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About Istat

Istituto nazionale di statistica

L’Istituto nazionale di statistica è un ente di ricerca pubblico. Presente nel Paese dal 1926, è il principale produttore di statistica ufficiale a supporto dei cittadini e dei decisori pubblici. Opera in piena autonomia e in continua interazione con il mondo accademico e scientifico.

Dal 1989 l’Istat svolge un ruolo di indirizzo, coordinamento, assistenza tecnica e formazione all’interno del Sistema statistico nazionale (Sistan). Il Sistema è stato istituito con il d. lgs. 322/1989 come modificato dal dpr 166/2010 per razionalizzare la produzione e diffusione delle informazioni e ottimizzare le risorse destinate alla statistica ufficiale.

Del Sistan fanno parte l’Istat, gli uffici di statistica centrali e periferici delle amministrazioni dello Stato, degli enti locali e territoriali, delle Camere di Commercio, di altri enti e amministrazioni pubbliche, e altri enti e organismi pubblici di informazione statistica.

Mission e Vision dell'Istituto

Mission

La missione dell’Istituto nazionale di statistica è quella di servire la collettività attraverso la produzione e la comunicazione di informazioni statistiche, analisi e previsioni di elevata qualità. Queste devono essere realizzate in piena autonomia e sulla base di rigorosi principi etico-professionali e di più avanzati standard scientifici. Lo scopo è quello di sviluppare un’approfondita conoscenza della realtà ambientale, economica e sociale dell’Italia ai diversi livelli territoriali e favorire i processi decisionali di tutti i soggetti della società (cittadini, amministratori, ecc.).

Vision

L’Istat intende essere un’amministrazione innovativa, che si impegna al servizio della collettività, valorizzando la professionalità e l’integrità del proprio personale, creando appropriate condizioni di lavoro e minimizzando il proprio impatto sull’ambiente.

L’Istat rispetta la privacy dei rispondenti, protegge la confidenzialità dei dati ricevuti e svolge le proprie attività in modo trasparente e indipendente.

L’Istat è orientato alla ricerca della massima efficacia ed efficienza nell’utilizzo delle risorse disponibili, promuove lo sviluppo del Sistan e la collaborazione con gli altri enti del Sistema Statistico Nazionale e della pubblica amministrazione, con il mondo della ricerca e con la società civile, anche allo scopo di accrescere la cultura statistica.

L’Istat fa parte del Sistema Statistico Europeo e collabora con gli altri soggetti del sistema statistico internazionale.

Gli obiettivi strategici di lungo periodo

  1. Valutare le esigenze informative attraverso un dialogo continuo con gli utenti.
  2. Produrre informazione statistica rilevante per gli utenti nazionali e internazionali secondo i più elevati standard qualitativi e rigorosi principi etico-professionali.
  3. Diffondere e comunicare in modo efficace l’informazione statistica e le analisi realizzate per favorire la conoscenza della realtà economica, sociale ed ambientale dell’Italia e migliorare i processi decisionali dei soggetti privati e delle istituzioni pubbliche.
  4. Condurre ricerche metodologiche e applicate allo scopo di migliorare i processi di produzione dell’informazione statistica e contribuire alla conoscenza della realtà economica, sociale e ambientale dell’Italia.
  5. Sviluppare il capitale umano disponibile per l'Istat e per il Sistan, migliorare la formazione statistica della pubblica amministrazione e promuovere la cultura statistica nel Paese.
  6. Accrescere l'innovazione tecnologica e l'efficienza gestionale e amministrativa dell'Istat, anche al fine di migliorare la qualità dei processi di produzione statistica e le condizioni di lavoro del personale dell'Istituto.
  7. Sviluppare il Sistema Statistico Nazionale (Sistan) per accrescere l'offerta e la qualità dell'informazione statistica fornita alla collettività e contribuire al potenziamento del Sistema Statistico Europeo.
  8. Realizzare, valorizzare ed aggiornare gli archivi statistici degli individui, delle famiglie e degli operatori economici nell'ottica del censimento continuo, potenziando l'offerta informativa a livello locale e in una prospettiva longitudinale.
  9. Completare il progetto "Stat2015" attraverso l'innovazione dei processi produttivi e dei prodotti nell’ambito di un quadro concettuale coerente e in linea con le migliori pratiche internazionali.
  10. Favorire lo sviluppo coordinato dei sistemi informativi della pubblica amministrazione e la loro utilizzazione per fini statistici, così da accrescere l’informazione disponibile, massimizzando l’integrazione delle fonti e minimizzando il carico statistico sui rispondenti.

Il programma di modernizzazione

Il programma di modernizzazione dell'Istat si pone come obiettivo principale l'arricchimento dell'offerta e della qualità delle informazioni prodotte, migliorando l'efficacia e l'efficienza dell'attività complessiva.

Darsi questo obiettivo significa essere consapevoli che le statistiche rilasciate devono essere sempre più in grado di rispondere alle trasformazioni in atto nella società e alle nuove domande informative, in un contesto in cui l'Istituto ha la responsabilità di essere produttore, ricercatore, garante della qualità della statistica ufficiale, nonché guida per l'utilizzo corretto e competente delle statistiche.

La storia

Una Divisione di statistica generale già è presente, nel 1861, presso il Ministero dell’Agricoltura. Ma nel 1926, con la legge n.1162 nasce l’Istituto centrale di statistica: si afferma l’idea della statistica come strumento di conoscenza dei fenomeni e matura la convinzione che sia importante concentrare tutte le indagini presso un unico organo indipendente.

L’Istituto s’impegna non soltanto a produrre informazione ma, fin da subito, a diffonderla: pubblica regolarmente l’Annuario statistico italiano e il Bollettino mensile di statistica. Nel 1952 ha luogo la prima indagine campionaria sulle forze di lavoro nelle province della Sicilia e nelle province di Milano, Pisa e Napoli. L’indagine diventa nazionale, a cadenza trimestrale, a partire dal 1957.

Negli anni 1966-1968 compaiono i Supplementi al Bollettino mensile di statistica, veicoli di rapida diffusione dei risultati delle principali indagini dell’Istituto; il fine è quello di facilitare l’accesso all’informazione statistica e di ampliare il pubblico degli utilizzatori. Negli stessi anni prendono l’avvio le prime indagini campionarie sui consumi delle famiglie, sulle letture, sulle vacanze. Nel 1983 le banche dati dell’Istituto aprono ufficialmente al pubblico. Nel 1986 l’Istituto viene inserito nel comparto della ricerca, ottenendo il riconoscimento dell’attività scientifica svolta.

Nel 1989 il decreto legislativo n.322 detta le norme per la costituzione del Sistema statistico nazionale, che pone l’utente al centro dell’attività di produzione statistica. L’Istat, divenuto Istituto nazionale di statistica, ha compiti di indirizzo e coordinamento dell’intera struttura. Nel 1992, secondo il dettato della legge, ha luogo la prima Conferenza nazionale di statistica che d’ora in poi, a cadenza biennale, rappresenterà un momento istituzionale d’incontro fra produttori e utilizzatori della statistica ufficiale.

Nel 1995 aprono presso gli uffici territoriali dell’Istat i Centri d’informazione statistica che assistono tutti i livelli di utenza; due anni dopo viene consentito l’accesso alle statistiche armonizzate dell’Unione europea. Nel 1996 viene ristrutturata la produzione editoriale e apre il web dell’Istituto.

Dal 1998 l’Istat elabora e diffonde, secondo scadenze e criteri stabiliti dal Trattato di Maastricht, i dati relativi agli indicatori di convergenza, necessari per valutare l’andamento dell’economia del Paese.

Nel 2000-2001 l’Istituto realizza il 5° Censimento generale dell’agricoltura, il 14° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, l’8° Censimento generale dell’industria e dei servizi. Negli stessi anni, viene dato grande impulso allo sviluppo del sito web, offrendo anche l’accesso gratuito a numerose banche dati e datawarehouse, ovvero sistemi di archiviazione e interrogazione dei dati che consentono all’utenza la realizzazione di tavole statistiche personalizzate.

Nel 2005 l’Istat pubblica una nuova versione del sito web istituzionale.

Nel 2010 l’Istat rilascia I.Stat, il datawarehouse delle statistiche prodotte dall’Istituto. I.stat offre un patrimonio informativo statistico completo e omogeneo. I dati sono organizzati per temi, presentati in tavole multidimensionali e corredati da un ampio apparato di metadati. L’accesso al datawarehouse è libero e gratuito.

Nel 2010 l’Istat partecipa alla prima Giornata Mondiale della Statistica. Promosso e organizzato dalle Nazioni Unite, l’evento ha coinvolto le istituzioni statistiche di oltre 190 Paesi e varie organizzazioni internazionali in una fitta programmazione di attività volte a rafforzare la visibilità dell’intero sistema delle statistiche ufficiali ed aumentare la fiducia del pubblico nell’informazione quantitativa.

Nel 2010 parte la nuova tornata censuaria. A cadenza decennale, i censimenti garantiscono una lettura del territorio secondo criteri uniformi e, dal momento che vengono realizzati in tutti i Paesi, consentono confronti europei e internazionali.
A ottobre 2010 prende il via il 6° censimento dell’agricoltura. A ottobre 2011 verranno realizzati il 15° censimento della popolazione e delle abitazioni e il 9° censimento dell’industria e dei servizi. Nel 2011 l’Istituto partecipa attivamente alle iniziative per la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Inoltre, il decreto 166/2010 ha segnato la nascita della Scuola superiore di statistica, che ha compiti di formazione e qualificazione professionale di dirigenti e personale dell'Istat e delle pubbliche amministrazioni. Nel 2011 confluiscono all'Istat le funzioni svolte dall'Isae, soppresso a fine 2010, mentre il sito web istituzionale viene rinnovato nell'organizzazione dei contenuti e nelle funzionalità, rendendo i dati statistici più familiari e accessibili non soltanto agli addetti ai lavori, ma anche al grande pubblico.

A partire dal 2010, l'Istat, insieme al CNEL, ha portato avanti un progetto con l'obiettivo di definire un sistema di misurazione del "Benessere Equo e Sostenibile" in Italia. L'iniziativa ha coinvolto numerosi rappresentanti delle parti sociali, della società civile ed esperti della materia al fine di selezionare i domini qualificanti il benessere nel nostro Paese e gli indicatori per rappresentarlo. Il primo rapporto BES è stato presentato presso la Camera dei Deputati l'11 marzo 2013. Il Bes ha trovato anche una declinazione su scala territoriale con la prima edizione dei due rapporti "URBes" e "Bes delle province", due approfondimenti che riguardano rispettivamente i comuni e le province italiane.

A metà 2014, nell’ambito delle iniziative di razionalizzazione delle scuole di Alta Formazione della PA operate dal governo presieduto da Matteo Renzi, la Scuola Superiore di statistica e di analisi sociali ed economiche è stata soppressa e parte delle sue funzioni sono state assorbite dalla Scuola nazionale di amministrazione (SNA).

Il bilancio

L’Istat mette a disposizione i dati relativi al proprio Bilancio preventivo e consuntivo alla pagina Amministrazione trasparente.

La performance

Alla pagina Amministrazione trasparente, l’Istat mette a disposizione i dati relativi alla performance.

Il personale di ruolo e a termine

Al 31 dicembre 2015 lavorano in Istat 2.246 persone, 34 in meno rispetto alla fine del 2014. Di questi, 1.902 sono assunti a tempo indeterminato e 344 a tempo determinato. Su 10 dipendenti, sei sono donne e quattro uomini.

Il personale è dislocato in otto sedi a Roma e in 17 sedi presenti sul territorio nazionale. La sede che raccoglie più dipendenti è quella di via Cesare Balbo a Roma, seguita da viale dell’Oceano Pacifico e da via Tuscolana, sempre a Roma. Le sedi più piccole sono quelle della Basilicata e delle Marche, entrambe con 10 dipendenti.

I dipendenti Istat prestano la loro attività secondo differenti livelli e profili professionali, come da contratto nazionale degli enti di ricerca.

grafico personale Istat

L'Istat nel Sistema statistico europeo

logo-ess

Il Sistema Statistico Europeo (ESS) è composto da Eurostat (l’ufficio statistiche dell'Unione europea), gli uffici di statistica di tutti gli Stati membri (i diversi istituti statistici nazionali) e quelli di altri enti che si occupano di statistiche europee.

Il sistema garantisce che le statistiche europee prodotte in tutti gli Stati membri dell’Unione europea siano affidabili e seguano criteri e definizioni comuni, in modo che le informazioni siano sempre comparabili tra i diversi paesi della UE (ESS Vision 2020).

Attualmente l’ESS è regolato dalla nuova legge statistica europea, approvata nel 2015 con il Regolamento (UE) 2015/759 del Parlamento europeo e del Consiglio, che modifica il Regolamento (CE) n. 223/2009 relativo alle statistiche europee.

Il nucleo dell'ESS è il Comitato del sistema statistico europeo. Vi partecipano Eurostat e i presidenti degli uffici statistici nazionali degli Stati membri e dei paesi dell’EFTA. Il Comitato offre orientamento professionale per la pianificazione, la realizzazione e la diffusione di statistiche europee ed è coinvolto nel processo di compilazione e adozione delle norme statistiche europee.

L’ESS redige un Programma Statistico Europeo che comprende la progettazione statistica per un periodo di cinque anni. Questo programma viene approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Al fine di garantire che le esigenze degli utenti siano prese in considerazione durante la compilazione del programma statistico europeo è stato creato un Comitato Consultivo Statistico Europeo che rappresenta utenti, informatori, istituzioni accademiche, oltre all’amministrazione comunitaria.

Anche se la pianificazione delle attività è effettuata congiuntamente dagli Istituti nazionali di statistica e da Eurostat, la produzione di statistiche armonizzate nazionali fa capo alle autorità dei singoli Stati membri, mentre Eurostat raccoglie i dati forniti dagli Stati, li analizza e su questa base offre dati comparabili e armonizzati affinché sia possibile definire, svolgere e analizzare le politiche comunitarie.

Infine, Eurostat si impegna ad assicurare il necessario coordinamento per garantire il funzionamento di questo sistema complesso (lingue diverse, forme molto differenti di organizzazione amministrativa, nomenclature specifiche, ecc) e per garantire la coerenza e la qualità dei dati.