province e delle Città Metropolitane. La prossima scadenza prevista per la rilevazione è il 31 dicembre 2016. DARCAP è raggiungibile dal portale del Sistan.

Il Censimento degli archivi amministrativi delle Province e delle Città Metropolitane
Interventi:
Il progetto SIS PRO 00002: l'esperienza tra il 2007 e il 2016
Cinzia Viale, Regione Veneto, CUSPI-UPI; Cinzia Evangelisti, Provincia di Pesaro e Urbino, CUSPI-UPI
Il sistema DARCAP a supporto della rilevazione SIS PRO-00002
Giovanna D'Angiolini, Istat

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L'Istat propone un quadro delle statistiche ufficiali sul turismo e del contesto internazionale in cui si collocano. Dopo un excursus sull'evoluzione delle rilevazioni sulla domanda turistica, si illustrano i cambiamenti che hanno interessato nello specifico l'indagine Viaggi e vacanze. Dal lato dell'offerta turistica, vengono presentati i risultati raggiunti in termini di maggiore qualità dei dati relativi all'indagine Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi e viene posta l'attenzione sulla loro importanza a livello territoriale.

Inoltre, si illustrano alcune prospettive future sulla possibilità di utilizzare altre fonti a integrazione di quelle tradizionali sul turismo: i mobile positioning data e la fonte amministrativa del Ministero dell'Interno.

Le Regioni Puglia ed Emilia-Romagna analizzano le soluzioni adottate per informatizzare il processo di rilevazione di dati sui flussi turistici, evidenziandone analogie e differenze. I sistemi informativi realizzati, che attingono ai dati prodotti dalle strutture ricettive durante il check-in/check-out degli ospiti, hanno permesso di ampliare la gamma dei dati raccolti (provenienza, sesso, età ed altri dati qualitativi), ridurre il disturbo statistico e aumentare il livello di informatizzazione degli operatori e delle politiche di gestione delle singole strutture regionali. Entrambi i sistemi, che condividono la metodologia, hanno la possibilità di essere modulati tempestivamente per rispondere a nuove richieste informative provenienti dalle Regioni o dal SISTAN.

Statistiche sul turismo: sistemi di rilevazione dei dati e nuove fonti d’informazione
Interventi:
Statistiche sulla domanda turistica: passato, presente e futuro
Barbara Dattilo – Mariangela Sabato, Istat
Nuovi sistemi di rilevazione dei dati sui flussi turistici. Il caso Spot in Puglia
Gabriella Belviso, Regione Puglia, Cisis
Statistiche sull’offerta turistica e territorio: criticità e potenzialità
Francesca Petrei, Istat
Il nuovo sistema informativo regionale emiliano-romagnolo per la gestione delle rilevazioni in ambito turistico
Rossella Salvi, Regione Emilia-Romagna, Cisis

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Negli ultimi anni, la crescente disponibilità di dati statistici e lo sviluppo di standard e tecnologie per il web hanno facilitato la condivisione di informazioni detenute da vari soggetti e la loro fruibilità da parte di una sempre più vasta platea di utenti. Il concetto di "linked open data" ha agevolato considerevolmente l’accesso e lo scambio di flussi di dati partendo da una specifica ontologia. Questo approccio metodologico è alla base del "Sistema Informativo sulle Professioni", un progetto ampio e articolato che, partendo dalla Classificazione delle Professioni Istat (CP2011), mette in relazione diverse Banche Dati contenenti informazioni utili alla ricostruzione del contesto socio economico che caratterizza il mercato del lavoro italiano: caratteristiche e requisiti delle professioni; fabbisogni occupazionali; offerte di lavoro.

In tale ambito, l'Inail mette a disposizione una banca dati statistica, con forte contenuto prevenzionale, su infortuni e malattie professionali. La conoscenza dei fenomeni costituisce un indispensabile strumento per orientare le politiche volte al miglioramento della qualità della vita lavorativa e alla riduzione di infortuni e malattie professionali. L’evoluzione naturale del sistema è orientata ad un "Sistema nazionale sulle professioni", ancor più dinamico, che tende ad una centralizzazione dei dati e ad una loro raccolta automatica sfruttando le potenzialità offerte dal protocollo HTTP, dal paradigma REST e dall’architettura CRUD.

Il sistema informativo sulle professioni: banche dati e automatic data collection
La Banca dati statistica delle professioni Inail per conoscere, monitorare e ridurre i rischi dei lavoratori
Adelina Brusco – Antonella Altimari – Roberto Boscioni, Inail
Datastat Hub: dal linked web data all'automatic data collection dei dati sulle professioni
Alessandro Capezzuoli – Emanuela Recchini – Sergio Vaccaro, Istat

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I principi fondamentali del Programma di Modernizzazione dell'Istat rappresentano il punto di partenza per alcune testimonianze da parte di referenti istituzionali esterni in grado di contribuire a rendere operativi i pilastri del Programma.
In particolare, l'attenzione è posta sulla valorizzazione degli archivi amministrativi e sul loro uso congiunto con le rilevazioni dell'Istituto, finalizzato alla costruzione di registri statistici, attraverso alcuni esempi concreti relativi al mercato del lavoro.

L'ultima parte della Sessione è dedicata alle modalità di coinvolgimento degli enti territoriali nel processo di cambiamento, alla centralità del ruolo delle risorse umane e alle azioni specifiche per la loro valorizzazione.

Sinergie, opportunità e criticità per lo sviluppo del Programma di Modernizzazione dell'Istat
Introduzione
Nadia Mignolli, Istat
La valorizzazione dei dati amministrativi per lo sviluppo delle politiche del lavoro
Leopoldo Mondauto, Italia Lavoro S.p.A.
Confronto tra archivi e rilevazioni nell'ambito del mercato del lavoro
Marco Centra, Isfol
Il territorio nel Programma di Modernizzazione dell'Istituto
Francesca Abate, Istat
Risorse umane e modernizzazione: anomalie e distrazioni nel change management
Onofrio Strignano, Sapienza Università di Roma
Conclusioni
Piero Demetrio Falorsi, Istat

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Gli strumenti del Programma di Modernizzazione dell'Istat
Introduzione
Silvia Bruzzone, Istat
Il modello di Business Architecture dell'Istat quale fondamento della modernizzazione
Giulio Barcaroli, Istat
L’Enterpise Architecture in Istat esperienze e prospettive di utilizzo
Roberta Radini, Istat
Il sistema dei registri come strumento di integrazione e miglioramento nella qualità dei processi statistici
Giuseppe Garofalo, Istat
Project Managment e statistica: il modello integrato di pianificazione
Silvia Losco, Istat
Conclusioni
Giuseppe Stassi, Istat
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Condivisione di esperienze rilevanti e di esempi operativi utili per la Modernizzazione con: Hungarian Central Statistical Office, Statistics Netherlands e Statistics Sweden.

Focussing on Modernisation Strategies in Europe: some NSIs' experiences
Introduzione
Roberta Pace, Università degli Studi di Bari
Building an Enterprise Architecture and further standardising the integrated metadata system
Csaba Ábry, Hungarian Central Statistical Office - HCSO/KSH
Innovation at Statistics Netherlands
Barteld Braaksma, Statistics Netherlands - CBS
Data collection methodologies and better use of administrative data sources for production of official statistics
Zoltán Vereczkei, Hungarian Central Statistical Office - HCSO/KSH
The competencies for a register based Statistical Institute
Claus-Göran Hjelm, Statistics Sweden - SCB (in collegamento video)
Conclusioni
Giulio Barcaroli, Istat

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Il percorso di modernizzazione, avviato nella Pubblica Amministrazione a livello centrale, regionale e locale, impone a tutti i manager, coinvolti a vario titolo nella definizione e implementazione dei nuovi processi e servizi, una conoscenza puntuale degli strumenti più avanzati di Project e Portfolio Management.

Tali strumenti consentono infatti di garantire l'efficacia delle soluzioni adottate e il successo nel raggiungimento degli obiettivi fissati.
L'incontro rappresenta anche un'occasione di approfondimento e di confronto su opportunità, rischi, ruoli e competenze richieste nella gestione dei progetti complessi, attraverso il contributo di esperti del settore.

Project e Portfolio Management per la modernizzazione della Pubblica Amministrazione
Introduzione
Silvia Losco, Istat
Le competenze professionali del Project Manager nella PA secondo leggi e norme nazionali
Eugenio Rambaldi, Associazione dei project manager professionisti - ASSIREP
Il Project Management come driver di efficienza nel processo di innovazione della PA
Federico Minelle, Sapienza Università di Roma
L'esperienza del piano triennale nazionale di digitalizzazione alla luce delle policy europee
Daniela Intravaia, Agenzia per l'Italia Digitale - AgID
Conclusioni
Vincenzo Lo Moro, Istat

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